Il ministro Meloni: ''Io non avrei portato Maria De Filippi al Festival''

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Fonte: Adnkronos / Il Corriere della Sera

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Televisione
  sabato, 21 febbraio 2009
 00:00
«Mi sembra che si sia costruita una polemica ad arte. Non ho mai adombrato accordi sottobanco tra Rai e Mediaset suggellati dalla presenza di Maria De Filippi al festival» Lo chiarisce il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, in relazione all'intervista pubblicata oggi dal "Corriere della Sera", riportata integralmente di seguito.

«A domanda precisa - sottolinea il ministro - ho risposto che non avrei scelto lei ma che  è una professionista di successo su cui non ho ninete da dire. Anzi devo fare i complimenti ancora a Bonolis e Mazzi perché la serata di ieri è stata molto bella, mi sono molto divertita e soprattutto ho sentito la musica migliore proprio dai giovani, anzi dalle giovani», conclude.

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Giorgia Meloni: cosa ci fa un ministro al Festival di Sanremo?

«Sono il ministro della Gioventù. E sono venuta nella serata in cui gareggiavano i giovani».
 

Perché?
«Per dare un segnale forte alla musica. Con il ministro Bondi stiamo lavorando per dare incentivi a radio e tv che investono sui nuovi talenti musicali sotto i trent'anni».
 

Glielo ha detto a Silvio Berlusconi che veniva a Sanremo?
«Ne ho parlato con altri membri del governo. Con Berlusconi no, aveva altro da fare».
 
Il presidente del Consiglio ha detto che lui è uno dei 45 milioni di italiani che non guardano il Festival...
«Lo aveva detto rispondendo alla domanda sulla performance di Roberto Benigni che lo aveva attaccato, no?».
 
Sembrava molto più generale come affermazione. Decisa invece la dichiarazione di Gianfranco Fini: lui non guarda il festival, non gli piace.
«Non si discutono i gusti».
 
E i suoi quali sono? Le piace il Festival di Sanremo?
«Dipende dalle edizioni».
 
Parliamo di questa qui.
«Ho visto la puntata di giovedì: mi è piaciuta. Comunque... ».
 
Comunque?
«In generale trovo che Bonolis sia molto bravo. Con un sorriso affronta qualsiasi cosa».
 
Ci sono molte polemiche che stanno ruotando attorno a questa edizione del festival...
«È normale. È un programma popolare e fa discutere. Un po' come la nazionale di calcio: ne vogliono parlare tutti».
 
Gli attacchi più violenti sono arrivati dall'Osservatore Romano, non è così usuale...
«L'Osservatore Romano fa le sue critiche, come tutti gli altri quotidiani. Non gli è piaciuto il Festival? Opinione legittima».
 
Sono state mosse accuse di volgarità...
«Non mi sembra proprio... ».
 
Nemmeno per le conigliette di Playboy?
«Non sono certo il modello di rappresentazione femminile che preferisco».
 
E vederle sul palco dell'Ariston che effetto le ha fatto?
«Non mi piacciono. Non c'entrano con la manifestazione. Non si sentiva proprio il bisogno delle conigliette di Playboy a Sanremo».
 
La trattativa sul compenso di Roberto Benigni in cambio dei suoi diritti...
«Oddio».
 
Cosa?
«Non ho seguito nulla. Non posso proprio entrare nel merito: non ho capito cosa sia successo».
 
E il compenso di Bonolis?
«Il milione di euro?».
 
Già...
«Immagino che per valutare questa cifra bisogna fare una comparazione con il mercato. Anche se in questo momento di crisi mi piacerebbe molto se uno come Bonolis potesse prendere un compenso ben più basso».
 
C'è qualcuno che per definire l'anomalia di questa edizione del festival di Sanremo ha coniato il termine Raiset...
«E perché?»
 
Beh ci si chiede come mai Mediaset non abbia controprogrammato...
«E' carino che la tv privata lasci spazio alla tv pubblica in un momento così importante».
 
Ma dovrebbero essere concorrenti...
«A me sembrava un giusto riconoscimento di un valore. Ma forse dovrei sapere qualcosa che non so».
 
Come il fatto che sarà Maria De Filippi a chiudere il festival con Bonolis?
«Mi chiedo come mai abbiano scelto proprio lei, fra tante possibilità. Io non lo avrei fatto».
 
Alessandra Arachi
per "Il Corriere della Sera"

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