Il sogno tradito della televisione utile, naufragati molti progetti

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Fonte: Il Sole 24 Ore

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Digitale Terrestre
  lunedì, 15 ottobre 2007
 00:00

Il sogno era apparso chiaro. Insieme visionario e tecnologico. Trasformare la televisione in unapiattaforma interattiva utile per i cittadini. In breve tempo, annunciavano i profeti della grande trasformazione, con il telecomando sarà possibile pagare le bollette, si potrà accedere al sistema socio-sanitario utilizzando le carte regionali dei servizi, o ancora chiedere certificati e consultare i dati anagrafici. Per l'occasione, si era provveduto a battezzare questo modello con tanto di appellativo anglofono: "t-government", scimmiottando l'e-government che invece prevede l'interattività tra pubblica amministrazione e cittadini attraverso Internet.

Il sogno ora ritorna. E appare per quello che è. Un sogno, appunto. Perché la realtà è di tutt'altra fattezza. La televisione "utile" non è mai partita. Quei pochi progetti di Comuni, Regioni e altri enti che tra mille difficoltà sono stati portati a termine e che risultano attivi, hanno un piccolo problema: non li utilizza (quasi) nessuno.

Se mai ce ne fosse bisogno, la conferma arriva anche da un sondaggio dell'Istituto Piepoli per il Cnipa (Comitato nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione): del 10% di italiani che utilizzano il digitale terrestre, si legge, solo il 2% ha fatto ricorso ai servizi della pubblica amministrazione, e solamente per cercare informazioni. In soldoni, si tratta dello zero virgola qualcosa della popolazione italiana.

Ma perché il sogno di un matrimonio tra pubblica amministrazione e digitale terrestre è tramontato? Certo, la forte (e prevedibile) competizione di Internet, su cui correttamente molte amministrazioni hanno concentrato le risorse insieme ai costi sempre più proibitivi della "banda" necessaria per far transitare i servizi, hanno fatto la loro parte.

Ma in qualche caso ha contribuito anche la tipologia di servizi offerti: diciamo così, non proprio essenziale. Qualche esempio? C'è chi ha pensato un servizio dedicato a genitori e studenti per la gestione delle giustificazioni scolastiche. Chi, invece, ha ritenuto prioritario predisporre un servizio interattivo per ottenere in tempo reale le «previsioni del polline» per gli allergici. E chi, ancora, si è preoccupato di informare i cittadini addirittura sulla tracciabilità della bistecca.

Fabrizio Patti
per "Il Sole 24 Ore"

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