Anche la Cuccarini a Sky e poi attacca: ''I talent show mercato di illusioni''

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Fonte: La Stampa

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Sky Italia
  martedì, 27 gennaio 2009
 00:00
Non mollare mai è una fede, che Lorella Cuccarini non ha. Anzi, per lei è vero l’esatto contrario. Ragazzi che s’incaponiscono appresso a un sogno irrealizzabile, artisti che se ne stanno aggrappati a una tv che li respinge. Lorella no, il suo tempo da più amata dagli italiani è un passato goduto, poi le incomprensioni, l’oscuramento, le proposte sbagliate. Tutto fa scuola e lei ha fatto teatro, musical di successo. E ha aspettato senza fermarsi. Fino a rientrare in quella ristretta cerchia di stelle che Sky ha chiamato a sé.
 
Come una rivincita è arrivato il programma di ballo, una sorta di talent mutuato da un format americano, dove giovani si sfidano all’ultima piroetta. Un X Factor della danza in onda su Sky Vivo dal 2 aprile in prima serata, preceduto da un «best of» del casting dal 2 marzo con strisce di 30 minuti l’una che prevedono anche la partecipazione danzante di Lorella.

Cuccarini, lei si dice affascinata dai talent e meno dai reality. Che differenza ci trova?
«Mi piace che si dia rilievo a una disciplina invece che al niente, che si lavori su modelli, che ci si costruisca una prospettiva di vita sul lavoro, fatica e gioia. Io mi sento fortunatissima, mi alzo felice di quello che faccio, non potrei fare altro. Proprio per questo non voglio creare degli illusi. Capisco, è difficile dire di no a una persona che a 26 anni ha investito tutto sulla danza o sul canto. Ma bisogna saper mollare. E avere spirito critico. Mia figlia a 14 anni è la negazione del ballo. Io ci scherzo ma giocando glielo dico».

Anche per i bravi è difficile.
«Siamo pieni di talent show ma gli sbocchi non ci sono. Per una Giusy Ferreri ci sono tanti altri che non trovano lavoro. La tv poi non li sorregge. Ho letto con dolore un’intervista a Dennis Fantina, il primo vincitore di Amici. Dopo i primi momenti di notorietà non l’ha chiamato più nessuno. Ora cerca un posto da operaio».

Andrebbe all’Isola dei famosi?
«Io? Per carità. Seguo i progetti, non faccio cose per segnalarmi. Ho avuto momenti buoni e meno buoni. Ho fatto scelte difficili ma non mi sono mai pentita».

Poi è stata messa da parte.
«Sì, circostanze sfortunate. Ho avuto un rapporto difficile con la Rai. Dopo il successo di Uno di noi con Morandi firmai un contratto in esclusiva. Così sono rimasta bloccata per 3 anni senza poter far altro e senza mai essere utilizzata. Mi pagavano per stare a casa».

Un dispiacere deve essere stato anche vedere Milly Carlucci condurre “Ballando”, un programma che lei da ballerina si sarebbe sentita affine.
«Certo, Ballando sarebbe stato perfetto per me, c’è una bella alchimia. Senza nulla togliere a Milly che lo porta avanti così bene da non meritarsi critica alcuna».

Anche a Mediaset rapporto difficile. Prima il bel sodalizio con Columbro, Greggio, poi...
«Negli ultimi anni mi hanno offerto cose vecchie, superate. La sai l’ultima con Boldi non andava. Avevo ricevuto assicurazioni su un riadattamento che poi non c’è stato. Me ne sono resa conto tardi. Non ero io che non facevo ascolti. Penso che oggi il conduttore sia un valore aggiunto, tranne rarissimi casi alla Fiorello. Conta il programma, la sua forza».

Lei è un’icona gay, lo sapeva di certo. Come la Carrà o Moira Orfei. Contenta?
«Moira Orfei è un’icona trans, è diverso. Certo che mi fa piacere. Una persona fa spettacolo per essere amata, senza distinzioni di sesso, di colore politico. Io sono per il pubblico. La magia è tutta lì».

C’è una sua collega che le piace?
«Alessia Marcuzzi, mi sembra spontanea, vera».

Simona Ventura magari no. E’ colei che teorizza il non mollare mai.
«Siamo diversissime. Io ho un approccio di pancia e di cuore. Oltre al talento vado a vedere anche la storia privata. Se guardo dentro di me vedo una ragazzina sostenuta dalla mamma in questo suo percorso artistico. La mia non era una famiglia abbiente, mio padre separato non voleva che io facessi la ballerina, che diventassi “una donna facile”. I nostri rapporti erano inesistenti ma il fatto di dimostrare a lui che la danza è studio e fatica mi ha motivato. Perciò vorrei che il vincitore del mio talent show fosse non solo bravo ma anche portatore di un mondo interiore ricco».

Lei ha condotto il Festival di Sanremo.
«Nel ‘93 l’ho condotto con Baudo e nel ‘95 ho partecipato come cantante. Non è stata la Hunziker la prima a co-condurre ma io».

A 43 anni che cosa non rifarebbe?
«Tutto rifarei, soprattutto i miei quattro figli che sono il mio tesoro. La più grande l’ho messa in cantiere proprio quando ero all’apice del successo e tutti mi dicevano che ero pazza. E’ grazie a loro che sono come sono».

Perché Sky?
«Perché è il futuro, perché la tv generalista ha il fiato corto, perché qui ho la possibilità di sperimentare e non è poco. E perché sarò in ottima compagnia».
 
Michela Tamburrino
per "La Stampa"

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