Tv su Internet, l’Italia parte troppo piano

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Fonte: Repubblica Affari e Finanza

I
Internet e Tv
  lunedì, 19 novembre 2007
 00:00

Wind ha già detto che per Natale la sua Iptv sarà sul mercato. Tiscali non ha smentito gli annunci di prima dell’estate sul lancio della su tv via Internet entro la fine di quest’anno, ma non dà ancora notizia di sé. Gli unici due operatori presenti sul mercato italiano al momento, Telecom Italia e Fastweb, aspettano la fine della campagna di Natale per tirare le prime somme. Anche perché entrambi hanno lanciato da poco le rispettive nuove campagne di comunicazione.

Fastweb con la sua innovativa offerta che spacchetta voce, navigazione, tv: tutti prodottio che possono ora essere acquistati separatamente e non più in un unico pacchetto. Anzi, la stessa tv è divisa in due: si può acquistare o Sky o il video on demand di Fastweb separatamente. Per il gruppo guidato da Stefano Parisi gli ultimi dati ufficiali restano ancora fermi ai 170 mila abbonati tv dell’ultima trimestrale, anche se voci non confermate parlano di 200 mila abbonati, perché in settembreottobre ci sarebbe stata un’accelerazione.

Quanto a Telecom Italia, anche qui il dato ufficiale è fermo ai 30 mila utenti di un anno fa, ma il numero reale, a questo punto, dovrebbe essere parecchio più alto, e alcune stime parlando di 80100 mila abbonati entro fine anno. Frutto dell’accordo con Sky, della campagna di spot tv che ha fatto uscire Alice Home Tv dalla semiclandestinità. E soprattutto frutto del fatto che Telecom sta progressivamente e gratuitamente) portando tutti i suoi utenti a banda larga, che sono 6,2 milioni, ad un livello di connessione minimo di 7 mega.

Quanto basta per fare vedere agevolmente i 170 canali di Sky e il video on demand sulla library di 3000 titoli messi a disposizione degli utenti. E anche i primi canali «autonomi» che Telecom sta iniziando ad organizzare, come quello appena presentato, Bonsai, dedicato ad un target giovanile, completamente interattivo e che darà possibilità agli utenti di creare ciascuno il proprio palinsesto personalizzato. A completare l’offerta c’è poi lo sport, con le partite di calcio di serie A e quelle del campionato di basket.

Questo scenario, con il completarsi dell’offerta da parte dei maggiori operatori, e i sussurri che parlano di una effettiva accelerazione delle adesioni degli utenti, potrebbero essere il segnale che anche in Italia le cose stiano iniziando a muoversi. Ancora a giugno scorso l’Italia era infatti ancora in fondo al panorama europeo della tv via Internet, dominata da Francia e Spagna.

E’ vero che i 200 mila utenti italiani (per l’85% di Fastweb e per il resto di Telecom Italia) sono il doppio dei centomila britannici. Ma in Italia Fastweb è partita da circa cinque anni con i suoi investimenti in fibra ottica. In Gran Bretagna, Bt Vision è partita all’inizio dell’anno, più o meno come Telecom in Italia. E ha già 60 mila utenti. Gli altri sono della piccola società Home Choice, che è stata acquisita un anno fa da Tiscali Uk e i cui 36 mila utenti sono di fatto la base di Tiscali Tv nel Regno Unito.

«Il mercato di gran lunga più dinamico in questa fase è senza dubbio quello francese – argomenta Augusto Preta, direttore di ItMedia Consulting – E questo perché in Francia, caso unico in Europa, si ha un vero mercato aperto, con tre operatori, Orange, Neuf e Free, che si contendono gli utenti con offerte competitive sia in termini di contenuti che di prezzo».

E in effetti in termini di utenti il mercato francese, così come fotografato dai dati di ItMedia allo scorso giugno, parla di 1,8 milioni di abbonati unici, 837 mila dei quali in capo ad Orange Tv, il servizio dell’incumbent France Telecom (ma il dato è già salito a 975 mila a settembre), 600 mila accreditati a Neuf, l’operatore di rete fissa che fa capo a Sfr, la joint venture mobile di Vivendi e Vodafone; 273 mila sono invece attribuiti a Free, il servizio partito per prima in Francia con l’Iptv, che fa capo al gruppo Iliad (i cui utenti non sono però più stati aggiornati dalla fine di dicembre 2006 e dovrebbero quindi essere aumentati, anche se non di moltissimo).

Ma più ancora della pluralità degli operatori, è la diffusione degli abbonamenti a dare il senso di un mercato in movimento. I contratti di Iptv in Francia sono insomma come le sim della telefonia mobile in Italia. ogni utente ne ha più di uno, tanto che gli abbonamenti sono stimati in 3,8 milioni: quindi più di due a testa, in media. E il dato più rilevante è che erano 2,8 milioni all’inizio dell’anno. Sono cioè cresciuti di un milione in nove mesi.

Spazio di crescita dunque c’è, ma a condizioni precise. «In Francia stanno investendo in modo consistente spiega Preta mentre in Italia, invece, tutta l’offerta si concentra in sostanza nella uguale rivendita dei pacchetti Sky da parti di tutti gli operatori. rispetto a questi due mercati, l’italiano e il francese, una via diversa è seguita dal caso britannico. Qui la concorrenza tra piattaforme c’è, ma è Sky che si occupa di competere direttamente con gli operatori della banda larga: il suo servizio broadband ha già raccolto un milione di utenti».

Stefano Carli
per "Repubblica Affari e Finanza"

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