Rai: su carta Minzolini 65mila euro di spese non giustificate

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Fonte: TMnews

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Televisione
  martedì, 05 giugno 2012
 16:16

Augusto Minzolini ha speso oltre 65mila euro con la carta di credito aziendale, data come benefit Rai, senza giustificazione, ha spiegato davanti ai giudici del tribunale di Roma, nel corso della sua testimonianza, nel processo in cui è imputato per peculato l'ex direttore del Tg1, il responsabile risorse umane dell'azienda di viale Mazzini, Luciano Flussi.

"Dalla fine del luglio 2009 fino al novembre 2010 Augusto Minzolini avrebbe speso 74mila euro con la carta di credito di cui oltre 65mila senza giustificazione", ha raccontato il dirigente, rispondendo alle domande del procuratore aggiunto Alberto Caperna, aggiungendo di essere stato attivato dallo staff del direttore generale per alcune anomalie legate alle presenze registrate da Minzolini e da imputare a riposi, festivi o ferie. "Da lì allargai l'ambito di accertamento verificando l'uso della carta", ha spiegato. Flussi ha comunque ricordato che "tutte le somme in contestazione sono state restituite da Minzolini".

"Dell'utilizzo della carta di credito lui mi fece cenno il giorno della definizione del contratto di assunzione alla Rai. La cosa rimase lì sospesa anche perché in azienda non c'erano precedenti. Seppi poi che a fine luglio il direttore generale Mauro Masi ne aveva disposto il rilascio e che analoga autorizzazione fu fatta per il direttore del Tg2".


L'ex consigliere di amministrazione della tv pubblica, Nino Rizzo Nervo, ha spiegato: "Nell'ottobre del 2010, nell'ambito del consiglio d'amministrazione Rai, chiesi all'allora direttore generale Mauro Masi se fosse stata assegnata ai direttori dei tg una carta di credito aziendale. Masi ci comunicò successivamente che ai direttori del Tg1 e del Tg2 era stata data una carta".

E poi ha sottolineato: "Dal report effettuato dal dg balzò subito agli occhi la differenza, nelle spese di rappresentanza, compiute dal direttore Minzolini rispetto a quelle del Tg2: 60 mila euro per quanto riguarda il direttore del Tg1 e 6 mila euro per quello della seconda rete. Il consiglio di amministrazione sollecitò, quindi, il dg ad effettuare ulteriori approfondimenti".

In seguito a questo - ha chiarito Rizzo Nervo - Masi produsse un report sulla vicenda nella quale definì la carta in possesso di Minzolini come una sorta di "benefit compensativo" legato alla clausola di esclusività e alla conseguente rinuncia, da parte del giornalista, della sua collaborazione con il settimanale Panorama. "In vero non ho mai ben capito cosa il dg intendesse per benefit compensativo e le motivazioni del rilascio di questa carta. Secondo quanto accertato, inoltre, le spese di rappresentanza di Minzolini erano superiori alla somma totale di quelle effettuate dalla carte di credito aziendali della Rai".

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