Rai 1 - Bakhita, la fiction sulla suora santificata da Papa Giovanni Paolo II

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Fonte: Digital-Sat (com. stampa)

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Televisione
  domenica, 05 aprile 2009
 00:00

BAKHITA @ Digital-SatUna  storia  singolare quella di Bakhita (in arabo “fortunata”),  la suora sudanese, ex-schiava, vissuta in  Veneto alla fine dell’800, santificata da Giovanni Paolo II nel 2000. Il racconto di una donna che è stata capace di abbattere ogni barriera con la dedizione e l’amore, ma anche di un’Italia rurale ancora feudale che costringeva i contadini a vivere in condizioni assai precarie. Un film diretto da Giacomo Campiotti, che affronta  temi universali quali la diversita’, la solitudine, il pregiudizio e la superstizione.

Due puntate in onda  domenica 5 e lunedì 6 aprile su Raiuno, per raccontare la storia di “Bakhita”, una produzione Rai Fiction e Titania Produzioni, prodotta da Ida Di Benedetto e Stefania Bifano.

Siamo nel 1948 quando Aurora Marin, una distinta signora, accompagnata dal marito e dalle figlie, raggiunge il convento delle Canossiane di Schio, dove e’ appena morta Suor Bakhita. Insieme alle figlie, Aurora rievoca l’incredibile storia di questa suora che ha segnato la sua infanzia.

Stefania Rocca dona particolare intensita’ ad Aurora adulta,  narratrice dell’intera vicenda. Fatou Kine Boye, una ragazza senegalese al suo esordio come attrice, ha dolcezza, sorriso disarmante e purezza nello sguardo, caratteristiche irrinunciabili per   interpretare Bakhita. Fabio Sartor  impersona con spessore la complessa figura del padre di Aurora, lo spregiudicato commerciate Federico Marin.  Sonia Bergamasco  e’ la  struggente madre di Aurora,  che muore   nel darla alla luce. Ettore Bassi tratteggia in  modo puntuale l’inquietante Guido, cugino di Marin.  Padre Antonio, un personaggio a meta’ tra Don Abbondio e Don Camillo, e’ interpretato  da un drammatico Francesco Salvi. Aurora bambina e’ il  talento naturale Federica Bau’.

LA STORIA

Prima Puntata

1948. Aurora Marin (Stefania Rocca), una distinta signora, giunta nel convento delle Canossiane di Schio, in Veneto, dove suor Bakhita (Fatou Kine Boye) è appena morta, ne rievoca l’incredibile storia alle figlie che l’hanno accompagnata sin lì insieme al marito che è totalmente contrario a questo viaggio. Bakhita ha infatti segnato l’infanzia di Aurora. Ed il suo racconto farà da cornice allo svolgersi degli eventi.

Nata nel 1869 in un villaggio sudanese, Bakhita, ancora bambina, viene rapita dai negrieri che la vendono a un Generale turco, nella cui casa trascorre dieci anni tra torture e umiliazioni. Federico Marin (Fabio Sartor), uno spregiudicato commerciante italiano, le salva la vita e la porta con sé a Zianigo, un paesino del Veneto dove vive insieme alla figlia di otto anni Aurora (la narratrice), la cui madre Angelica (Sonia Bergamasco) è morta nel darla alla luce. Il dolore della perdita di Angelica ha inasprito il carattere di Federico, al punto che l’uomo non comunica più con la figlia cresciuta sola e malata.

Con la sua infinita dolcezza Bakhita conquista il cuore della scorbutica Aurora e risveglia la pigra coscienza di Padre Antonio (Francesco Salvi), il parroco di Zianigo che, da succubo del Marin, riscopre attraverso la vicinanza della sudanese il senso più profondo della sua missione sacerdotale.

Questo mentre Bakhita, abituata a considerarsi una schiava, si avvicina alla fede cristiana. Ma il suo cammino religioso è violentemente osteggiato dai contadini, in special modo da Giovanna, una serva di casa  di Marin, e dal fidanzato Andrea, costretto dalla miseria ad emigrare.

Istupiditi dalle vessazioni continue del Marin giungono quasi a linciarla. Anche Aurora e Federico tentano in tutti i modi di bloccare il suo percorso di emancipazione e di libertà: la bambina perché ha paura di perderla, l’uomo perché la considera una cosa sua. Se pur affezionata ad Aurora e grata al Marin, Bakhita si rifugia nella chiesa di Padre Antonio cui chiede protezione, diventando in tal modo oggetto di una guerra aperta tra il possidente e il prete.

Seconda Puntata

L’improvviso scoppio del vaiolo a Zianigo costringe Marin a partire con la figlia per Venezia. Padre Antonio, vittima del morbo, viene curato da Bakhita che si prodiga per soccorrere quegli stessi contadini che l’avevano maltrattata. Il suo cuore buono non conosce rancore. Vinto il morbo, Padre Antonio manda Bakhita nel convento delle Canossiane a Venezia affinché possa conoscere a fondo Dio e mettersi al riparo dalle pressanti rivendicazioni del Marin.

Ma l’uomo, presente nella città lagunare, con l’aiuto del perfido cugino Guido (Ettore Bassi) suo complice, si finge pentito e convince Suor Teresa, la badessa del convento che ospita Bakhita, a intercedere presso di lei affinché, ricevuto il battesimo, lo segua con la figlia in Africa, dove ha intenzione di trasferirsi. Ma Bakhita ha maturato una scelta radicale: farsi suora, dedicare l’intera sua vita a Dio. Marin reagisce citando in giudizio le Canossiane: Bakhita è sua e può farne ciò che vuole. Il processo ha un’eco enorme. Dopo un aspro dibattito il Procuratore del Re emette la sentenza: Bakhita è libera di seguire la sua vocazione.

Il racconto di Aurora si conclude. Da allora non ha più incontrato Bakhita. L’ha sempre tenuta nel cuore, ma soffre perchè sembra che invece Bakhita l’abbia dimenticata. Con una sorta di miracolo sarà proprio il marito, con cui Aurora ha litigato, che le porterà un’ultima prova dell’amore della Santa per lei. Un ultimo regalo di umiltà, bontà, perdono e amore dell’ex schiava sudanese, santificata da Giovanni Paolo II nel 2000.

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