Giletti e l'elogio delle idee: 'La mia tv non è circo'

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Fonte: Quotidiano Nazionale

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Televisione
  mercoledì, 18 luglio 2007
 00:00

Non basta la faccia anche se la faccia è quella da piacione impenitente di Massimo Giletti, torinese, classe '62, giornalista dall'esordio con Minoli e con «Mixer» poi conduttore pure un po' showman prima su Raidue e da anni su Raiuno.

Massimo Giletti«Servono le idee, per uscire dalla crisi della tv. Servono i progetti, ben studiati con un gruppo di lavoro, e solo dopo si può partire», dice Giletti.

Invece?
«Invece la tendenza, assurda, è quella di prendere un conduttore e metterlo nel programma».

Conduttori interscambiabili, come i format.
«Solo che i pacchi sì, sono un format E se ci metti Pupo o Insinua, comunque bravi, hanno comunque successo. Ma Miss Italia, tanto per dire, un format non è...».

Lei, Giletti, ha condotto I ultima Miss Italia nel mondo: condurrebbe anche la finale di Salsomaggiore?
«Certo. Con un progetto vero si Ripeto: i programmi vanno pensati e ripensati».

E come si penserebbe Giletti a Miss Italia?
«In coppia con Piero Chiambretti».

E Giletti a Sanremo?
«Spererei di arrivarci un po' prima dei 76 anni con cui ci è arrivato Raimondo Vianello. E ci andrei volentieri in compagnia di Naomi Campbell e Luciana Littizzetto».

Intanto conduce Castrocaro
«Venerdì, su Raiuno, la serata della 50esima edizione di una manifestazione che per davvero ha fatto la storia, e non solo la storia della musica italiana, con tutto che proprio da Castrocaro sono passati i giovani Zucchero, Pausini, Ramazzotti... Sarà l'occasione per raccontare l'Italia di questi ultimi cinquant' anni, non solo le canzoni Con ospiti come Sposini, Parietti».

Ma lei Giletti che musica ama? Andiamo per decenni: i Sessanta.
«Io ero appena nato. La musica dell'epoca l'ho conosciuta soprattutto grazie ai miei due fratelli maggiori, erano loro che mi facevano ascoltare le "hit parade", poi "Alto gradimento"...  Anni Sessanta? Dico "Sapore di sale". Il primo disco sessuale della storia».

Sessuale?
«Sì. Tutta quella fisicità... Il sapore del mare, del sale...Quante fantasie».

Musica anni Sessanta extra-Italia?
«Più i Beatles che i Rolling Stones. Ero poco rivoluzionario, dunque i Beatles».

Ma anche i Beatles erano rivoluzionari!
«No, all'epoca erano quelli dai costumi non trasgressivi. Nella contrapposizione angeli-diavoli, i Beatles erano gli angeli. Epperò ammetto che una canzone come "I can't get no satisfàction" ha il suo perché...».

Anni Settanta.
«De André, Guccini. Le canzoni che raccontavano la vita in maniera diversa; più le loro parole che la loro musica...».

E gli anni Settanta extra Italia?
«Mamma mia. Ma io non sono mica Pippo Baudo, con questi stranieri... Cosa posso dire? I Deep Purple, Cat Stevens, Simon & Garfunkel».

Anni Ottanta.
«I Police. Andai a vederli in concerto a 18 anni, proprio la notte prima degli esami di maturità al classico. Naturalmente dissi ai miei che andavo a studiare dagli amici».

Gli esami la mattina dopo come andarono?
«56/60».

Altra musica anni Ottanta?
«Madonna. Allora come adesso. Una che partendo da cameriera e dal cognome Ciccone ce l'ha fatta, e resiste... Al di là della musica è carisma puro».

Cantanti italiane?
«Irene Grandi, sicuramente. Ci sarà anche lei, venerdì sera a Castrocaro, e devo dire che mi dà una grandissima energia».

E chi altri le piace, ora?
«La Pausini. E Vasco».

Dopo Castrocaro, programmi?
«Niente tv, ma la vacanza. Siria e Iran».

Un programma tv che sogna di fare?
«Una sit-com con la mia ex Antonella Clerici Ci conosciamo talmente tanto: saremmo come Raimondo e Sandra».

Il programma tv che farà subito dopo la vacanza?
«"Domenica in". Quest'anno toccherà a me il privilegio di aprirla, con l'Arena. Mi hanno spostato la fascia oraria, non sarà un'impresa da poco. Ma quel che conta per me sarà riuscire a continuare a discutere di temi di attualità senza escludere anche i toni forti, ma assolutamente senza mai trascendere nel circo. La tv non è un circo, è un servizio pubblico. E sono orgoglioso di esserci io, là dove un tempo ballavano le Lecciso».

Chiara Di Clemente
per "Quotidiano Nazionale"

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