Televisione via internet: il caso Coolstreaming - UPDATE

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Fonte: La Voce Repubblicana

I
Internet e Tv
  mercoledì, 18 luglio 2007
 23:57

In internet ormai tutti parlano della nuova televisione "p2p", quella che si vede sullo schermo del computer. Data la multimedialità del mezzo (cioè del computer) nel pacchettone enorme sono compresi canali televisivi, programmi radiofonici e video.

Con, in più, la possibilità di creare un palinsesto multimediale e di contribuire alla piattaforma con contenuti propri, facendoli circolare.

È lo spirito di Coolstreaming, che sarebbe, pensate un po', la via italiana alla tv via Internet. Visto che siamo in ambiente p2p, ovvero comprendente la possibilità di scambiarsi file da computer a computer, la cosa ha dato già il via a dispute legali, in quanto si tratterebbe di file sharing, di files messi in comune, una pratica che sconfina con la violazione del diritto d'autore.

Ma è proprio in questo momento che il settore della tv via internet comincia a interessare grandi investitori, registrando la nascita di numerose iniziative, da Joost a Babelgum, fino all'ultima nata: Sherpa tv.

Ma pur sempre resta l'ostacolo p2p, la condivisione di files, almeno nel caso italiano in questione. "Oggi in tanti stanno scoprendo che il futuro della televisione passa necessariamente per il canale internet", ha spiegato al noto sito web, "Punto Informatico", Pierluigi Mele, ceo di Coolstreaming. "Quando siamo partiti nel 2005, in pochissimi avevano colto la portata dirompente del p2p applicato alla tv".

Nello stesso anno Sky trascina in tribunale Coolstreaming a causa della trasmissione di partite di serie A. E' una questione ancora aperta. Come si risolve la messa in condivisione dei contenuti protetti da copyright? Pare ci stiano lavorando. Innanzi tutto bisogna registrarsi al sito.

Fatto questo, è possibile inserire collegamenti a canali televisivi, radiofonici e singoli video in modo da creare uno "schedule" personalizzato, una "scatola" con circa 2mila canali televisivi e 3mila web-radio.

"In prevalenza gli utenti cercano contenuti musicali - continua Mele nell'intervista rilasciata a "Punto informatico" - ma sta crescendo sensibilmente anche l'interesse verso il mondo dei videogiochi". Chi cerca sul portale canali famosi come quelli Rai o Mediaset non li troverà.

Piuttosto è possibile scoprire programmi poco noti, come quelli trasmessi da Rock tv, fortemente concentrata su un'utenza giovanile amante della musica. E man mano che si legge l'intervista, si capisce anche come i nostri eroi cerchino di evitare le solite rovinose dispute legali.

E hanno pensato ai "link", che non è una mala pensata. "Non offriamo direttamente contenuti, ma ci limitiamo a linkare o alcune volte citare web-tv", continua Mele. "La nostra piattaforma user-generated agisce alla stregua di un decoder satellitare. Raggruppiamo tramite semplici segnalazioni emittenti che introducono il loro segnale online".

"Non potendo avere il controllo su tutte le segnalazioni - spiega - inseriamo accanto al link un'opzione di 'abuse'. In questo modo, i broadcaster che ritengono di aver subito una violazione dei diritti d'autore possono chiedere di essere cancellati: da parie nostra c'è l'impegno a esaudire la loro richiesta nell'arco di 24 ore".

E c'è anche la possibilità di registrare formati "streaming" video: supponiamo con qualche software del tipo "motion caputure".

In pratica, il video viaggia in streaming (cioè non in download - il che sarebbe come appropriarsene), ma viene semplicemente trasmesso. E catturato. Certo, i baldi giovani si muovono in un mare di ostacoli pauroso, indubbiamente, ma sanno il fatto loro, o almeno sono decisi ad andare avanti.

Ecco ancora Mele: "Nonostante le resistenze dei broadcaster, la direzione del mercato è chiara: il futuro delle trasmissioni multimediali sarà online". Vallo a dire a quelli dei piani alti di viale Mazzini, in tutt'altre faccende affaccendati!

 Tratto da "La Voce Repubblicana"

UPDATE 19/7/07 ore 21.20 (Giosco) - Su segnalazione dello stesso Pierluigi Mele, siamo stati pregati di segnalare il link diretto all'articolo di Punto Informatico, contenente l'intervista integrale al CEO di Coolstreaming.it, poiché secondo lo stesso Mele i contenuti dell'articolo sopra riportato non corrisponderebbero totalmente a verità.
Pertanto, vi invitiamo a consultare anche l'intervista di Luigi dell'Olio per Punto Informatico, visualizzabile cliccando qui, per rendersi autonomamente conto dell'intera situazione.

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