Nomine Rai, si va verso un Consiglio d'amministrazione fotocopia

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Fonte: La Stampa

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Televisione
  mercoledì, 18 febbraio 2009
 00:00
ZavoliDopo tanti mesi di attesa, non poteva cadere nel momento peggiore la prima riunione operativa della commissione parlamentare di Vigilanza presieduta da Sergio Zavoli (nella foto), che stasera dovrebbe avviare il rinnovo del cda Rai in proprogatio da otto mesi, eleggendo i sette membri di sua competenza.
 
Con un Pd decapitato e nel marasma dopo le dimissioni di Veltroni, un Pdl senza più interlocutori certi, alla fine potrebbe uscire un consiglio non molto diverso dall'attuale. Quasi una fotocopia, anzi, solo un po' più a destra per il passaggio della casella Udc all'opposizione (che aveva Curzi in quota Prc). Quel che pare certo, la sera della vigilia, è che né il centrosinistra né il centrodestra siano tentati da un (ennesimo) rinvio.
 
Anzi. La riunione del gruppo Pd in Vigilanza alle due di oggi è confermata. Senza il segretario, però, che doveva dire la sua sul presidente e il secondo esponente in quota ex Ds, visto che i Dl da tempo avevano detto di voler riconfermare Rizzo Nervo. Fino a ieri in corsa per la presidenza erano sempre gli stessi due, entrambi graditi al Cavaliere, l'uno più caro alla figlia Marina l'altro a Confalonieri: Pietro Calabrese, più vicino a Veltroni, che in questo caso avrebbe forse «ceduto» sul consigliere (D'Alema premeva per Marcello Del Bosco). In alternativa, e dato come più probabile già prima dell'uscita di scena del segretario, l'attuale presidente Petruccioli, preferito dal responsabile Comunicazione del Pd Gentiloni, da molti Ds, comunque molto amico del veltroniano Morando. In questo caso si aspettava quale nome Veltroni avrebbe fatto per l'altro consigliere. Ma da ieri, nel «buio» in cui si trova il partito prende quota l'idea di lasciare al loro posto sia Petruccioli sia il consigliere Rognoni. Riconfermare tutti, si ragiona, è anche coerente con la richiesta di una nuova leggina sulla governance Rai ribadita recentemente. «Non cambiamo niente nell'attesa» sarebbe il messaggio. Quanto all'Udc, punta su Rodolfo De Laurentis.
 
Sul fronte opposto Berlusconi, al quale spetta sempre l'ultima parola, ha convocato, ieri sera un vertice a palazzo Grazioli per fare il punto e, intanto, festeggiare la grande vittoria sarda. Presenti per il Pdl-An Andrea Ronchi, molto vicino a Fini, per la Lega Roberto Maroni, il ministro dell'Economia Tremonti al quale spetta indicare un consigliere e il presidente di garanzia, il portavoce di Berlusconi e responsabile Informazione, Paolo Bonaiuti, il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani. Più i due capigruppo Cicchitto e Gasparri. «Andiamo a sentire cosa ci vuol dire il capo», scherza uno di loro. Ma nel Pdl il grosso dei giochi sembra fatto, almeno per quanto riguarda il cda. Con molte riconferme. Certo Bianchi Clerici per la Lega. Urbani per FI e in quota azzurra è anche Petroni, che Tremonti vuole a tutti i costi mantenere come consigliere fiduciario del Tesoro. Il terzo posto che spetta al Pdl lo vorrebbe ancora FI: per Antonio Verro, ex deputato palermitano ma eletto a Milano e non più ricandidato nel 2008, o per Alessio Gorla, ex dirigente Mediaset già passato alla Rai e ora in pensione. Ma An, che ha da tempo indicato l'ex sindaco Rai Guglielmo Rositani, avanza qualche pretesa per Rubens Esposito, già capo dell'ufficio legale.
 
Dopo di che, posto che come direttore generale sembra essere certo Mauro Masi, gran navigatore, concordato tra Pdl e Pd nei giorni scorsi, è possibile che già si cominci a ragionare sui direttori di testata e di rete. E qui per il Tg1, tra i vari nomi usciti sarebbe in pole position Maurizio Belpietro, direttore di Panorama e fedelissimo del Cavaliere.
 
Maria Grazie Bruzzone
per "La Stampa"

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