Gubitosi durante l'audizione sui diritti e i doveri relativi a internet

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Fonte: AA.VV.

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Internet e Tv
  lunedì, 30 marzo 2015
 19:46

Gubitosi durante l'audizione sui diritti e i doveri relativi a internetCULTURAL DIVIDE - «Il digital divide in Italia è innanzitutto un cultural divide. Per questo ne parleremo sempre più nei nostri programmi e nelle vite dei protagonisti delle nostre fiction». Ad annunciarlo, il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, oggi nel corso dell'audizione alla Camera nella Commissione per i diritti e i doveri relativi a internet. «L'Italia oggi - spiega Gubitosi - ha un tasso di analfabetismo digitale pari al 30% della popolazione, cui si aggiunge un ulteriore 20% di cosiddetti 'light user'. Mentre al riguardo, in Francia una stima effettuata da Google prevede che la riduzione del digital divide 'culturale' pari a un solo punto percentuale equivalga alla creazione di 700 mila nuovi posti di lavoro». La Rai «è pronta a sviluppare il suo ruolo di promotrice storica dello sviluppo culturale del paese» e «contaminerà tutto il palinsesto di questo tema. Ma più che un programma 'specifico', che raggiungerebbe un pubblico limitato e probabilmente già informato, faremo in modo che i personaggi delle nostre fiction usino sempre più l'on line, ad esempio con i Social o non facendo più la fila in banca». Ma la rivoluzione riguarderà anche i mezzi a disposizione della Rai. «Stiamo sperimentando, primi in Europa - dice Gubitosi - di trasmettere immagini da Ipad a Teleport, andando direttamente in onda. In questo modo la velocità di informazione può essere altissima».

TUTELARE RUOLO SERVIZI PUBBLICI NEL NUOVO MERCATO DIGITALE
- Nella Carta dei Diritti Internet potrebbe essere inserito «il tema della tutela del ruolo dei Servizi Pubblici nel nuovo mercato digitale». A richiamare l'attenzione sul punto è il dg Rai Luigi Gubitosi, davanti alla commissione sui diritti di Internet a Montecitorio, presieduta da Laura Boldrini. «Le politiche commerciali e distributive degli operatori globali di Ott (Over the top) - osserva il direttore generale - potrebbero relegare in aree marginali le offerte e i servizi dei Public Service Media sulle diverse piattaforme. Inoltre ricordo su questo tema quanto discusso in sede di Confindustria Radio Tv sulla necessità di prevedere regole omogenee per tutti gli operatori che operano su diverse piattaforme distributive dal punto di vista del pluralismo informativo, proprietà intellettuale e tutela dei dati personali». Gubitosi pone l'accento anche su un'altra questione: «Nell'universo digitale, per chi si occupa di informazione, è sempre più necessario individuare il giusto equilibrio tra l'interesse pubblico della notizia ed il rispetto della privacy dei soggetti interessati, specialmente se teniamo in considerazione l'infinita memoria della Rete».

STRATEGIA INTERNET FIRST PER RESTARE PRIMA FONTE INFORMATIVA
- «La Rai si impegna tutti i giorni per essere la più rilevante e attendibile fonte informativa del Paese nell'offerta di una informazione libera, plurale ed indipendente. Per restare la prima fonte alla quale il pubblico si rivolge sarà importante per il futuro ma anche per il presente adottare una strategia 'internet first'». Lo ha detto il dg Rai, Luigi Gubitosi, davanti alla commissione sui diritti Internet alla Camera. «In questa direzione - ha proseguito il direttore generale - vanno tutti i grandi broadcaster europei e mondiali e a livello nazionale ci stiamo muovendo per pensare ad una offerta orizzontale free su tutte le nuove piattaforme». «Su questo tema - ha fatto notare ancora il dg - la Rai si è portata in linea con le esperienze dei principali Servizi Pubblici Europei con l'approvazione del progetto '15 Dicembre' che ha rivisto il nostro modo di produrre l'informazione nel nuovo scenario digitale. Con il nuovo assetto, che rivede una impostazione editoriale, organizzativa e produttiva figlia della legge del 1975, l'informazione Rai - secondo Gubitosi - sarà più efficace ed efficiente e il web avrà pari dignità rispetto alle piattaforme tv e radio».

NEL 2014 AUDITEL TV ITALIANA +1%
- «Dopo anni in cui lo schermo televisivo sembrava aver perso la sua centralità, materiale e simbolica, il consumo di televisione in Italia nel 2014 è cresciuto dell'1%». A dirlo, il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, oggi nel corso dell'audizione alla Camera nella Commissione per i diritti e i doveri relativi a internet. «I dati auditel - dice Gubitosi - rilevano che nel giorno medio nel 2014 hanno fruito della televisione 46 milioni di italiani. Il consumo medio pro capite è stato di circa 5 ore e 20 minuti con un incremento dell'1% rispetto al 2013». Quanto alla Rai e al web, prosegue il direttore generale, «l'applicazione Rai Tv, per guardare la tv in mobilità, è arrivata a 4 milioni e 800 mila download», mentre «dal dominio rai.it ogni anno sono visti 250 milioni di video».

STABILI NEI PRIMI 11 MESI DEL 2014 INVESTIMENTI PUBBLICITARI
- «Nei primi 11 mesi del 2014, gli investimenti pubblicitari sulla tv sono rimasti pressoché stabili (-0,1%) rispetto al 2013. Rai (+0,5%) ha una performance in crescita e migliore di Mediaset (-3,7%). Crescono anche Sky (+19,7%), Mtv (+10,7%) e i canali kids di Discovery (+13,4%)». A scattare una foto sugli indicatori economici nel settore televisivo è il direttore generale Luigi Gubitosi, nel corso dell'audizione davanti alla commissione sui diritti Internet, alla Camera. «Nel 2013 - prosegue il dg - l'insieme dei ricavi complessivi dei principali operatori italiani - fa notare il direttore generale - è sceso a 8,2 miliardi di euro, valore più basso dal 2007. Nel 2013 crescono i ricavi da canone, quelli da pay tv risultano sostanzialmente stabili, mentre le risorse pubblicitarie sono ulteriormente diminuite. Rai ha chiuso il 2013 con ricavi pari a 2,7 mld di euro, Mediaset a 2,6 mld di euro. Dopo la forte perdita del 2012, Rai e Mediaset registrano un lieve utile». «Nell'esercizio 2013-2014 - conclude Gubitosi - Sky recupera in parte la perdita di risultato dell'anno precedente quasi azzerandola. I ricavi rimangono pressoché costanti (2,8 mld di euro)».

ISIS, MAI PIU SULLA RAI
«Niente più video postati su internet dall'Isis» in onda sulla Rai. Ad annunciarlo, il dg Luigi Gubitosi, oggi nel corso dell'audizione alla Commissione per i diritti e doveri relativi a internet, alla Camera dei deputati. «Dopo un periodo di analisi e riflessione - spiega Gubitosi - come azienda di servizio pubblico, abbiamo preso una decisione molto netta». «Non manderemo in onda il racconto che l'Isis produce per la sua propaganda - prosegue il dg - e ci limiteremo ad estrarne di volta in volta frammenti descritti e mediati dal lavoro dei nostri giornalisti. Una decisione forte e consapevole», coerente con la Carta che la Commissione sta redigendo in quanto a «garanzia per la tutela della dignità delle persone da abusi connessi a comportamenti negativi quale incitamento all'odio, alla discriminazione e alla violenza».

RIORGANIZZAZIONE - Nell'ambito della riorganizzazione «orizzontale» della Rai, «domani in Consiglio creeremo la nuova Direzione Musica dell'azienda». Ad annunciarlo, il direttore generale di Viale Mazzini, Luigi Gubitosi, oggi nel corso dell'audizione alla Camera nella Commissione per i diritti e i doveri relativi a internet. «Il prossimo obiettivo e speriamo di fare in tempo - aggiunge Gubitosi - è la Direzione Scienza, Tecnologia e Internet». Tra i cambiamenti che dovrebbe operare la Rai, secondo il direttore generale, anche un cambio di rotta per Rai Scuola. «Già il nome 'scuola' è sbagliato - dice - Dopo essere stati tutta la mattina in classe, i ragazzi non guarderanno mai un canale che ha 'scuola' nel titolo. Va cambiato, come già abbiamo fatto con Educational che è diventato Rai Cultura. Dovremmo poi renderla molto più interattiva, come ha fatto già la BBC, perché i ragazzi non amano vedere un programma loro imposto dal palinsesto». Quanto all'auditel, che non tocca ancora l'1%, «se non sbaglio Rai Scuola è sul canale 164: con lo zapping non ci si arriva neanche per sbaglio».

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