Champions in tv - Yves Confalonieri (Mediaset) all'attacco, in Sky (Fabio Caressa) nessuna tensione

Champions in tv - Yves Confalonieri (Mediaset) all'attacco, in Sky (Fabio Caressa) nessuna tensione

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Fonte: Digital-News / La Repubblica

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Sport
  lunedì, 07 settembre 2015
 11:15

Champions in tv - Yves Confalonieri (Mediaset) all'attacco, in Sky (Fabio Caressa) nessuna tensioneLa Serie A questa domenica ha riposato a causa del doppio impegno vittorioso degli azzurri di Conte contro Malta e Bulgaria e tra meno di dieci giorni comincia la Champions League che vedrà impegnate subito in due big-match la Juventus (col Man City) e la Roma in casa con il Barcellona.

Quest'ultima competizione, come i nostri lettori sicuramente saranno a conoscenza, sarà trasmessa per la prima volta in esclusiva assoluta sullo stesso broadcaster (Mediaset) che declinerà l'intera offerta sulla piattaforma digitale terrestre a pagamento Mediaset Premium e offrirà a sua totale scelta e discrezione tra tutto il programma uno dei match anche in chiaro su una rete in chiaro. Nella prima giornata Mediaset ha scelto di riservare ai propri abbonati entrambi i match delle squadre italiane, mentre in diretta su Italia 1 andranno in onda nelle giornate di martedi 15/9 il match del Real Madrid contro lo Shakhtar Donetsk, mercoledì 16/9 invece sempre sullo stesso canale sarà la volta di Chelsea-Maccabi Tel Aviv.

Per capire meglio quali sono, ad oggi, le posizioni sul tema di Mediaset e Sky sul tema ci appoggiamo a due interessanti interviste pubblicate oggi su "La Repubblica" a firma del critico Antonio Dipollina che ha incontrato rispettivamente Yves Confalonieri (direttore Contenuti Mediaset Premium) e Fabio Caressa (condirettore di Sky Sport con delega a Sky Sport 24).


Yves Confalonieri: "La Champions era l'occasione giusta e poi a Sky non sono certo degli angeli"
di Antonio Dipollina da "La Repubblica" del 7/9/2015

Champions in tv - Yves Confalonieri (Mediaset) all'attacco, in Sky (Fabio Caressa) nessuna tensioneLa Juve in Champions criptata fino agli ottavi, sembrava quindi che la Roma andasse in chiaro su Canale 5. Invece Roma-Barcellona è in pay anch'essa. E si era ipotizzato che anche la Roma sarebbe andata sempre in pay.
«La prima giornata daremo in chiaro Real Madrid e Chelsea. La Roma, alla partenza, andrà in pay. Alziamo un po' il tiro anche perché vogliamo che la gente capisca il progetto. Poi si deciderà di volta in volta».

La Juve resta in pay, lo giura?
«Resta in pay fino agli ottavi».

Sa cosa dicono, che questo non è mica un bel segnale.
«È il progetto, siamo a caccia di abbonati, ovviamente. Abbiamo buone risposte. È il momento di entrare davvero nell'operazione. Non mi chieda cifre, non è il mio mestiere».

Naturalmente.
«Siamo molto soddisfatti della partenza delle prime due di campionato, ovvio ci sono sfasature qui e là ma andrà tutto a posto. Se proprio dobbiamo parlare solo di Champions, Mediaset è l'unico marchio, non televisivo, marchio commerciale in assoluto, che è con la Champions dall'inizio. Non dobbiamo dimostrare nulla: negli anni passati, anzi, il grande pubblico ha potuto vedere in chiaro la massima competizione europea solo grazie a noi

Appunto. Ora gliela togliete.
«Ora abbiamo rilevato il contratto pay-tv e daremo anche le partite in chiaro. Non c'è mai stata un'esclusiva simile e su tutte le piattaforme».

L'obiettivo è cinquecentomila abbonati, ma non è che si sia capito esattamente in quanto tempo. In uno o tre anni?
«In tre anni».

E come sta andando?
«Non è il mio mestiere».

Ovvio. Ma la vostra chiamata per chi è davvero? Mantenere i vostri abbonati, certo, rubarne a Sky, trovarne di nuovi?
«Mi dicono che c'è una buona risposta di persone che non erano abbonate alla pay e che vedono in questa opportunità l'occasione giusta».

Poi succede che si parte con Bayer-Lazio e si scopre che la partita viene trasmessa anche sulla piattaforma di Sky dalla tedesca Zdf. E si vede anche su Tivusat, che nasce da un consorzio in cui siete presenti eccome. E per Borussia M.-Juve sono annunciate repliche. Un mezzo disastro.
«La Uefa deve decidersi: una cosa di questo genere uccide i contratti, onerosissimi, apre un buco nero sul futuro. Ne abbiamo parlato, si sono pronunciati: l'esclusiva va tutelata, il segnale di Zdf sarà criptato, non succederà più».

Ma chi oscurerà la partita, Zdf o Sky?
«Se non lo fa una deve farlo l'altra, non è decisivo. Ma deve andare così e l'esclusiva andrà tutelata».

L'esclusiva riguarda anche altre partite di Zdf, senza italiane, quindi da subito, alla prima giornata: lì si capirà se il messaggio è stato recepito?
«Esatto».

Ma questo pasticcio inedito della Zdf è sbucato dal nulla?
«Mi appello al Quinto emendamento...»

Mettiamo, in maniera puramente ipotetica, che ci siano state delle ripicche, voi, anche con gli spot, non ci state andando leggeri nel rimarcare come Sky non ha più la Champions etc.
«Abbiamo realizzato degli spot simpatici, per esempio quelli con Luca e Paolo: a Sky si sono messi al lavoro con una certa decisione per contestarli ma alla fine hanno dovuto alzare le mani perfino loro, non c'è niente di illegale. Guardi, non è che stiamo parlando degli ultimi arrivati o degli angioletti vittime della situazione».

No?
«Posso capire che Sky prenda male il fatto che stiamo spostando un paradigma storico che li vedeva padroni della situazione e comunque al centro di tutto. Ma si chiama concorrenza. E se posso dire, più che vicende come quella della Zdf a noi ci danneggiate soprattutto voi dei media».

E certo.
«Ogni giorno per settimane è saltata fuori la storia dell'inciucio, e alla fine ci sarà o un accordo o Sky comprerà Premium e così via E molti sono rimasti fermi ad aspettare.È ora di far capire a tutti che non ci sarà nessun accordo e che la Champions è  nostra».
 
Anche fra, diciamo, due anni?
«Nessuno ha la sfera magica per il futuro, ma non vedo cosa dovrebbe succedere. L'operazione è in piedi, lanciatissima e se posso dire è il nostro orgoglio aziendale, una cosa seria, serissima».

Ma se ne parla assai.
«Allora: se domani qualcuno più potente di me viene a dirmi che si fa l'inciucio e abbiamo lavorato per nulla io mi incateno davanti ai cancelli qui fuori. Ma possiamo scherzarci finché vuole, il futuro è la nuova centralità di Mediaset in questo settore».

Lei ha detto che volete portare nel calcio una visione più ruspante e meno patinata. A Sky sono patinati?
«Risentono dell'origine anglosassone dell'azienda. Temono un po'di dare la parola ai tifosi, per esempio, li coinvolgono poco. Noi su questo siamo invece convinti e fortissimi. A Sky rimangono un po' british: british all'italiana, però».


Fabio Caressa: "Ma il linguaggio del pallone è stato rivoluzionato da Sky"
di Antonio Dipollina da "La Repubblica" del 7/9/2015

Champions in tv - Yves Confalonieri (Mediaset) all'attacco, in Sky (Fabio Caressa) nessuna tensioneFabio Caressa, una Champions in pantofole?
«In ufficio, al lavoro. Magari un po’ di malinconia c’è, ma niente nostalgismi, guardiamo avanti».

Voi di Sky, tecnicamente, siete quelli che dello spettacolo del calcio europeo avete fatto una cifra comunque evoluta, destinata a fare da modello a tutti.
«Abbiamo sprovincializzato il racconto del calcio, questo si. Conta molto l'origine dell'azienda, internazionale. Lavorare fianco a fianco con gli stranieri».

Ma poi nel racconto cosa c'era?
«La personalità di telecronisti e opinionisti, ma soprattutto l'obbligo, assolto ben volentieri, di essere preparatissimi su tutto e tutti. Studiare, tanto. E poi i giovani da crescere: non dico tutti nativi digitali, ma quasi. Abituati al respiro internazionale, ai modelli stranieri».

Cosa le piace ricordare delle vostre innovazioni sul piano del linguaggio?
«Il tono, il ritmo, e per quanto mi riguarda l'enfasi giusta in momenti particolari: le introduzioni caricate per presentare un grande match, il nome e cognome del calciatore urlato al gol, e poi soprattutto la fortuna di quel 'Andiamo a Berlino' la prima volta che Sky trasmise i Mondiali. Di quella manifestazione si ricorda soprattutto quella frase».

Ora tocca a Mediaset. A inizio estate lei disse - e forse era anche autoironico - Li faremo a pezzi. Venne giù il mondo.
«Ovviamente scherzavo. Ma avevo sottovalutato che una frase simile sarebbe finita sui social in pochi secondi e senza il taglio ironico. Che devo dire? A tutti quelli che l'hanno presa male io chiedo profondamente scusa, di cuore. Che altro devo fare?».

Quindi Mediaset. Tocca consolarvi
«La concorrenza fa bene e l'ho sempre pensato, non cambio idea ora. Tanto è vero che già in questa partenza di stagione ci siamo inventati di tutto, altre novità arriveranno, l'umore è alto, abbiamo l'intera serie A e lo sport al top. Abbiamo l'Europa League con le italiane, e quest'anno una delle nostre la vincerà, io ci prendo sempre in queste cose. Che dovremmo fare, flagellarci? Ci stiamo divertendo, invece».

Sì, però...
«Ma io lo vorrei davvero vedere un abbonato Sky che viene davanti alla nostra sede e strappa la smart-card Sky è un mondo, se ci sei entrato non te ne vai per qualche partita di Champions. E poi andrai da un amico, al bar, in qualche modo farai».

Quanto si è divertito quando ha scoperto che Zdf stava bruciando l'esclusiva Mediaset sulla Lazio?
«Non scherziamo, la cosa Zdf è pericolosa per chiunque. I diritti sono diritti, se si aprono le falle sono guai per tutti».

Mediaset sta poi sfruttando altri nuovi diritti, quelli delle prelazioni su interviste pre e dopogara, le conferenze stampa il giorno prima, eccetera.
«Già che ci siamo, perché la concorrenza è sacra ma poi uno certe domande se le fa, che pensano gli sponsor della visibilità ridotta dei loro marchi nel dopopartita?».

Nelle serate di Champions andrete comunque in onda dopo le partite. Da studio, senza mostrare immagini
«Ci siamo, mica ce ne siamo andati e come in casi analoghi faremo anche buoni ascolti. Ripeto, la concorrenza fa bene e ti porta a inventare cose».

Certo che la Champions...
«E no, basta. C'è un mondo che si muove, io ho una redazione con età media da 26 anni, ci inventiamo un sacco di cose, vedo che anche la Rai va a caccia di novità, ognuno fa la sua storia e a questo punto andateci piano anche voi: non è una guerra, è concorrenza. E alla fine vediamo come va a finire».

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