Pubblica amministrazione, mancato decollo nel digitale terrestre

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Fonte: Il Sole 24 Ore

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Digitale Terrestre
  giovedì, 01 novembre 2007
 00:00

Dare i benefici dell'e-government anche agli anziani e a tutti coloro che non hanno accesso a internet, ma che conoscono il telecomando meglio di ogni altro strumento. Su questi presupposti si basa il t-government, cioè l'erogazione di servizi della pubblica amministrazione attraverso il digitale terrestre.

Un'erogazione, tuttavia, che non è mai decollata. Nel 2004 iI Cnipa (Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione) selezionò 29 progetti, che cofinanziò per un totale di sette milioni di euro. Si finanziarono applicazioni di e-government a bassa interattività remota, destinate al grande pubblico. Contemporaneamente la Fondazione Ugo Bordoni (Fub) stanziava tre milioni per supportare economicamente sei progetti, che prevedevano un'interazione più avanzata.

Com'è andata a finire? Dei 29 progetti cofinanziati dal Cnipa solo 12, stando a un'indagine del Sole-24 Ore del lunedì, stanno proseguendo l'attività, o perché hanno prolungato la sperimentazione o perché il progetto è diventato operativo.

Dei rimanenti: quattro si sono ritirati subito, rinunciando al finanziamento, sette hanno incontrato criticità che hanno fatto fallire la sperimentazione e altri sette hanno deciso di non proseguire oltre la fase di test. I sei progetti della Fub sono tuttora in onda in tre casi: i "servizi socio-sanitari al cittadino" della Regione Lombardia, i "servizi del Comune di Parma" e il progetto "T-islessia" del Cineca di Bologna.

I problemi più ricorrenti sono stati almeno tre: gli alti costi della banda, soprattutto per chi si affida a broadcaster nazionali. La mancata diffusione di decoder "always on" di tipo Adsl o Gprs, che evitano l'attacco via telefono per ogni azione di risposta da parte dei clienti. Infine, la richiesta - seriamente ipotizzata - del pool detentore dei brevetti per il linguaggio Mhp, usato nelle piattaforme digitali terrestri, di chiedere royalties sia per i servizi erogati sia per i contenuti immessi.

«I costi sono esorbitanti e vanno valutati al momento del bilancio» sintetizza il responsabile dei servizi informativi del Comune di Pesaro, Luciano Schiaroli, il cui servizio "Territorio in Onda" ha chiuso i battenti nel 2006. In Basilicata il progetto "T-Basilicatanet" non è attivo perché si aspetta di rinnovare il contratto con La7.

Hanno sospeso le trasmissioni in attesa di una decisione che valuti l'opportunità di andare avanti anche il Comune di Genova, dove era attivo "T-E_J", focalizzato sulle offerte di lavoro; il Comune di Milano, che era ente coordinatore di "Ditemi"; e il Comune di Bari, dove andava in onda il progetto "Ti-Recs".

Anche i progetti che hanno avuto riscontri positivi e hanno tuttora numerosi servizi a disposizione, come il "Casper" in Emilia-Romagna, il "T-sei" a Reggio Calabria e "DTToscana", coordinato dalla Regione Toscana, dovranno fare i conti con il rinnovo.

«La sperimentazione finisce alla fine dell'anno, stiamo cercando di capire se si può andare avanti - dice Aldo Guerra, responsabile di DTToscana, progetto ora diffuso da cinque reti regionali -. Va trovata una forma contrattuale. Se dimostreremo che questi servizi sono attrattivi per le emittenti locali, potremmo essere ospitati gratuitamente. Altrimenti, se sarà richiesto un compenso, non si sa come finirà».

Un problema in più per questi progetti potrebbe essere la volontà del governo di dare priorità ad altri interventi per arrivare, nel 2012, alla transizione completa al digitale.

«La strategia di questo governo - dichiara Sergio Bruno, portavoce del ministro delle Comunicazioni Gentiloni - è sicuramente diversa da quello precedente: perseguiamo l'obiettivo di una concreta transizione verso il digitale attraverso la promozione di un'adeguata infrastruttura di rete e un rinnovo dei televisori degli utenti, dotati di un sistema digitale integrato. In secondo luogo vogliamo favorire una reale liberalizzazione del settore televisivo sia in termini di frequenze che di risorse pubblicitarie e di audience. Gli stanziamenti in Finanziaria (20 milioni aggiuntivi per il digitale terrestre, nrd) sono previsti per migliorare la dotazione infrastrutturale di Rete, soprattutto per la Rai, e per ulteriori sperimentazioni nelle regioni "all digital", come fatto già in Valle d'Aosta e Sardegna».

Fabrizio Patti
per "Il Sole 24 Ore"

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