Veltroni: 'Rai, portiamo la tv di qualitÓ in prima serata!'

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Fonte: Il Corriere della Sera

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Televisione
  venerd├Č, 02 febbraio 2007
 00:00

Confinata a mezzanotte e oltre. ├â┬ł il destino della tv di qualit├â┬á che difficilmente riesce a ritagliarsi spazi da prima serata. Il dibattito lo riaccende il sindaco di Roma Walter Veltroni con una lettera (pubblicata sotto) indirizzata a Petruccioli e Cappon, presidente e direttore generale della Rai. Prende carta e penna il sindaco per elogiare ├é┬źun momento di grande televisione├é┬╗, il film documentario in due puntate, in onda gioved├â┬Č 25 e mercoled├â┬Č scorso, che ha fatto parlare i bambini di oggi. ├é┬źIl futuro (Comizi infantili)├é┬╗, diretto da Stefano Consiglio, racconta attraverso una serie di interviste come i bambini vedono se stessi e le cose del mondo. Sono bambini sparsi per l'Italia ├ó┬Ç┬ö Roma, Napoli, Palermo, Pescara, Torino, Stromboli ├ó┬Ç┬ö tra i dieci e i tredici anni che hanno risposto a domande su temi quali la famiglia, la scuola, la gioia, la religione, la paura, i soldi, il sesso, la guerra, diventare adulti.

Il documentario (che ├â┬Ę andato in onda all'interno della serie ├é┬źDoc 3├é┬╗) era in palinsesto a mezzanotte meno dieci... Romano, classe 1955, spiega il regista: ├é┬źOggi si parla tantissimo di bambini, ma non si parla con i bambini: ├â┬Ę proprio quello che il film si proponeva├é┬╗. Fin dal titolo, si coglie l'omaggio ai ├é┬źComizi d'amore├é┬╗ di Pasolini, ├é┬źa quel tipo di andatura├é┬╗, dice Consiglio, che ha girato l'Italia un anno per realizzare il documentario.

Comizi infantili e futuro: ├é┬źIl futuro ├â┬Ę la parola cha da quatto o cinque anni mette pi├â┬╣ ansia├é┬╗. Prodotto da Angelo Barbagallo per la Bibi Film tv in collaborazione con Raitre, il film ├â┬Ę. un viaggio ├é┬źnella post-infanzia o nella preadolescenza├é┬╗.

Veltroni chiede perla tv di qualit├â┬á ├é┬źalmeno una volta la mese, uno spazio in prima serata├é┬╗. Regista e produttore sarebbero entusiasti. Dice Barbagallo: ├é┬źBen venga la richiesta di Veltroni├é┬╗. O almeno si ripristini una ├é┬źvera├é┬╗ seconda serata ├é┬źche ormai ├â┬Ę confinata oltre la mezzanotte: ├â┬Ę davvero penalizzante├é┬╗. Come penalizzante ├â┬Ę la situazione del documentario in Italia: ├é┬źIl documentario fa una grande fatica: a parte Raitre, che comunque ha risorse limitate, non ci sono spazi. Anche il satellite fa poco├é┬╗.

Renato Franco
per "Il Corriere della Sera"

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Caro Claudio, caro Claudio,
mi rivolgo direttamente a voi conoscendo la vostra sensibilit├â┬á culturale, cos├â┬Č come la competenza e la passione con le quali svolgete il vostro lavoro di Presidente e Direttore Generale della Rai.

Mercoled├â┬Č scorso, attorno a mezzanotte, ho visto sulla Rete Tre ├é┬źIl Futuro (Comizi infantili)├é┬╗, e mi ├â┬Ę capitato cos├â┬Č di assistere a un programma nel quale, come purtroppo sempre di meno oggi succede, la forza delle immagini, la sapienza del montaggio, la cura delle domande e un uso mai invadente delle riprese hanno prodotto un momento di grande televisione, un momento di bellezza e di profondit├â┬á che mi ha ricordato, per certi versi, il ritratto indimenticabile dell'Italia che Pasolini ci regal├â┬▓ con Comizi d'amore.

Le risposte dei bambini intervistati, decine di volti e di voci di diverse citt├â┬á, di diversa estrazione sociale, ma tutti di quell'et├â┬á ├é┬źmisteriosa├é┬╗ che ├â┬Ę la preadolescenza, hanno raccontato le proprie inquietudini, i propri sogni, le proprie opinioni su temi che, a dispetto di quanto comunemente pensiamo, parrebbero lontani da un mondo e un modo di essere troppo spesso derubricato da noi adulti come frettoloso e spensierato. Dallo schermo, invece, i loro pareri sulla famiglia, sulla salute, sulla guerra, la religione, sugli altri e su se stessi, hanno composto un mosaico a mio avviso prezioso e confortante per delicatezza e profondit├â┬á, confermando come la realt├â┬á umana che compone il nostro Paese sia probabilmente migliore dell'immagine che troppo spesso gli stessi media ci rimandano.

I nostri ragazzi non solo vedono la realt├â┬á molto pi├â┬╣ profondamente di quanto noi crediamo, ma spesso sono in grado di fornirci risposte e indicazioni fulminanti e penetranti, come quando, a una domanda attorno al dispiacere provocato dal ├é┬źvedere├é┬╗ i poveri attorno a lui, con una naturalezza insospettabile, un bambino ha risposto che avrebbe preferito che non ci fossero, le persone povere, e non semplicemente ├é┬źnon vederle├é┬╗. La Rai, l'altra notte, ha offerto a noi adulti uno splendido modo per conoscere il punto di vista dei nostri figli verso tutto quello che li circonda e ci circonda. Ci ha portato dentro il loro mondo e dentro il mondo visto da loro.

Mi rendo conto delle esigenze e dei meccanismi del sistema televisivo, ma io credo che un servizio pubblico dalle tradizioni grandi come quelle della Rai, ha in s├â┬ę la forza e l'autorevolezza per compiere scelte di questo tipo, per presentare pi├â┬╣ spesso in orari praticabili a tutti programmi come questo, o come ├é┬źLa grande Storia├é┬╗, come ├é┬źLa Storia siamo noi├é┬╗, come tutte quelle trasmissioni che sanno sfruttare le potenzialit├â┬á della televisione per raccontare quello che siamo stati e siamo, i sogni che attraversano le generazioni, i mutamenti della societ├â┬á, la poesia e l'epica che, pure, esiste nella minuta vita quotidiana di ognuno di noi. Non so quale sia stato l'ascolto del documentario dell'altra sera, n├â┬ę del resto credo sia importante saperlo, considerando l'ora tarda. So per├â┬▓ che sarebbe bello avere pi├â┬╣ possibilit├â┬á di uscire dalla velocit├â┬á e dall'immediatezza, per fermarsi a riflettere sul fatto che un ragazzo di d├â┬│dici o tredici anni oggi risponda, a chi gli chiede dei suoi timori, del suo stato d'animo, che ha ├é┬źpaura del futuro├é┬╗.

Perch├â┬ę non decidere, allora, di dedicare a questi programmi, almeno una volta la mese, uno spazio in prima serata? Perch├â┬ę non provare a farne un evento, pensato, costruito, come quelli che hanno fatto la storia della nostra televisione e dei quali ancora c'├â┬Ę bisogno? Non ├â┬Ę la consueta proposta della ├é┬źcultura├é┬╗ in prima serata, ma l'idea della materia pi├â┬╣ forte dell'immaginario, la vita, da mettere in primo piano. Forse si tratta di una scommessa, ma credo sia una scommessa da fare. Puntando sulla curiosit├â┬á e il talento che i nostri giovani dimostrano ogni giorno in tanti campi, puntando sull'esigenza sempre pi├â┬╣ forte di riflessione e di conoscenza dimostrata dall'imponente quantit├â┬á di persone che affollano i Festival di Letteratura, di Filosofia e di Scienza, le mostre d'arte, le lezioni divulgative di Architettura o di Storia, tutte quelle occasioni in cui qualit├â┬á apparentemente poco ├é┬źappetibili├é┬╗ come l'attenzione, il ragionamento, la fantasia, la comprensione, sono invece ingredienti ricercati e apprezzati per arricchire la propria esistenza. Sono questi stessi giovani, sono queste stesse persone che la sera, a casa, di fronte alla televisione, sono certo sarebbero liete di affacciarsi con sensibilit├â┬á e intelligenza sulla vita e sul mondo.

Walter Veltroni

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