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Diritti Serie A, le verità dell'asta 2015 - 2018 secondo Mediaset Premium

Diritti Serie A, le verità dell'asta 2015 - 2018 secondo Mediaset Premium

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Premium Mediaset
  giovedì, 15 ottobre 2015
 17:50

Diritti Serie A, le verità dell'asta 2015 - 2018 secondo Mediaset PremiumAlberto Brandi - Direttore Sport Mediaset: «Più che di diritto di replica, visto l'argomento conviene parlare di diritti di replica. Replica a verità stravolte, riletture distorte, confusione tra inchieste. Si parla e si deve parlare appunto  solo di diritti tv, settore nel quale Mediaset è protagonista fin dal 1980 e quindi 35 anni. Diritti tv, anche e soprattuto a livello internazionale dove dal 1992 a oggi è sempre presente  come broadcaster della Champions League: siamo stati i primi a rompere il monopolio, i primi a  garantire la pluralità delle voci, a migliorare la qualità del prodotto: senza avere bisogno di  mercati protetti, pure in occasione dell'ultima asta dei diritti della Serie A

Giugno 2014. La Lega Calcio apre le buste per i campionati dal 2015 al 2018. Questo l'esito in  base alle offerte: pacchetto A (partite delle 8 migliori squadre sul satellite) a Sky, pacchetto B  (le stesse ma sul digitale terrestre) a Sky, che sulla piattaforma non ha canali a pagamento.  Pacchetto D (i match delle altre 12 squadre) non aggiudicabile perchè la migliore offerta di  Mediaset Premium è subordinata all'attribuzione di uno dei pacchetti principali.  Incasso previsto: 779 milioni. La cifra è al di sotto a tutte le aspettative, ed essendo di fatto inferiore a quella  del triennio precedente farebbe chiudere per fallimento l'intero sistema del calcio nazionale ma  sopratutto una simile assegnazione violerebbe la legge Melandri che consente solamente  l'attribuzione dei diritti su pacchetti equilibrati e vieta che ci sia un unico operatore a trasmettere il campionato.

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La Lega ha davanti una soluzione per evitare di finire nel mirino dell'Antitrust e guadagnare il  massimo possibile, bella da vedere, impossibile da realizzare: assegnare il pacchetto B del  digitale terrestre a Sky, il pacchetto A al secondo miglior offerente Mediaset Premium che si  aggiudicherebbe così anche il pacchetto D. Totale 1.078 milioni. Regole osservate ma buon senso e tutela dei consumatori calpestati, i due operatori gestirebbero diritti da esercitare su piattaforme su cui non sono presenti, Mediaset sul satellite, Sky sul digitale.

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Si arriva così all'esito finale: pacchetto A (satellitare) a Sky, pacchetto B (digitale) a Mediaset Premium che ottiene anche il pacchetto D poi ceduto al competitor grazie alla sub-licenza  successivamente autorizzata dall'Antitrust. Leggi rispettate, fallimento del sistema calcio  evitato, pluralità di offerte e tutela dei consumatori garantite, soluzione che infatti viene  votata quasi all'unanimità dalle società di calcio: 22 voti a favore su 23, solo la Fiorentina si  astiene, il nostro mondo del pallone porta a casa 943 milioni, 164 in più all'esito dell'rispetto  all'apertura delle buste. Conti alla mano è sopratutto Mediaset Premium a garantire il maggior incremento rispetto al precedente contratto pur trasmettendo pur trasmettendo le partite di 8 squadre (prima erano 12) paga infatti il 38% in più.

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Altro che asta truccata, nell'estate 2014 si cercò una soluzione che rispettasse le regole e che fosse la migliore per operatori, abbonati e calcio italiano e cheche se ne dica tutto si svolse in punto di diritto anzi... di diritti... ».

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