Alberto Brandi: Premium Sport è il canale sportivo più visto d'Italia

Alberto Brandi: Premium Sport è il canale sportivo più visto d'Italia

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Premium Mediaset
  martedì, 05 gennaio 2016
 10:26

Alberto Brandi: Premium Sport è il canale sportivo più visto d'Italia«Siamo il canale sportivo più visto in Italia». Alberto Brandi, direttore di Premium Sport sulle pagine del Giornale in edicola questa mattina traccia un bilancio della prima parte della stagione trasmessa dal canale a pagamento in onda sulla piattaforma Mediaset Premium

IL PROGRESSO AUDITEL - «L'Auditel dice che abbiamo l’1% di share e 250.000 spettatori medi nella fascia del prime time e lo 0.50% di share e 50.000 spettatori medi nelle 24 ore. Siamo davanti a tutti: RaiSport 1 e Sky Sport 1 sono a 0,42, Sky Sport 24 a 0,34, Eurosport a 0,24, Sky Calcio 1 a 0,21. Da quando abbiamo raccolto l’eredità di Premium Calcio, lo scorso luglio, abbiamo fatto enormi passi avanti. E su Premium Sport, oltre ai 14 notiziari giornalieri, si può sempre trovare il meglio della nostra programmazione: rispetto al “nostro” 2014, abbiamo registrato una crescita del 32% nel prime time e del 18% nelle 24 ore».

L'IMPEGNO COSTANTE - «Merito del traino dei diritti della Champions, strappati a Sky sborsando 690 milioni per il triennio 2015-18. Ma mi piace pensare che sia stato premiato il nostro modo di lavorare. Diretta Premium, per esempio, ha finora battuto dieci volte su diciassette la Diretta Gol di Sky: è il nostro fiore all’occhiello, un prodotto nel quale la telecronaca ha un ritmo serratissimo».

LA CRESCITA DEGLI ABBONATI - «Posso solo confermare che da giugno ad oggi sono cresciuti e sono quelli che avremmo voluto fossero».

GLI OTTAVI JUVENTUS E ROMA SOLO SU PREMIUM - «Sì, perché il contratto con la Uefa non prevede l’obbligatorietà di trasmettere le italiane in chiaro a questo punto della competizione. Canale 5 trasmetterà comunque per tutti un’altra partita di grande fascino».

IL CASO ZDF - «Visto quanto costano i diritti, gli stessi andrebbero poi tutelati sul territorio. L’azienda però sa come difendersi».

IL DUELLO CON SKY - «Il bilancio è positivo, perché siamo aumentati sia a livello di produzione (4830 ore, +22% rispetto al 2014) che di ascolti. Siamo competitivi. E nel prossimo biennio potremo ancora crescere, sperando di poter avere tre squadre in Champions e non solo due come quest’anno, quando una si è subito persa per strada».

LA FINALE DI MILANO «Intanto tifiamo perché a San Siro, il 28 maggio, ci sia una squadra italiana. Noi ci saremo senz’altro e saremo i broadcaster per tutto il mondo: sappiamo come si fa e i complimenti ricevuti per come abbiamo prodotto la finale di Europa League di Torino lo testimoniano. Sarà un evento unico, per il quale stiamo già lavorando: avremo 33 telecamere, un elicottero, una spydercam, due moto, cinque regie HD e serviremo 80 postazioni di commento. Saremo collegati con 200 Paesi».

IL RAPPORTO CON I SOCIAL«Siamo partiti rincorrendo, bisogna ammetterlo. Ma i dati di quest’anno sono in crescita: 89 milioni di visualizzazioni sul profilo facebook nel 2015 (+76% rispetto al 2014), 40 milioni su twitter (+98%). Bisognerà puntare di più sull’interazione dei vari mezzi: abbiamo per esempio fatto in modo che gli allenatori rispondessero ad alcune domande poste dai telespettatori e la novità, salvo qualche eccezione, è stata apprezzata».

I PROSSIMI APPUNTAMENTI «Lunedì prossimo, la cerimonia della consegna del Pallone d’Oro con in studio chi l’ha vinto: Paolo Rossi e Luis Suarez. Poi, il 7 febbraio, il Superbowl con l’esclusiva del commento in italiano. E, in primavera, motocross e superbike».

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