Gerry Scotti: ''Che brutta Rai, ridotta ad un Blob di Mediaset''

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Fonte: Libero Quotidano

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Televisione
  domenica, 07 settembre 2008
 00:00
Scotti"La Botola" è una "Corrida" adattata alle esigenze del servizio pubblico. La Rai, a sua volta, «un gigantesco Blob di Mediaset». Per non parlare del cinema italiano, ben lontano dal poter criticare la qualità della fiction. Non c'è che dire: Gerry Scotti non rilascia mai interviste banali.

E chissà cosa non riuscirebbe a tirare fuori (sempre, naturalmente, con l'eleganza e l'educazione che lo contraddistinguono) se, dalla stanza dei bottoni, giungesse il via libera per lo "Scotti Show". Un progetto ventilato da tempo e ancora imprigionato nel limbo del probabile.

Ci scusi, ma questa fantomatica cordata domenicale tra lei, la De Filippi e Paola Perego non era l'occasione giusta per provare lo "Scotti Show"?
«L'esperimento male si conciliava con "Paperissima", un impegno già concordato da mesi per questo ottobre. Tra tutti, è il programma piti massacrante in termini di tempi e modalità di realizzazione. Per lo "Scotti Show" se ne riparla in autunno 2009: dalle pieghe dei discorsi con il direttore Massimo Donelli, vedo la concreta possibilità di pensare a un mio show. Diciamo che è un "perché no?" che potrebbe, il prossimo autunno, assumere una consistenza diversa».

In seconda serata?
«Siamo più propensi per un pomeriggio domenicale. Ogni tanto, si fa il mio nome per la conduzione in toto di "Buona domenica" ... non disdegno l'idea ma fino alla maggiore età di mio figlio, i miei direttori di rete sanno che non se ne parla. Mancano ancora tre anni. Poi, chissà: potrei anche rivedere la mia vita e decidere di concentrarmi solo sulla domenica».

A proposito di esperimenti, si rimprovera a Rai e Mediaset di osare poco.
«Stavolta, condivido il rimprovero. Se Mediaset è governata dalla politica commerciale, dove chi investe considera gli ascolti alla stregua di cambiali, la Rai si è ridotta a un "Blob" di Mediaset. Per esempio, hanno visto che il quiz, nel preserale va bene e non ci libereremo più dei pacchi. E ancora: ho visto, condotto dal mio amico Fabrizio Frizzi, un programma che mi sembrava la "Corrida"»,

"La botola", intende.
«Se poi nessuno, quest'estate, ha avuto modo di farlo notare, pazienza: sono contento che abbia avuto successo e che a presentarlo fosse Frizzi, che era stato ingiustamente allontanato. A me va bene così, ma, forse, era meglio se la Rai avesse osato qualcosa di diverso. Invece si è accontentata di avere il grande trionfo delle Olimpiadi... che, certo, non è poco. Ma il servizio pubblico ha il canone: almeno su due delle sue tre reti, potrebbe osare e non seguire, necessariamente, la nostra politica».

Torniamo a lei: da lunedì ricomincia "Chi vuol essere milionario".
«L'anno scorso lo share è stato superiore alle aspettative; quest'anno partiamo da un'insidiosa fossa estiva: Mediaset ha sperimentato poco, spaventata dalla forza mediatica degli Europei, prima, e delle Olimpiadi poi. Tuttavia sono molto convinto del traino di "Pomeriggio 5": è una lotta, quella degli ascolti, che vinceremo insieme».

Poi, da ottobre, "Paperissima".
«Andrà in onda fino a dicembre, seguito, sotto Natale dal primo dei due film tv che ho girato con Amelia Monti: "Finalmente soli... ricchi e poveri". Stiamo valutando di trasformare la casualità di "Finalmente soli" in una serie lunga, alla "Cesaroni". La decisione spetta però ai miei direttori perché un impegno di questo tipo mi impedirebbe una presenza in video quotidiana».

Proprio in questi giorni è scoppiata una polemica sulla qualità della fiction e sul suo rapporto con il cinema.
«Mi sono molto appassionato al dibattito. Probabilmente, i titoli di fiction sono troppi e non sempre di qualità. Ma che il cinema italiano venga a tirare le orecchie alla tv... stiamo zitti, è meglio. Quando il nostro cinema avrà davvero superato la crisi che lo attanaglia, dimostrando di sapere realizzare bei film con le proprie forze e senza le sovvenzioni, allora probabilmente accetteremo le sue tirate di orecchie. Inoltre, se è vero che il piccolo schermo si è rivelato un "rifugio di peccatori" per effetto di una serie di operazioni mal gestite (il riferimento non è solo agli attori ma anche a sceneggiatori, registi e produttori " senza scrupoli"), è pur vero che questi peccatori hanno una provenienza cinematografica».

Ci tolga una curiosità... ma Gerry Scotti che tv guarda?
«Tg e informazione, in primis: passo da "Matrix" e "Porta a Porta" a "Report" della Gabanelli. Poi molto sport, in particolare "Sfide". Seguo anche la programmazione mattutina e apprezzo molto i programmi di Giovanni Minoli. RaiEducational incarna la mia idea di servizio pubblico».

Sogna una tv pedagogica?
«Spesso affidiamo alla tv un ruolo che non è propriamente suo quindi, a questo punto, più il piccolo schermo è educativo, meglio è».

Francesca D'Angelo
per "Libero Quotidiano"

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