Mentana: ''Il mio futuro? Mi sento una mozzarella in scadenza''

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Fonte: Ansa

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Televisione
  domenica, 11 maggio 2008
 00:00

Si sente come "un pollo che viene alla presentazione di un nuovo girarrosto", o, per essere più preciso, come una "mozzarella con la data di scadenza".

E' lo stato d'animo di Enrico Mentana chiamato a parlare del futuro della televisione italiana al convegno di Ericsson che disegna scenari segnati da una fondamentale rivoluzione: il telespettatore non è più solo un ricettore di programmi, come ha evidenziato il Garante per le Comunicazioni, Corrado Calabrò, ma vuole essere anche produttore di immagini da condividere.

E con lo sviluppo della banda larga, dice oggi Ericsson, le immagini viaggeranno ad alta definizione tra tv, pc e telefonino, apparecchi che l'utente potrà gestire a distanza con semplici click producendo immagini da condividere in rete. 

La televisione generalista ha dunque gli anni contati, afferma senza dubbi Mentana, sollecitato da Bruno Vespa nel ruolo di moderatore: "non so se si tratta di 5 o 10 anni, siamo però in scadenza come una mozzarella - afferma l'ex direttore del TG5 - ma dobbiamo comunque continuare a lavorare per esaurire la richiesta di ordini. In realtà - dice rivolto al collega di Porta a Porta - recitiamo una parte, io stesso faccio la tv generalista ma a casa guardo altro".

Il Garante sottolinea come già la Tv a richiesta (on demand) abbia prodotto in Gran Bretagna un calo del 30% dell'audience della tv generalista. Dopo avere ascoltato come sarà lo scenario futuro secondo Ericsson, Mentana sintetizza: "se per l'informazione stampata si recita già il de profundis, noi della televisione siamo subito dietro". A decretare la fine della televisione generalista sarà la "individual tv", come la chiama per ora il colosso multinazionale Ericsson in attesa di un nome appropriato: una tv interattiva, che l'utente riceve e gestisce anche fuori da casa "ad alta qualità digitale - spiega Cesare Avenia, ad di Ericsson Italia - e con contenuti all'altezza".

 Anche il Garante per le Comunicazioni non ha dubbi sulla rivoluzione alle porte: "la tv 'on demand' erode già spettatori, specie all'estero dove i programmi non sono comparabili con quelli italiani, basta pensare ai documentari della Bbc, ma la rivoluzione è l'inversione di esigenze del telespettatore che non è più solo ricettore ma vuole diffondere in rete contenuti e immagini. Internet è il luogo giusto per dare sfogo a questa voglia di comunicare e il successo di Face Book lo dimostra".

 Il collasso avverrà appena due fattori coincideranno: "quando il nuovo pubblico, quello dei nostri figli crescerà ancora - spiega Mentana - e quando la tecnologia consentirà la migliore qualità di trasmissione e i migliori contenuti. I telegiornali sono già superati come appuntamento quotidiano dalle nuove generazioni che cercano e trovano informazioni aggiornate in rete e tra dieci anni - aggiunge Mentana rivolto a Vespa - io, te e Bonaiuti (seduto in platea) siederemo in giardino a fare altro, magari a guardare tutt'altri programmi. Anche Sky sa che dovrà cambiare, perché un'offerta aggiornata mese per mese e i canali telematici saranno superati".

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