Simona Ventura studia da manager: ''Per ora ci provo al cinema''

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Fonte: La Repubblica

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Televisione
  lunedì, 19 maggio 2008
 00:00

«Come dice Paola Cortellesi, io sono una donna "del fare". Non che le altre non facciano, per carità, ma ammiro chi riesce a stare in quell'ambiente misterioso e minaccioso che è la politica.A  me fa paura, come apri bocca ti sparano. È fantastico che nessuno capisca per chi voto».

La politica no, non le interessa ma tutto il resto sì: Simona Ventura ha chiuso la stagione trionfale di "Quelli che il calcio", e quest'anno non si è risparmiata. «Troppe cose? Ho pubblicato l'autobiografia, disegnato una linea di tute, condotto L'isola dei famosi, faccio il giurato a "X-factor". Poi vado spesso negli Stati Uniti, per aggiornarmi un po': due giorni fa ero a New York a caccia di format». Studia da donna manager, perché non ha dubbi: «Il mio futuro sarà dietro le telecamere».

Simona Ventura, è da un po' che lo dice.
«Perché lo penso. Lavoro per il mio futuro, in tv ma lontano dal video. Voglio cercare di non andare più in onda, avere "un altro tipo di collocazione discografica", pei dirla come Mara Maionchi».

Cosa le piacerebbe fare?
«Un po' manager mi sento, non nel campo economico che non sono in grado, ma nella comunicazione. Vorrei fare la produttrice, collaborare a nuovi progetti, inventare programmi. In America studio i nuovi format: capire come lavorano gli altri è importante».

Farà la manager anche nel film natalizio "La fidanzata di papà" di Enrico Oldoini con Massimo Boldi.
«Un ruolo adattissimo a me, no? Girerò a luglio a Miami: interpreto una donna di potere che fa girare la testa a Boldi. Ora qualcuno dirà che non mi faccio mancare niente».

Ma è vero che vuole lasciare "Quelli che il calcio"?
«Se dicessi che mi sono stancata direi una bugia, abbiamo vinto una scommessa. Senza i diritti del calcio ci siamo inventati un varietà, c'è stato un grande lavoro da parte degli autori. La trasmissione è stata data per morta molte volte, invece eccoci qua. Il pubblico ci incoraggia».

Allora l'anno prossimo ci sarà?
«Sto ragionando col direttore di RaiDue Marano. Se guardiamo le cose dal punto di vista razionale non dovrei sovraespormi, poi tutto è possibile. Ecco, ho tanti difetti, però non ho il narcisismo da video».

Parlava di sovraesposizione: il libro, "X-factor", le tute...
«Ma è tutto capitato in grande serenità, forse per congiunzione astrale. X factom on l'avrei fatto se non avessi fatto il giudice, ho trovato questo modo di fare televisione che mi dà soddisfazione».

Veramente Morgan la massacra.
«Lui ha i suoi gusti. Mi chiama "la regina delle tamarre", "la regina del popolo bue"... Va bene, mi diverte: spero di contaminarlo, come lui sta contaminando me».

Condurrà ancora "L'isola dei famosi"?
«Certo, L'isola è confermata. Adoro i reality, mi divertono: c'èla vita, il sorriso, le lacrime. A me l'intrattenimento piace».

Escluso Sanremo, il grande salto su RaiUno non l'ha mai fatto.
«Penso a un programma come un vestito da cucirmi addosso. Nel bene e nel male ho un mio stile di conduzione. RaiUno rimane un punto di riferimento, sei sempre più innamorata dell'uomo che non ti vuole, una forma di masochismo, credo».

Ma lei come vede la situazione in Rai?
«Siamo tanti granducati. L'azienda è un'araba fenice, sempre in bilico, ma alla fine porta grandi risultati».

Silvia Fumarola
per "La Repubblica"

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