Digitale terrestre, la grande delusione

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Fonte: Europa

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Digitale Terrestre
  martedì, 10 luglio 2007
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Gli occhi di Mediaset:  Ma tutti i sogni sul digitale terrestre che fine hanno fatto? Parliamoci chiaro: il digitale terrestre per ora è una Grande Delusione.

Fin dal suo debutto, è stato vissuto attraverso gli occhi di Mediaset, che ha lanciato in pompa magna i suoi servizi a pagamento. I famosi pacchetti premium, la pay per view per il calcio, la rivoluzione di Piersilvio.

Mediaset ha saputo compiere il miracolo. La sua strategia ha funzionato. Perché nel discorso comune e nei discorsi della stampa specializzata, il Dtt non è stato vissuto come passaggio da analogico a digitale, come trasformazione tecnologica per tutti, ma come ampliamento delle possibilità di scelta dello spettatore però pagante.

Pay per view è diventata la parola chiave per interpretare il Dtt, sebbene non fosse questo il suo scopo. Così, il digitale da rivoluzione per tutti è divenuto rivoluzione per chi paga. Il digitale si è identificato nel bene e nel male Mediaset, in quanto distributrice di servizi a pagamento. Grande Assente è la Rai che magari ha anche aperto nuovi canali, ma si è lasciata sfuggire le grandi occasioni.

E questo è più che ovvio se il Dtt viene pensato come pay per view: il servizio pubblico non dispone di tale offerta, e per tanto è come se non contasse.

Rai indietro tutta La Rai non ha saputo farsi guida del passaggio tecnologico. Per ora si è limitata a fornire qualche canale aggiuntivo, ma senza mai sfondare veramente nell'immaginario del pubblico. Prendiamo Rai Utile, il canale che offre «a tutti i cittadini un facile accesso a informazioni e servizi di pubblica utilità».

Sono addirittura cinque grandi aree tematiche scandiscono il palinsesto settimanale: consumi, ambiente, lavoro, famiglia e cultura-tempo libero. Eppure, vien da dire: utile a chi? Chi segue Rai Utile?

Da qualche tempo inoltre appaiono 10 canali tutti targati Rai Hd, pronti cioè per il grande passaggio all'alta definizione. Così pronti che non trasmettono un bel nulla.

E poi il Dtt non dovrebbe aumentare il numero dei canali? Eppure molti scompaiono Rai Doc, canale dedicato al intrattenimento culturale. è stato sostituto da Rai Gulp, canale per i più piccoli. E questo va benissimo, visto che finora la Rai aveva dedicato molto ai ragazzi solo sul satellite. Ma non era possibile mantenere anche Rai Doc, magari rendendolo meno noioso?

Tutto questo accade mentre si sta preparando il Grande e Definitivo Passaggio dall'analogico al digitale. Eh già, perché finalmente, nel marzo 2008, l'analogico cesserà di esistere e tutti passeranno al digitale.

Tutti quelli che abitano in Val d'Aosta e in Sardegna, perché solo queste due regioni sono per ora interessate dall'Evento Epocale. Eh sì: il Dtt sembra proprio un Sogno diventato Incubo. Anzi, peggio: una Mediocre Tecnologia senza un perché.

Stefania Carini
per "Europa"

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