'Report' stasera indaga sull'assegnazione delle frequenze tv e sul caso Europa 7

'Report' stasera indaga sull'assegnazione delle frequenze tv e sul caso Europa 7

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Fonte: Digital-Sat (original)

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Televisione
  domenica, 22 marzo 2009
 00:00
«Mettiamo che uno voglia prendere il treno e che i biglietti vengano messi all'asta. Partecipa, vince, poi sale sul treno, ma il suo posto è già occupato da qualcun altro che il biglietto non ce l'ha, ma può continuare a star lì». Così parla Milena Gabanelli nel promo di Report, precisamente della puntata di questa sera dal titolo "Modulazioni di frequenze" (in onda su Raitre dalle 21.30).
 
I nostri attenti lettori avranno infatti riconosciuto nel racconto sopra riportato la storia di Europa7, l'emittente di Francesco Di Stefano, che nel 1999 vinse la gara per l'assegnazione delle frequenze, che mai però ha potuto utilizzare per trasmettere i propri programmi. Da questa vicenda parte l'inchiesta, firmata da Bernardo Iovene, che ripercorrerà la storia della radio-televisione italiana dal punto di vista legislativo e tecnico. All'interno si segnalano le interviste ai protagonisti, con particolari inediti: da Giuliano Amato a Oscar Mammì, e poi Antonio Maccanico, Salvatore Cardinale, Fedele Confalonieri e Paolo Romani.
 
Un appuntamento imperdibile per tutti coloro che la televisione non si limitano a guardarla, ma che indagano sempre con attenzione alle mosse, industriali ma spesso anche e soprattutto politiche, che stanno ben più in alto delle famose logiche di palinsesto cui siamo abituati.
 
E proprio in un momento delicato per il futuro della tv italiana, segnata storicamente dal duopolio Rai-Mediaset, negli anni che sono sia quelli dello switch-off al digitale terrestre (che - secondo i più esperti - dovrebbe finalmente risolvere il problema dell'assegnazione delle frequenze) ma che sono anche quelli di Sky che, non solo con gli ingaggi importanti di questi ultimi mesi (di cui Fiorello è il capofila), si sta candidando sempre di più a divenire il terzo polo televisivo italiano.
 
L'inchiesta di questa sera rimarrà però ancora al tema delle frequenze che, ricordiamo, sono da sempre considerate come bene pubblico e perciò di proprietà statale. Queste non possono essere in alcun modo né vendute né affittate, ma solo concesse in licenza alle emittenti che rispondo ad un bando pubblico. Con il sistema digitale e la nascita dei multiplex, le frequenze - che per ora possono contenere un solo canale analogico - moltiplicheranno la propria capacità trasmissiva, rendendo quindi possibile l'inserimento di nuovi operatori.
 
Anche se la storia di Europa 7, che solo nel dicembre 2008 si è visto riconoscere il diritto ad ottenere una frequenza (digitale), dimostra quanto sia difficile che questo possa avvenire in tempi rapidi in un sistema auto-governato dal duopolio che i giornali negli ultimi tempi hanno battezzato Raiset.
 
Giorgio Scorsone
per "Digital-Sat.it"
 

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