Aduc: il canone anche per i pc? Per ora meglio non pagarlo...

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Fonte: Digital-Sat (com. stampa)

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Televisione
  martedì, 08 aprile 2008
 00:00
Il canone-tassa Rai si paga anche per un pc? Sono giunte le prime non-risposte delle sedi regionali e nazionale dell'Agenzia delle Entrate alla campagna di interpello lanciata dall'Aduc alcune settimane fa. Con una eccezione (vedi sotto il caso Veneto), appare evidente che l'Agenzia delle Entrate, come già la Rai, non sa rispondere, girando il quesito al ministero delle Comunicazioni. Ministero che da oltre un anno ignora ben quattro interrogazioni parlamentari sull'argomento. Per ora quindi, nessuna istituzione ha ufficialmente detto che il canone e' dovuto anche per un pc o altri apparecchi multimediali.

Per questo invitiamo tutti i cittadini sprovvisti di televisore, ma in possesso di altri apparecchi multimediali (computer, etc.) per i quali hanno ricevuto una richiesta ufficiale di pagamento da parte della Rai, a proporre un proprio interpello all'Agenzia regionale delle Entrate. Se non vi sarà risposta affermativa, si potrà tranquillamente non pagare più il canone/tassa per computer e altri apparecchi multimediali senza rischi di incorrere in sanzioni, con un modulo scaricabile dal sito dell'Aduc.
 
Per coloro che sono già stati colpiti da cartelle esattoriali per il possesso di un solo pc o altro apparecchio multimediale, consigliamo di fare ricorso alla propria commissione tributaria, allegando tutta la documentazione presente sul nostro sito.
 
IL CASO VENETO – L'Agenzia delle Entrate della Regione Veneto ha risposto come segue all'interpello, contraddicendo l'ufficio centrale dell'Agenzia e le altre sedi regionali: "sono obbligati al pagamento del canone tutti i detentori di apparecchi atti o adattabili alla ricezione anche solo via cavo o dall'estero di trasmissioni radiotelevisive, apparecchi tra cui rientrano sicuramente, a titolo esemplificativo, i monitor collegati a computer remoti connessi in rete".
Ora anche questa agenzia sembra averci ripensato, grazie alla campagna di interpello lanciata dall'Aduc a livello nazionale. Sta infatti inviando agli interpellanti una rettifica, in cui annuncia di aver girato il quesito al ministero delle Comunicazioni.

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