Codacons presenta ricorso al TAR del Lazio contro la Rai

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

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Televisione
  venerdì, 12 ottobre 2007
 00:00

CodaconsRiceviamo e pubblichiamo un comunicato dell'associazione Codacons:

Poco tempo fa il Codacons presentò, ai sensi della legge 241/90 sulla trasparenza, una istanza d’accesso alla Rai, per conoscere alcuni dati relativi alla trasmissione “Oltremoda” (Rai1).

In particolare l’associazione chiedeva di conoscere il verbale dell’ “Internal auditing” del programma. La Rai ha rifiutato di fornire al Codacons i documenti richiesti e, in una risposta inviata all’associazione, motiva così il suo rifiuto:

"In particolare, è da ritenersi che, relativamente alle scelte circa la programmazione, gli utenti non possono vantare comunque alcuna pretesa”. (Alla faccia del canone pagato dai cittadini!!! n.d.r.)

“Per quanto riguarda l’istanza di accesso degli atti si rileva, sotto il profilo giuridico, l’inammissibilità e comunque infondatezza della stessa per le ragioni di seguito indicate:
- presenza di un chiaro ed espresso intendimento esplorativo-ispettivo […]
- esigenza di salvaguardia della riservatezza ovvero alla protezione dei dati personali in genere e dell’interesse professionale, finanziario, industriale e commerciale dell’Azienda […]
-carenza di idonea documentazione atta a comprovare l’esistenza e lo scopo dell’Associazione oltre che i poteri rappresentativi per l’Associazione stessa […]”

In buona sostanza la Rai afferma di non sapere dell’esistenza del Codacons – spiega l’associazione – e, nonostante i cittadini la finanzino attraverso il canone, ritiene di non dover fornire alcuna documentazione circa le trasmissioni del proprio palinsesto, vedendo dietro la richiesta del Codacons un “espresso intendimento esplorativo-ispettivo”.

“Non capiamo quale mistero si celi dietro questo “Internal auditing”, e perché la Rai faccia così fatica a fornire ai cittadini documenti in grado di migliorare la trasparenza – conclude il Presidente Carlo Rienzi – Ciò che è certo è che contro il rifiuto della rete di Stato si pronuncerà ora il Tar del Lazio, dinanzi al quale abbiamo già presentato ricorso”.

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