Mediaset: ''Fiction, troppi errori, sfidiamo gli ascolti con storie anti-stress'

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Fonte: Corriere della Sera

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Televisione
  martedì, 02 dicembre 2008
 00:00

"Siamo a rischio saturazione: troppi prodotti simili, tra noi e la Rai". Autocritica a tutto campo in casa Mediaset. Il vicepresidente Piersilvio Berlusconi, nei giorni scorsi, ha ammesso "una stagione senza scintille per Canale 5, che è sotto le aspettative".

E ora Giancarlo Scheri, direttore della fiction, riferendosi alla chiusura anticipata di 'Crimini bianchi' e al non brillantissimo andamento di 'Amiche mie', parla di "saturazione": "C'è bisogno di belle storie, che non siano ansiogene e che riscoprano i valori dimenticati nella nostra vita dominata dallo stress". Quelle invocate proprio da Berlusconi, quando ha detto "mancano delle belle serie, come quelle americane"? Risponde Scheri: "Beh, noi abbiamo pensato di tornare a una favola disneyana".

"Al di là del lago" si intitola il tv-movie, prodotto dalla Fidia Film di Lorraine de Selle du Real e Micol Pallucca, che si sta girando in questi giorni tra Abruzzo e Lazio, con la regia di Stefano Reali. Andrà in onda su Canale 5 nella prossima primavera in un'unica tattica serata: se dovesse avere fortuna di ascolti, ne nascerà una serie in sei puntate. Protagonista è Kaspar Kapparoni, nel ruolo di Luca, un uomo di successo: una folgorante carriera la sua che, dal suo paese natio, lo ha portato in America, regalandogli onori, glamour e ricchezza. Per la morte improvvisa, avvenuta in circostanze misteriose durante un incendio, del suo vecchio amico Valerio (Roberto Farnesi), torna nella sua terra, un piccolo borgo fermo nel tempo, incastonato tra le verdi colline dell'Appennino.

E lì riscopre i valori di una volta, ritrova il suo primo amore, Barbara (Gioia Spaziani), ritrova soprattutto se stesso e la voglia di vivere in nome di affetti sinceri: scopre anche di avere un figlio.

Una favola, appunto (nel cast anche Giovanna Ralli, Cosimo Cinieri e Anna Safroncik), dove ci sono i buoni, i cattivi e anche tanti animali. Sì perché Kapparoni, dopo aver interpretato la versione italiana del 'Commissario  Rex', con il celebre cane poliziotto, qui è un veterinario: una sorta di "uomo che sussurrava ai cavalli". Dice l'attore: "Il mio personaggio è un vincente che, per febbre di carriera e di soldi, si era lasciato dietro parecchi  'cadaveri' e aveva perso il contatto con la natura. Riacquista la capacità di entrare in sintonia con ciò che lo circonda, anche attraverso gli animali che cura. Una condizione che ci riguarda un po' tutti: siamo affannati
nella frenesia di avere, di consumare, di raggiungere sempre più alti traguardi, perdendo di vista le cose più semplici".

Osserva Reali, regista e anche autore della sceneggiatura insieme a Roberta Colombo: "Siamo tutti spinti da ambizioni sfrenate, dal desiderio di essere ricchi e felici, senza renderci conto che questo non può che provocare frustrazioni".

La fiction è una commistione di generi: "Con questo progetto - conferma Scheri - intendiamo sperimentare una miscela diversa, dove ci sia la commedia sentimentale, l'avventura, l'azione. Il nostro Luca è un po' ii Robert  Redford dell''Uomo che sussurrava ai cavalli' e il Brad Pitt di 'Vento di passioni'".

Dalla riflessione sugli ultimi insuccessi, insomma, nasce il bisogno di perlustrare nuove strade da percorrere: "La fiction - sottolinea Scheri - continua a essere strategica nella tv generalista. Per quanto ci riguarda, nel 2008 abbiamo investito 250 milioni di euro nel settore, che contiamo di confermare nel prossimo anno. Ma occorre andare nella direzione giusta".

Emilia Costantini
per "Il Corriere della Sera"

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