Paolo Bonolis: ''Il Festival di Sanremo? Potrei rifarlo''

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Fonte: Digital-Sat

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Televisione
  martedì, 18 marzo 2008
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Paolo Bonolis"A Il senso della vita noi facciamo riflessione,quanto meno, lasciamo che siano gli altri a riflettere per noi e attingiamo da vampiri al loro pensiero”. Queste le parole di Paolo Bonolis, intervistato in esclusiva a “Mattino cinque".
Paolo Bonolis, si dichiara particolarmente entusiasta del programma che sta conducendo tutte le domeniche in seconda serata su Canale 5 “Il senso della vita è stata una grossa scommessa, che Mediaset ha voluto condividere con noi, ed è riuscita bene perché è una trasmissione che è molto gradita perché non tratta quasi mai l’attualità, anzi per niente, ma tratta la trasversalità della natura umana. E’ una trasmissione trasversale e credo che interessi e piaccia per questo. E’ fatta con amore da parte di tutti noi, ed è una trasmissione in cui mi piace ascoltare, più che parlare.
 
La carriera di Bonolis prende il via nel 1982 ed è cosparsa di numerosissime trasmissioni che lo hanno reso uno tra i conduttori più amati del nostro paese – “Ogni trasmissione è stata un processo d’amore. Alcuni sono stati parti difficili, altri sono stati parti più semplici, ma poi vissuti con una tale intensità che hanno ripagato di quella semplicità nel momento del parto. Ogni programma, se in quel programma investi una buona parte di te di cui ti sei accorto di essere proprietario, è un buon programma. L’importante è che nel momento in cui conduci, il conduttore sia realmente parte del programma e non una parte recitante”.
 
Da “Ciao Darwin”, a “Striscia la Notizia” da “Tira e Molla” a “ Il senso della vita”, Paolo Bonolis è affiancato in ogni successo dal suo grande amico e collega Luca Laurenti -“Laurenti è uno spettacolo della natura, ha una sua dose di comicità verso il pubblico non perché è comico ma perché è altrove. Io ho fatto a meno di Luca e Luca ha fatto a meno di me. Si è trovato molto bene lui, mi sono trovato molto bene io…insieme stiamo meglio”.
 
Nel marzo del 2005, Paolo Bonolis è stato il mattatore della 55°edizione del Festival della Canzone Italiana, che ricorda con piacere-  “Sanremo? Se me lo proponessero, se avessi un’ idea per poterlo fare, perché no? E’ un’esperienza bella quella di Sanremo. E’ bello quando fai Sanremo per il pubblico. Quando fai Sanremo per te stesso viene male. La verità è che Sanremo non è mai morto, come ogni cosa vive i suoi flussi, ci sono dei momenti in cui quello che costruisci risulta particolarmente gradito e dei momenti in cui risulta meno. E’ una grande occasione di festa, una festa della musica, se la si vive per quello che è e non la si vive come se si stesse facendo la mappatura del genoma, si lavora con più facilità E’ una festa che va vissuta con un sorriso, con leggerezza e impegno, però la leggerezza non può prescindere. Non può diventare così ossessivo per chi lo fa e per chi ne parla”.
 
Al centro della vita del conduttore c’è comunque la famiglia- “La famiglia è assolutamente al primo posto, è la forza più grande che puoi avere a disposizione, è un esercito invincibile. Può diventare anche la tua criptonite se non è vissuta con i valori e il rispetto che merita”- la moglie e i figli- “I figli ti danno tutto e ti tolgono tanto come ogni cosa nella vita. Nel momento in cui fai una scelta ci sono delle cose a cui rinunci e delle altre cose che devi avere la capacità di cogliere e che ti vengono date. I più grandi li vedo meno, vivono negli Stati Uniti, i più piccoli li ho intorno a me e il mio intento è di crescere insieme a loro e renderli liberi”.
 
Inoltre, parlando di sua Zia Adele,recentemente beatificata racconta: “Mia Zia era una laica che ha speso tutta la sua vita nel cercare di collocare socialmente ed esistenzialmente ragazze che avevano avuto difficoltà e con la droga e con la prostituzione. Lo ha fatto anche grazie agli uffici della chiesa, del Vaticano, che l’hanno aiutata in questa sua opera con due o tre case di accoglienza in Lombardia e lo ha fatto con un amore e una fede forte senza mai indossare un abito, senza mai rinunciare alla vita”.
 
Infine, interrogato sul suo “senso della vita" risponde “Nel finale del film “Oltre il giardino”, una frase illuminate della sceneggiatura mi ha sottolineato quello che i miei genitori mi avevano cercato di inculcare non a parole ma con i fatti “la vita è uno stato mentale”. Nella vita di tutti accadono bene o male le stesse cose. Tu sei il filtro per capire se sono accoglibili in senso positivo o negativo. Lo stato mentale con cui ti poni sulle cose può determinare il senso stesso della tua vita”.

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