Sabato 20 dicembre 2008, alle ore 23.10, prende il via "BORDERS", il nuovo programma di approfondimento firmato dal direttore di Studio Aperto Giorgio Mulè e realizzato dalla redazione del tg di Italia 1.Come si vive prigionieri in un corpo di oltre mezza tonnellata e quali sono le motivazioni che spingono una persona a desiderare un peso che permetta di avere una vita normale? Cosa si nasconde nella mente di un autistico capace di ricordare nozioni e numeri ma di avere una vita piena di piccoli problemi quotidiani? Cosa scatta nella mente di un serial killer? Cosa spinge i ragazzi a realizzare e mettere in rete filmati che fanno il giro del mondo?
Storie al limite i temi dei quattro appuntamenti, di solitudine e genialità, vicine alla nostra vita di tutti i giorni ma a un passo dal confine perchè "Borders", come dichiara il direttore Giorgio Mulè,"non è la spettacolarizzazione di sentimenti o sofferenze umane al limite ma l'analisi e l'approfondimento di storie apparentemente lontane da noi ma in realtà molto più vicine di quanto si possa immaginare" ,
Condotto in studio dalla giornalista Stefania Cavallaro, "Borders" dedica la prima puntata ai ciccioni, al mondo degli obesi, alle difficoltà della loro vita quotidiana e del faticoso percorso che hanno dovuto affrontare nello scegliere di ridurre il loro peso. L'obesità non è un problema così "ai margini" perché è in continuo aumento non solo in America ma anche in Europa tanto che recenti studi hanno attestato che metà della popolazione maschile è in soprappeso e in Italia un italiano su dieci ha problemi di linea.
La redazione di Studio Aperto racconta di casi di Giuseppe Marazzia, un leccese di oltre 300 chili che ha scelto di perdere peso e mostra nel corso dei mesi trascorsi con lui, la fatica compiuta da Giuseppe stesso e dalle persone che lo hanno aiutato, come nel momento del trasporto all'ospedale di Napoli per l'operazione, spostamento che ha richiesto la costruzione di un'apposita lettiga (quella usata per i cetacei), di una particolare ambulanza e di un aereo speciale.
C'è poi la drammatica vicenda di Elisabetta Papi, una donna che aveva scelto di raccontare attraverso le telecamere di Studio Aperto la difficile vita di una "cicciona", la cui storia si è interrotta nel lungo cammino di conoscenza perché è venuta a mancare nello scorso luglio.
Oltre alle immagini e alla voce dei protagonisti, non mancano all'interno di "Borders" gli interventi di medici, specialisti e delle persone che vivono vicino a coloro che si sentono ai margini della società per la loro condizione.