Giletti: 'Denunciare la morsa fiscale fa salire gli ascolti'

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Fonte: Libero Quotidiano

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Televisione
  mercoledì, 09 gennaio 2008
 00:00

GilettiChe i costi della Casta siano un argomento che tira, è un dato di fatto. Una prova tangibile è il successo editoriale del libro che Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, editorialisti del Corriere della Sera, hanno dedicato alla Casta. Ma se il tema in questione sono gli stipendi dei parlamentari, come denunciato da Libero nelle scorse settimane, l'interesse schizza alle stelle.

Come ha ampiamente dimostrato Massimo Giletti, con la puntata di domenica scorsa del suo programma "L'arena", che hapreso spunto proprio dallanostra inchiesta, toccando il 27% di share, pari a cinque milioni di telespettatori.

Giletti, come è nata l'idea di affrontare l'argomento degli stipendi dei parlamentari?
«Osservando la realtà e leggendo la vostra inchiesta. Vede, gli italiani vogliono sentire la verità, soprattutto ora che hanno ricevuto un bel po' di "pacchi dono". Ovviamente mi riferisco agli aumenti delle bollette e dei prezzi dei beni di prima necessità».

E cosi ha chiesto ai suoi ospiti l'onorevole Ignazio La Russa e la senatrice Manuela Palermi, cosa ne pensavano dell'aumento di 200 euro, contro il quale si è schierato anche il presidente della Camera, Fausto Bertinotti. Qual è stata la loro reazione?
«Sono stati molto bravi. In fondo sono due politici navigati. Però quando fai le domande dirette non puoi sfuggire, soprattutto quando arrivano dal pubblico».

Che tipo di domande?
«Una signora ha fatto presente ai due ospiti che per lei, operaia, 200 euro al mese in più cambiano la vita. Ad un deputato non cambiano nulla. La forza del programma sta in questo, nel far dialogare i cittadini con i protagonisti».

E i suoi ospiti?
«Beh, le hanno dato ragione.»

Ad alcuni deputati però la puntata non è andata giù. Anzi c'è chi l'accusa di demagogia, come Giorgio Merlo del Pd, che chiede di conoscere il suo compenso.
«Conosco l'onorevole Merlo. Sono convinto che non ha visto la puntata, altrimenti non direbbe queste cose. Sono un libero professionista e il "prezzo" di un conduttore e del suo programma lo fissano il mercato e la qualità del prodotto».

Non sarà che parlare di certe cose, in Rai, è rischioso?
«Finché la politica non darà risposte concrete, e mi riferisco al caso Campania, o i politici continueranno a tutelarsi dando fiato a chi dice che sono una casta, io continuerò a fare programmi di denuncia. Certo, in Rai non è facile».

Se invece dei costi della Casta avesse affrontato il tema della riforma elettorale, quali sarebbero stati gli ascolti?
Pausa... «Dieci, dodici per cento. Gli italiani si appassionano quando gli proponi i grandi temi dell'attualità. Quando è morto Gabriele Sandri abbiamo stravolto la scaletta e siamo andati a braccio, ottenendo ottimi risultati».

In quel caso era difficile fare diversamente...
«Abbiamo fatto servizio pubblico».

Domenica allora si occuperà di rifiuti e del caso Napoli?
«Magari, se me lo lasciano fare. Ci sono tante Rai dentro la Rai Però mi lasci dire una cosa a cui tengo molto...»

Dica dica...
«L'Arena, il programma che conduco da quattro anni, è uno dei pochi, se non l'unico, prodotto interno, realizzato da cinque persone. Costa poco e produce grandi risultati. Nella maggior parte dei casi la Rai compra all'esterno i format. Sarebbe il caso d'invertire questa tendenza».

Sarebbe un bel risparmio.
«Non solo. Sarebbe anche il modo pei tornare ad investire, cosa di cui la Rai ha estremamente bisogno».

Prossima tappa il passaggio alla prima serata allora?
«Le condizioni ci sono tutte. Sarebbe un bel risultato».

Enrico Paoli
per "Libero"
(08/01/08)

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