Telepatici - Regge ancora la favola del Grande Fratello

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Fonte: La Stampa

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Televisione
  giovedì, 17 aprile 2008
 00:00

Non sono bastati la nuova fiction con lo sbirro da sposare Flavio Insinna su Raiuno e il dopo-elezioni col record su Raitre di Ballarò (4 milioni e mezzo di spettatori, 16,78 % di share) per stoppare la crescita finale del Grande fratello.

Trascinato dalla solita super-Striscia da quasi 8 milioni di spettatori e 30% di share, il reality ha vinto di nuovo. La media del 26% è sì più magra del penultimo dato, ma vede picchi dopo le 23 di oltre 7 milioni di spettatori, e in share al 44% verso mezzanotte. Nonostante noi forse troppo facili profeti di sventure, il Gf regge ancora come «favola della città», direbbe il sociologo Zygmunt Baumann. Fa persino attivare tessere a Mediaset Premium e intasa con i suoi personaggi, dal cumenda Mercandalli in giù, tutti i vari salotti tv.

Domenica 30 marzo, per esempio, è accaduto che addirittura Raiuno e Canale5 si siano battuti sul «caso Lina e Roberto al Gf8». Così Massimo Giletti nella sua Arena ha superato con 3 milioni di spettatori e il 18% le prime due parti di Buona Domenica. Salvo che poi quando Paola Perego ha iniziato a parlare di Grande Fratello ha risorpassato Domenica in. E pensare che a Buona Domenica all'inizio non volevano nemmeno parlare del reality, ma alla fine solo così hanno toccato punte oltre il 28%, per le solite beghe dei ragazzi della Casa Tv.

Persino Maurizio Costanzo, nel suo tradizionale talk-show, pur contro i Porta a Porta pre-elettorali, ha registrato il record del 22,92% , con 1 milione e 408.000 spettatori, parlando col cumenda del Grande fratello. Anche Verissimo questa stagione fa i record con i personaggi della Casa (26,58% di share il 5 aprile). Mattino 5 il giorno dopo la puntata di prime-time del Gf, raggiunge anche l'eccellente 27,2%.

Per l'eccezionale capacità di riverbero dei reality vale probabilmente la regola dell'effetto comunicazione del pubblico giovanile: funzionano sempre come «favola della città» i programmi tv che riescono ancora ad aggregare certi target leader delle mode e della società, e li coinvolgono magari più a ricaduta attraverso Internet e la tv digitale che solo direttamente tra il pubblico generalista. E' il caso del Gf8 e soprattutto di Amici, ma comincia a vedersi qualcosa del genere anche su X Factor. Che piaccia o meno ai forse troppo severi critici delle nostre più adulte generazioni.

Paolo Martini
per "La Stampa"

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