Mini-Fiorello mescola le carte di Nonna Rai

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Fonte: La Stampa

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Televisione
  martedì, 08 gennaio 2008
 00:00

FiorelloIl vero caso Fiorello alla Rai, se di caso si può già parlare per l'annunciato appuntamento tv con VivaRadioDueMinuti, si vedrà da lunedì prossimo.

Tutta la pantomima della «prima serata regolamentata», dell'accordo Rai-Mediaset per rimettere a posto gli orologi della tv, non reggerà alla prova del nuovo Fiorello. Il microshow più sincopato della storia della tv non può durare in effetti solo due minuti d'orologio, ma sarà almeno di 4-5 minuti come indicano le prime indiscrezioni.

E' una durata minima indispensabile per dare forma a un discorso che non sembri il classico spot di Baldini e Fiorello; ed è anche un minutaggio idoneo alla valorizzazione dell'Auditel. Sarà un grande affare pubblicitario per la tv di Stato, e anche un modo di tenersi stretto il campione che dovrebbe finalmente scendere in campo a pieno regime nell'autunno prossimo. Ma soprattutto sarà la «chicca» giusta per scardinare la griglia di programmazione oraria così come la conosciamo.

Nessuno infatti può pensare d'imbrigliare un numero uno assoluto come Fiorello nelle scalette di certi ragionieri del varietà: dunque, a partire dai 4-5 minuti standard, non si può sapere quanto poi durerà ogni giorno il nuovo show. Ma ve lo vedete un funzionario che telefoni in regia da Fiorello per ordinare di chiudere dopo due minuti, perché così c'è scritto nel titolo?

Aggiungete pure che VivaRadioDueMinuti arriverà esattamente dopo l'edizione principale del Tg1, che gode di ottima salute e tende già allo sforamento orario. Risultato? Slitta qualche minuto il Tg, Fiorello sfiorella quanto gli pare, e poi va in lungo pure il gioco del cosiddetto «access prime-time», che ora è Soliti Ignoti. Ovviamente tutti alla Rai faranno salti di gioia, e pure noi «fiorellisti» senza vergogna ce lo auguriamo di cuore. Ma alla riscrittura degli orari su Raiuno come risponderà Canale 5? Il primo a voler riarmare di conseguenza Striscia sarà Antonio Ricci. E sarà subito guerriglia.

Prima serata mignon
Pare comunque di capire che Raiuno punti a stringere la prima serata vera e propria, dove è un po' a corto di idee e di proposte: si parla persino di fiction da 50 minuti. E tirare più in lungo la fascia cosiddetta «access» è la mossa all'uopo. Insomma, si va verso una serata tipo come quella del giovedì sera, organizzata per lanciare il Paradiso benignesco alle 23. E, allora, ben venga il caos del dopo Tg, se è il modo non solo di riportare in onda Fiorello, ma anche di avviare un riordino e un ripensamento.

Trio, Conti e Milly
D’altra parte, meno male che c’è Fiorello, perché per il resto l’unica novità che riesce a offrire Raiuno è il ritorno del trio Lopez-Marchesini-Solenghi. Dati i caratterini, sarà una «reunion» difficile anche se in Rai confidano in quattro serate-evento di sicuro successo, con una formula originale, d'impostazione nobile, addirittura teatrale. Vedremo. Anche il grande ritorno l'altr'anno su Raidue di Cochi e Renato, nonostante la passione che ci ha messo il regista Paolo Beldì, non ha fatto sfracelli. Forse la tv non è solo il luogo della nostalgia e del come eravamo, eppure il varietà sembra sempre voler ripercorrere solo strade collaudate.

E così pure «prezzemolo Carlo», il Conti-mento ormai più utilizzato nei piatti dello chef Del Noce per Raiuno, svolta verso la nostalgia e si propone nell'ennesima versione dei vari Novecento con un format Endemol che parte sabato, I migliori anni. Primo appuntamento, Anni 50 contro Anni 80: primi forfait il testimonial Paolo Limiti, e la «valletta bellissima» Laura Torrisi.

Infine, poteva mancare, in questo panorama all'insegna del rinnovamento, un personaggio fresco come Milly Carlucci? Con il suo piglio da maestrina condurrà addirittura uno show sulle buone maniere, titolo provvisorio Uomo&Gentiluomo. Una sorta di corso accelerato di rieducazione per Vip e Nip, cioè Very e Not important people. Rischia di essere la novità di stagione, il Bon ton versione varietà 2008. E a ben guardare anche questa è una scelta occhiuta: casca esattamente per i 450 anni del Galateo (l'originale di monsignor Della Casa è del 1558). Per i 500 anni, nessun problema: se questo nuovo «Educando show» funziona, su Raiuno ci sarà ancora nel 2058, magari pure sempre con Milly Carlucci.

Paolo Martini
per "La Stampa"

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