SRG SSR idée suisse preoccupata per restrizioni multimediali

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Fonte: Digital-Sat.it

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Satellite / Estero
  martedì, 12 giugno 2007
 00:00

In marzo 2007 il Consiglio federale ha deciso di rilasciare alla SRG SSR una nuova concessione a decorrere dal 1° gennaio 2008, che andrà a sostituire con anticipo le tre concessioni SRG SSR del 1992. La SRG SSR ha approvato la procedura in quanto l’entrata in vigore della nuova Legge sulla radiotelevisione (LRTV) implica un adeguamento della concessione alla nuova situazione giuridica.

La SRG SSR constata con soddisfazione che l’offerta di programmi, almeno, rimarrà garantita nelle proporzioni conosciute fino ad oggi. L’indagine conoscitiva, tuttavia, contiene diversi elementi problematici.

Opinabili le restrizioni sui servizi online
Per la prima volta, questa concessione stabilisce la portata delle cosiddette «ulteriori offerte editoriali» (multimedia), finanziate dal canone. La soluzione proposta limita pesantemente i contenuti di questi servizi e non tiene conto dei legittimi interessi degli abbonati, con scarsa considerazione degli sviluppi sociali, economici e tecnologici. Dopotutto, le emittenti di servizio pubblico sono le uniche in grado di contrapporsi alla concorrenza delle società private di telecomunicazioni e tecnologie informative, ma anche alle reti estere commerciali, con proposte d’interesse generale nonché accessibili a tutti.

L’accrescimento delle produzioni proprie ormai al limite

Carta Srg SuisseIl progetto di concessione esige dalla SRG SSR un’elevata percentuale di produzioni proprie caratterizzate da diversità e innovatività, tali da fornire un contributo all’identità svizzera. Per centrare questi obiettivi, tuttavia, mancano i presupposti materiali: da un lato, molte produzioni proprie presentano già una matrice svizzera, dall’altro questo obiettivo non è raggiungibile con i mezzi oggi disponibili. In altre parole, non è possibile potenziare la quota di produzioni proprie.

Lo Stato che controlla i programmi?
La SRG SSR è fondamentalmente favorevole alle disposizioni sulla qualità contenute nel progetto di concessione, in linea con le norme qualitative e gli standard deontologici destinati agli addetti ai programmi (Carta dei programmi della SRG SSR; Linee editoriali delle unità aziendali). La SRG SSR concorda anche sull’obbligo, citato espressamente, di far controllare i propri programmi. Tuttavia, le procedure proposte nella nuova concessione e specificate concretamente nelle spiegazioni si avvicinano pericolosamente a un controllo dello Stato sui programmi. Oggi esiste già un organismo di ricorso indipendente dallo Stato e perfettamente collaudato: l’Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva (AIR).

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