Sky Uno si rinforza: dopo Fiorello e Cuccarini, arriva 'in voce' Panariello

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Fonte: Il Corriere della Sera

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Sky Italia
  mercoledì, 18 marzo 2009
 00:00
Anche se sono diventate tre, non si esce dal duopolio. Ora è Sky contro Raiset. Perché la pay tv di Rupert Murdoch entra a piedi uniti nel territorio che fino a poco tempo fa è stato di Rai e Mediaset. Il cavallo di troia è Fiorello. Ma non c'è solo lui.

Dietro si muovono volti - Lorella Cuccarini e Giorgio Panariello - e programmi. Il restyling è di contenuto ma anche di forma: il canale 109 della piattaforma satellitare (ora Sky Vivo) dal 1˚aprile diventa Sky Uno, si candida a rete ammiraglia della piattaforma e avrà un palinsesto più generalista. L'idea è quella di farne un canale- vetrina anche perché il 109 è il primo canale Sky (fatta eccezione per il canale all news Sky Tg24) che si trova scorrendo i canali con il telecomando. Ma non dite che assomiglierà a Raiuno, alla pay tv il paragone non piace.

Spiega Kathryn Fink, direttore dei programmi Sky: «Sky Uno sarà un canale nuovo, rivolto a un pubblico certo più ampio rispetto al canale attualmente al 109 del bouquet Sky e con volti popolari. Ma non somiglierà a Raiuno e neanche a Italia 1. Cioè non avrà nulla a che vedere con un canale generalista. Sky Uno sarà incentrato sull'intrattenimento, con particolare attenzione al varietà e alla comicità, reinventate come solo una tv a pagamento può fare. Offrirà una programmazione complementare agli altri nostri canali, arricchendo la piattaforma Sky anche in termini di ascolto».

Non dite che assomiglierà a Raiuno, ma Sky Uno strizza l'occhio alla tv generalista: lì andranno tutti i volti che hanno una solida storia alle spalle della tv in chiaro.

Lì verrà riproposta (dal 3 aprile) una fiction come Donne Assassine, con volti che si potrebbero tranquillamente vedere in una fiction Rai o Mediaset come Martina Stella, Claudia Pandolfi, Violante Placido... Il varietà (Fiorello e Panariello), il talent show (Cuccarini), la fiction, le «strisce» dei programmi di Maria De Filippi... manca solo il tg e sembra la serata di Canale 5 o Raiuno.

Però proprio SkyTg24 gioca di sponda con Fiorello che avrà una finestra nel servizio active dove leggerà in chiave ironica le notizie del giorno e dovè anticiperà i contenuti del suo show che ogni sera sarà diverso.

Si punta molto sull'intrattenimento, anello debole di Sky, ma non dite che assomiglierà a Raiuno. Racconta Andrea Scrosati, vice presidente di Sky Italia: «L'intrattenimento è uno dei generi della pay tv, noi abbiamo deciso di investire sulla produzione originale italiana. Ma è un intrattenimento diverso da quello della tv generalista. La televisione in chiaro ha come obiettivo quello di trasmettere programmi che raggiungano il maggior numero possibile di ascoltatori nello stesso momento, i nostri programmi sono pensati e costruiti sulla base delle specifiche passioni dei nostri clienti».

Tra i volti generalisti di Sky Uno c'è anche un Panariello... senza volto che inizierà a martellare l'abbonato con il programma che non c'è. Tante gag-audio di pochi secondi che rimbalzeranno decine di volte a partire dalla giornata inaugurale, il 1˚aprile. È addirittura un format... Dopo un impegno simile, ovvio che anche il comico toscano entrerà nel palinsesto Sky con un progetto tutto suo.

Intanto arriva il volto di Lorella Cuccarini, che dal 9 aprile condurrà Vuoi ballare con me?, talent show per aspiranti ballerini con sorpresa: chi verrà scelto potrà partecipare al programma solo a patto di avere come partner uno dei propri genitori. Spiega «la più amata dagli italiani»: «È una sfida stimolante, mi sembra di essere tornata al 1987, quando passai alla Fininvest con Baudo. Era un momento di espansione, di grande fermento, c'era la voglia di sperimentare qualcosa di diverso. Sento la stessa atmosfera».

Ma non dite che assomiglierà a Raiuno. «Sky è sempre stata forte su calcio e cinema, mi sembra che ora avverta l'esigenza di sviluppare quella che era la sua parte più debole. Sull'intrattenimento fino ad ora Sky non ha fatto grossi investimenti, si limitava spesso a mandare in onda format stranieri sottotitolati. Ora il vento è cambiato, non nel senso che voglia fare un canale generalista, ma per intercettare quegli spettatori delusi dalla tv generalista. Il prime time sul satellite inizia alle 22: aspettiamo a braccia aperte chi non ha trovato cosa guardare su Rai e Mediaset».

Giampiero Solari, regista e autore (guarda caso anche per Fiorello e Panariello...) è consulente artistico per Sky. Gioca con le parole: «L'importante non è avere i personaggi, ma il progetto per i personaggi: la proposta di Sky punta sulla varietà, le ultime scelte vanno in questa direzione, non per ammiccare alla tv generalista». In quest'ottica sarà difficile vedere un talk show su Sky, perché «la tv in chiaro a una certa ora della sera diventa tutta un talk show, noi dobbiamo dare qualcosa di diverso a chi paga l'abbonamento». Non sarà Raiuno però...

Renato Franco
per "Il Corriere della Sera"

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"Divi per uscire dal ghetto della tv di nicchia"

di Aldo Grasso (Corriere della Sera)

Intanto Sky Vivo diventa Sky Uno per scrollarsi di dosso una sorta di cattivo auspicio. Tempo fa, quando i dirigenti di Sky diedero vita un canale con tendenze generaliste pensarono di invitare Maurizio Costanzo con un programma che si chiamava «Stella». Ma gli esiti non furono quelli sperati. Così, fra gli addetti ai lavori, Sky Vivo diventò subito il suo contrario, con spreco di scongiuri (di qui, forse, l'immotivato e invido risentimento di Costanzo nei confronti Mike, reo di spalleggiare Fiorello).

La vera ragione della scelta generalista è un'altra. Nell'ormai guerra dichiarata fra Sky e Mediaset (con il supporto della Rai) bisogna metter in conto una eventualità: che Mediaset e Rai abbandonino la piattaforma Sky per costruirne una propria, a integrazione del digitale terrestre.

Decisione non facile per la Rai: le sue reti satellitari sono infatti pagate da Sky e non si vede dove Viale Mazzini possa reperire altri soldi per tenerle in vita; inoltre, come Servizio pubblico, la Rai dovrebbe essere aperta a tutte le piattaforme. Decisione non facile ma probabile.

Ecco perché Sky si sta attrezzando per una rete rivolta a tutti, per uscire un po' dal ghetto della tv di nicchia. Solo creando eventi (finora relegati allo sport, visto che il settore cinema è poco attrattivo), solo sfondando nel settore intrattenimento, solo incrementando la «tv dei divi» (Fiorello, Cuccarini, Panariello, e un domani, chissà, persino Celentano, Mike...) si può dare uno scossone alla fisiologia degli abbonamenti. Tuttavia, parlare di tv generalista è un azzardo. Per definizione la pay tv non può essere generalista. La presenza di Fiorello ci suggerisce invece un modello di audience più appropriato: Sky punta a costruirsi un pubblico di tendenza, una via di mezzo tra la generalista e la tv di nicchia, il pubblico che si espande con il passaparola (o passaimmagine).

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