Un anno dopo: Marco Civoli 'Lippi è stato decisivo'

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Fonte: Datasport.it

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Sport
  lunedì, 09 luglio 2007
 00:00

ll telecronista Rai Marco Civoli racconta il suo `Mondiale` un anno dopo: `Lippi e` stato decisivo`

"Il cielo e` azzurro sopra Berlino". Una frase rimasta nella storia dell`impresa italiana al Mondiale tedesco. Una frase pronunciata da Marco Civoli, che ha parlato in esclusiva della sua esperienza al fianco della Nazionale ai microfoni di Datasport .

Marco Civoli, telecronista RAI a Germania 2006Qual e` il primo ricordo del Mondiale?
Il primo è l’ultimo in ordine di tempo. L’epilogo, il rigore di Grosso e tutta la festa conseguente

Alla vigilia pensava che fosse alla portata un’impresa del genere?
Dirlo un anno dopo mi sembra scoprire l’acqua calda. Ricordo che prima dell’inizio pensavo che la squadra potesse arrivare tra le prime quattro. Ma che potesse vincere il Mondiale no, era un’impresa ardua, specie nei primi giorni del raduno a Coverciano.

Qual e` stato il fattore o l’uomo decisivo?
Secondo me Marcello Lippi, con un altro non so se sarebbe andata allo stesso modo. Di solito si dice che il merito di un allenatore non va oltre il dieci per cento. In questo caso per me e` del 50. Mai come in questo caso. E’ stata fondamentale la sua voglia di combattere nonostante tutto. E i giocatori gli sono andati dietro.

Quali sono state le sensazioni prima, durante e dopo il match d’esordio con il Ghana?
Non so se sia stato quello migliore per il gioco espresso. Di certo c’era tutta la voglia di partire bene. Lippi varo` una squadra con Totti, Gilardino e Perrotta, mossa a sorpresa che lancio` gli uomini di una Roma che stava facendo molto bene. E’ stata una gara giocata con grande attenzione da tutti, da grande volonta`. Una partenza positiva, ma non inaspettatamente.

Poi gli Stati Uniti, una gara che poteva dare la conferma e invece non cosi` non e` stato?
Li` e` stata decisiva l’espulsione di De Rossi. Siamo andati in vantaggio con Gilardino, poi siamo finiti in inferiorita` numerica. Ed e` stata una gara particolare, perche` gli americani pensavano solo a distruggere. I nostri avevano accumulato molta tensione, ma non fini` male.

Infine la Repubblica Ceca. L’ultima gara del girone.
Quella e` stata la partita della svolta per Marco Materazzi. Entra al posto di Nesta e segna il primo gol in azzurro. Quel gesto battezzo` il suo Mondiale. Poi ci fu il gol di Pippo Inzaghi e la squadra diede l’impressione di essere comunque tosta anche senza certi giocatori.

Si va agli ottavi, ecco l’Australia. 
E’ stato il match piu` sofferto. Li` davvero ci e` andata di lusso. Siamo arrivati al 93’ con Materazzi espulso, contro una squadra molto tignosa e allenata dal tecnico che ci aveva gia` regalato con la Corea una serata non bella. Si arrivo` alla fine con questa percussione di Grosso, un rigore per alcuni regalato ma comunque concesso. E lo segno` Totti. Secondo me e` stata la partita che ha indirizzato il Mondiale anche dal punto di vista della sorte, della fortuna che comunque ti deve accompagnare.

Crede che ci sia stato davvero quel confronto tra Lippi e i giocatori dopo quell’incontro?Diciamo che lui e` uno che parla sempre molto con i giocatori. Prima e dopo quella partita. Con toni non credo nemmeno tanto aspri ha saputo dirigere alla perfezione la truppa in un Mondiale molto difficile per quello che stava accadendo in Italia.

Arriva l’Ucraina, battuta nettamente.
Si`, quella volta Toni fece un po’ come Paolo Rossi. Fu una partita iniziata bene, con gol di Zambrotta. Poi soffrimmo nel secondo tempo, ma una paratona di Buffon ci salvo`. La testimonianza dell’impenetrabilita` della difesa data dalla certezza di avere il portiere piu` forte del mondo.

Si va a Dortmund con la Germania, squadra ospitante che non aveva mai perso in quello stadio.
E’ stata la partita piu` bella del Mondiale. Giocata in casa degli organizzatori, con solo 5mila tifosi italiani. Tutto ci era ostile ma fummo superiori nettamente ai tedeschi con quelle due emozioni negli ultimi minuti. Come sempre Italia-Germania e` stata spettacolare.

Ecco la finale. Ancora contro la Francia. 
 Loro erano cresciuti molto, in piu` erano una squadra che sei anni prima ci aveva dato un grande dispiacere. C’era voglia di rivincita e il primo tempo e` stato tutto nostro, nonostante il rigore di Zidane. Nel secondo abbiamo accusato, ma la Francia, a parte il colpo di testa di Zidane, era in debito tanto quanto noi. E alla fine si e` decisa al dischetto.

Come si commenta una gara di questo tipo?
Non so dare consigli se non quello di restare lucidi il piu` possibile. E’ stato un grande privilegio, ma parlare di parzialita` o imparzialita` in queste occasioni, quando c’e` di mezzo la Nazionale, e` impossibile. Non posso pensare di fare il tifo per la Francia.

La frase pronunciata al momento della vittoria e` stata spontanea?
No, ci avevo pensato in giornata. Nulla di estremamente ponderato. E’ venuta cosi.

Il suo ricordo piu` bello del Mondiale?
Sandro Mazzola commosso di fianco a me dopo la vittoria con la Germania. Lui si ricordava di 36 anni prima a Citta` del Messico ed e` qualcosa che non mi dimentichero` mai.

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