Pippo Baudo: 'Guardate da dove preparo Sanremo'

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Fonte: Tv Sorrisi & Canzoni

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Televisione
  mercoledì, 29 agosto 2007
 00:00

Pippo BaudoPippo Baudo e le vacanze sono una contraddizione in termini. La piscina a pochi metri, la tettoia in canne sotto la quale sorseggia succo d'arancia, la vista mozzafiato sul mare turchese della Sardegna, i calzoncini fantasia e perfino le Crocs rosse ai piedi non devono trarre in inganno.

Pippo è al lavoro. Semplicemente, in agosto sposta il suo ufficio. Da Roma a Torre delle Stelle, angolo di paradiso a 20 chilometri da Cagliari.

È qui che da 18 anni trascorre le sue estati, fiero di una casa incassata nelle rocce di granito e circondata da ginepri, oleandri e lentischio. «Dal mare non si vede niente» dice sotto lo sguardo compiaciuto di Flavio, amico-fattore che gliel'ha costruita pietra su pietra e che lo rimpinza con i malloreddus e le sebadas (pasta e dolci; ndr) preparate dalla moglie.

Ed è qui che, dopo la nuotata mattutina e le chiacchiere in spiaggia («Ho sempre attorno almeno 200 persone, ma va bene così, perché io sono un divo domestico»), si mette all'opera. Giornali, telefonino perennemente acceso, fogli e penne. «“Domenica in” l'ho già messa a punto. Ora sto impaginando il prossimo Festival di Sanremo...».

E le vacanze?
«Io senza lavoro non so stare. Mi riposo lavorando. Che posso farci?».

Parliamo allora dei suoi prossimi impegni. «Domenica in»?
«Ho chiesto 20 minuti in più per fare due ore secche di tv equamente divise tra il rotocalco dello spettacolo che tanta soddisfazione mi ha dato l'anno scorso arrivando fino al 27% di share e una nuova parte dedicata alla famiglia. Per vedere a che punto sta il dialogo tra genitori e figli, se esistono valori condivisi».

Perché la famiglia?
«Per me la televisione è famiglia. E poi voglio dare un connotato da servizio pubblico a ciò che faccio in tv. Non farò nessuna azione pedagogica, sia chiaro. Il mio sarà un divertimento pensoso».

Non teme di perdere ascolti?
«No. È una domanda viziata dallo share. Spero che la nuova stagione serva a riabilitare il buon gusto».

Si è toccato il fondo?
«Lo sprofondo. La tv è piena di spettacoli banali e spesso volgari».

Passiamo a Sanremo. Fiorello farà il DopoFestival?
«Penso proprio di no».

Gliel'ha chiesto?
«Più volte. Ma lui ha continuato a prendermi amorevolmente in giro. Mi diceva “Vediamoci, parliamone” e intanto mi estorceva partecipazioni in radio».

E ora?
«Non c'è un no definitivo. Non l'ha mai detto. Ma è la risposta peggiore, perché io aspetto e spero. Poi, resto convinto che nel suo io non abbia mai pensato di farlo. È rimasto troppo scottato dalla sua partecipazione all'Ariston come cantante. E poi lui è un comico irridente, teme che i cantanti si offendano. Invece parlo quasi tutti i giorni con Piero Chiambretti».

Com'è lavorare con lui?
«Ci troviamo alla perfezione. È un grande spirito innovativo, la variabile impazzita del Festival, l'imprevedibilità. Insieme siamo una bella coppia. Anche fisicamente. Anni fa volevamo fare un programma dal titolo “I gemelli diversi”. Un'idea molto bella. Prima o poi l'attueremo».

E le presenze femminili?
«Ancora non abbiamo deciso niente. Lo faremo più avanti, verso dicembre. Di sicuro saranno belle e brave».

È trapelato il nome di Laura Chiatti. L'ha sentita?
«Direttamente non ho contattato nessuno. Della Chiatti però ho visto un bellissimo servizio su “Elle”. Veniva presentata come la nuova diva del cinema europeo. Vedremo».

Ci sarà ancora la serata dedicata ai superospiti?
«Certo. E chi la tocca? È andata benissimo».

Ci anticipi qualche nome. Biagio Antonacci?
«Direi di sì. Dopo la nostra performance davanti ai 70 mila di San Siro siamo oramai una coppia».

Claudio Baglioni?
«L'ho visto recentemente. L'ho salutato dicendogli “Ci vediamo a Sanremo”».

E Laura Pausini?
«Credo di sì. L'anno scorso era veramente dispiaciuta di non essere riuscita a venire. Per me è come una figlia».

L'anno scorso, invece, vi siete lasciati scappare Irene Grandi e la sua «Bruci la città» che ora è diventato il successo dell'estate!
«Quando Irene ha cantato il pezzo a “Domenica in” ho avuto una crisi pazzesca. Come è possibile, mi chiedevo, che non abbiamo capito questa canzone? Così sono andato a risentirmi i provini e lì ho capito. Il pezzo era un'altra cosa. L'hanno aggiustato. E comunque questo ritorno di Irene mi fa un enorme piacere. L'avevo lanciata a Sanremo. Ma dopo si era un po' persa. Oggi invece ha recuperato l'allegria e quella sua faccia ironica».

La inviterà al prossimo Sanremo?

«Se lei ci sta, con grande piacere».

Poco fa ha sentito anche Samuele Bersani. Un'altra convocazione?

«Mi ha chiamato per invitarmi a un suo concerto. Vede, io sono davvero amico dei cantanti».

Si dice abbiano bisogno di molte attenzioni e coccole.

«E io li coccolo. Il loro mestiere è come quello del trapezista. Sono sempre sul filo. Se sbagliano un disco diventa una tragedia».

Ma davvero è amico di tutti?
«Con qualcuno ho anche litigato. Vedi il caso Zucchero. Ma non mi pento per niente. Le sue ultime performance dimostrano che è un cantante maleducato. Ah, dovrebbe venire anche Eros Ramazzotti! Ci siamo già incontrati».

Di sicuro invece non ci sarà Michelle Hunziker. ma è vero che tra voi due c'è stata qualche incomprensione?
«No, assolutamente. Michelle mi ha chiamato qualche giorno fa da Santo Domingo, dove sta girando il film di Natale. Il nostro è un rapporto bellissimo».

Da «uomo Rai», chi prenderebbe da Mediaset?

«Nessuno. E altrettanto consiglierei di fare a Mediaset nei confronti della Rai. Questi passaggi non sono indolori. Il pubblico non capisce, non apprezza. E lo dice chi, come me, questo passaggio l'ha fatto. I risultati, anche nei casi più recenti, non sono eclatanti».

Si riferisce a Bonolis?
«Non voglio fare dei nomi».

Come vede il ritorno di Bonolis con «Ciao Darwin»?
«Lui fa benissimo questo genere di spettacoli. Mediaset aspetta da lui un grande successo in prima serata. E resta valido il famoso interrogativo: passare alla Storia o passare alla cassa? Per la tv commerciale conta la seconda opzione».

Intanto Mike Bongiorno condurrà «Miss Italia».
«Ne sono davvero felice. Considero Mike mio fratello maggiore. Se faccio questo mestiere lo devo a lui. Era il mio punto di riferimento quando ho iniziato. Poi ci siamo inventati una rivalità che faceva comodo a tutti e due, un po' come Coppi e Bartali. Ma da parte mia c'è solo affetto e stima».

Andrà a Salsomaggiore?
«Sì».

Perché continuate a stare sulla cresta dell'onda? Mancano forse i ricambi generazionali?
«Ma no. Ci sono Bonolis, Scotti, Frizzi, Conti. Noi ci portiamo dietro il nostro bagaglio di esperienza. Tutto qui».

Ma non le viene mai la tentazione di smettere di lavorare?
«Non saprei fare altro. Nel corso della mia carriera sono rimasto a spasso un paio di volte e ci ho sofferto tantissimo. Ero un leone in gabbia. Fortunatamente il Padreterno mi ha dato la possibilità di fare un lavoro che non solo non mi stanca, ma mi diverte».

La sua vita professionale è stata più ricca di quella sentimentale?
«Non c'è dubbio. I piatti della bilancia sono due e se anche l'altro fosse stato colmo sarebbe stato troppo».

Non ha incontrato la donna giusta?
«Non è questo. Le colpe di una separazione sono sempre reciproche».

Ora è tardi?
«Non voglio essere come quei signori di una certa età che si fanno vedere in giro con le ragazzine... Ho molto presente il senso del ridicolo».

E una donna più matura?
«Ha già avuto le sue esperienze. E poi rischierebbe di diventare una badante. La verità è che sono sereno così. Ho un lavoro che mi entusiasma e tanti amici. Però temo la solitudine. Per questo mi circondo sempre di tante persone».

Scusi la curiosità, ma vedendole le Crocs ai piedi è inevitabile. È un modaiolo?
«Io? Ma non scherziamo! Questi zoccoli di gomma me li hanno regalati. Per il resto, non mi vesto, ma mi lascio vestire. Ho il mio sarto che da 45 anni mi confeziona tutto. E così con le scarpe».

E perché?
«Mi vergogno a entrare in un negozio».

Addirittura?
«So che può suonare strano, ma io ho delle timidezze pazzesche. Misurarmi un vestito mentre tutti mi guardano è insopportabile».

Detto da uno che passa la sua vita sotto i riflettori in effetti è sorprendente. Ha altre timidezze?
«Sì, con le donne. Non corro dietro, ma mi lascio conquistare. Se mi faccio avanti è solo dopo tanti e inequivocabili segnali».

Ultima domanda. Questo sarà il suo ultimo Sanremo?
«No. Mai».

Cinzia Marongiu
per "Tv Sorrisi & Canzoni"

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