La fiction Incantesimo, sempre più in bilico

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Fonte: La Repubblica

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Televisione
  mercoledì, 18 luglio 2007
 00:00

«Spetta al Consiglio generale della Rai decidere la sorte di Incantesimo. Posso dire che nei prossimi giorni la decisione verrà presa, che saranno vagliate tutte le voci che riguardano i costi di produzione della soap. Punto e basta».

Certo, detta così non sono parole troppo confortanti quelle di Giancarlo Leone, vice direttore generale della Rai, chiamato a rispondere sul futuro sempre più incerto e fragile della fiction più importante del day time di Rai Uno, il cui caso presto finirà anche in commissione di vigilanza su richiesta di Willer Bordon.

Incantesimo 9«Non è vero che la Rai vuole dismettere la fiction. Ci mancherebbe altro -continua Leone - Investiamo più del nostro concorrente. Quest'anno siamo sull'ordine di 260-270 milioni di euro, per noi è un genere primario».

Però Ia Rai deve risparmiare, tagliare le spese; ridimensionare Sanremo o uno show del sabato sera non si può, tagliare una fiction non di prima serata è ovviamente più facile, ed è la spada di Damocle che pesa sulla decima serie di Incantesimo, quella che dovrebbe essere girata da settembre.

L'hanno capito i politici di entrambi gli schieramenti che da giorni intervengono sulla crisi della soap, specie i politici romani e del Lazio, allarmati dalle conseguenze industriali e occupazionali di un fermo di Incantesimo che si gira a Formello, alle porte della capitale, (praticamente l'unica fiction seriale) dando lavoro a più di 700 persone tra troupe e indotto che resterebbero da un giorno con l'altro a casa.

Lo ricorda Veltroni sindaco di Roma: («Le centinaia di lavoratori impegnati rappresentano una risorsa da tutelare nella capitale dell'audiovisivo») con Gasbarra, Marrazzo, rispettivamente presidente della Provincia e della Regione Lazio, e lo ricordano Antonio Tajani presidente degli eurodeputati di Forza Italia e i colleghi di partito Michele Baldi, Francesco Giro.

Curioso che alle voci dei politici faccia da contraltare il silenzio della Rai, Se Giancarlo Leone dichiara di non volere e non potere aggiungere altro, di non essere né pessimista né ottimista sul futuro della soap («sarei scorretto a dare speranze o delusioni, tanto più in mezzo a una fase in cui tutte le decisioni stanno per essere prese»), tace Claudio Cappon, direttore generale Bai e zitto anche Fabrizio Del Noce, direttore di RaiUno, la rete che ospita Incantesimo, e il cui parere sarebbe abbastanza vincolante per il Consiglio generale.

«Né nessuno in Rai mi ha comunicato nulla di ufficiale», dice il produttore Guido De Angelis che ieri ha calmato la troupe intenzionata a fare una manifestazione di protesta a piazza Mazzini. «Aspetto fiducioso, ma perché chiudere una fiction che ha successo?», si chiede.

I numeri gli danno ragione. Incantesimo, in onda dal '97, un intrico di storie di vita, amori, odi, amicizia sullo sfondo di una clinica privata, partita come fiction e diventata una soap opera, in onda dal lunedì al venerdì alle 14.50, attualmente raccoglie il 16-17 per cento di share, alta per quella fascia oraria e con un costo a puntata di 100 mila euro e complessivi 16 milioni per ogni ciclo secondo il produttore De Angelis, che diventano 190 mila e 20 milioni secondo le stime di Giancarlo Leone.

«Il costo è quello di una fiction consueta - dice De Angelis - Certo, forse costa qualcosa più di un format comprato dall'estero, ma su una trasmissione di quel genere non ci sono ritomi, mentre con Incantesimo, sì: lo guardano in Cina, in Russia, nell'est Europa, viene venduto in 30 paesi, E in un momento in cui la concorrenza, e parlo di Mediaset, si sta buttando sulla fiction e si sta facendo sempre più forte non è poco».

Proprio su questo Giuseppe Giulietti, membro della Vigilanza Rai, chiede all'Autorità perle garanzie nelle Comunicazioni di verificare «se Rai e grandi gruppi tv rispettano le quote di investimento in cinema e fiction».

Anna Bandettini
per "La Repubblica"

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