Sky: 'Calcio nel caos, rischiamo un autogol'

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Fonte: Il Tempo

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Sky Italia
  martedì, 13 novembre 2007
 00:00

Sky«Questo clima di guerriglia urbana ci preoccupa. Come cittadini e come uomini di business. Il calcio rischia di implodere e di perdere il gusto di una partita e di una passione».

C'è timore nei piani alti di Sky, alle prese con budget e nuove trasmissioni per confezionare al meglio il prodotto calcio.

Sbaglia chi, provando a fare i conti in tasca a Murdoch, prevede affari d'oro dal blocco delle trasferte per i tifosi in termini di abbonamenti alla tv satellitare. Anzi, gli amanti del calcio ne hanno abbastanza di queste domeniche funestate da scontri tra teppisti e forze dell'ordine.

«Il problema è più strutturale - spiegano dal quartier generale di Sky in via Salaria a Roma - e la tragedia del laziale ucciso poteva capitare vicino a una banca o in qualunque altro posto. Il calcio non c'entra proprio nulla. Diventa un pretesto per dare sfogo alla violenza. La morte dell'ispettore Raciti non ha insegnato nulla e sospendere il campionato non risolve il problema».

Una perdita economica per chi sul calcio ha messo le basi di un business milionario. Soprattutto quando gli ascolti cominciavano a premiare l'offerta Sky: 2,6 milioni di spettatori davanti alla tv per vedere Juventus-Inter e oltre un milione per la sfida Milan-Torino secondo i dati Auditel.

«La pay-tv è un fenomeno mondiale e in Italia, pur crescendo su ritmi sostenuti, l'offerta comprensiva del cavo copre il 24% dei potenziali utenti. In Inghilterra - sottolineano da Sky - siamo al 50% mentre negli Stati Uniti addirittura al 90%».

Ma se questo calcio spaventa e fa venire la nausea per le tensioni che si scatenano, i primi a esserne danneggiati dal punto di vista economico sono proprio gli operatori come Sky sul satellitare e Mediaset, Rai e La7 per il digitale. Gli abbonati a Sky sono 4,2 milioni e ogni domenica migliaia di italiani si sintonizzano sul digitale acquistando le partite.

Ma quando fa più notizia quello che accade fuori dal campo di gioco, si spegne la passione. Addio civiltà. E addio affari d'oro.

Alessandro Usai
per "Il Tempo"

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