Claudio Cappon: ''La Rai riduce le perdite e guarda al futuro''

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Fonte: Digital-Sat (original)

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Televisione
  sabato, 20 settembre 2008
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In occasione della conferenza stampa di chiusura del Prix Italia, che in questi minuti proclama a Cagliari i vincitori della sessantesima edizione, il direttore generale della Rai ,Claudio Cappon, ha espresso la sua soddisfazione per i risultati di bilancio superiori alle attese di inizio anno.
 
«Prevediamo un rosso da 25 milioni di euro nel bilancio 2008 - ha detto Cappon - ma la vera notizia è che ad inizio anno la previsione era di un rosso di gran lunga superiore: 95 milioni di euro. Tre giorni fa il Cda ha preso atto con soddisfazione di questo andamento». E il saldo negativo potrebbe ulteriormente ridursi se nel terzo trimestre dell’anno la raccolta pubblicitaria dovesse dare altri segnali significativi di ripresa. «Da rilevare - ha aggiunto - che senza gli interventi previsti dal Piano triennale, il rosso inerziale per il 2008 era stimato in 188 milioni di euro».
 
Cappon ha avuto modo di commentare l'accordo tra Rai e Sky per i diritti sportivi di Mondiali e Olimpiadi dichiarandosi soddisfatto per l'esito positivo della trattativa che porterà nelle casse di Viale Mazzini ben 130 milioni di euro, «una grande operazione di servizio pubblico» a detta di Cappon. Alle domande dei giornalisti che gli chiedono una previsione sulla possibilità che l'intesa possa saltare una volta insediati un nuovo Cda e i nuovi vertici a viale Mazzini, il dg ha risposto: «Non mi aspetto che l'accordo con Sky possa essere messo in discussione da un manager successivo, una volta che ne abbia preso coscienza. Ove lo fosse - osserva Cappon - si determinerebbe una responsabilità nei confronti di Sky, ma anche della Fifa e del Cio. Credo che non sia interesse di nessuno ridiscutere questi punti fermi». Dopo aver ricordato che il negoziato, cominciato a febbraio su mandato unanime del Cda, «non è stato né improvvisato, né facile», il dg dice che quello con Sky «è un accordo strutturato, che si compone di un'intesa sui punti fondamentali (''memo deal") e di un ''long form", accordo successivo che definirà i dettagli e che le parti si impegnano a negoziare entro il 30 novembre».
 
Per quanto concerne le nuove nomine, Cappon si è detto scettico sull'eventualità di un suo terzo mandato come dg, mentre assicura che «i nomi in ballo sono di grande qualità». Prendendo spunto dalle dichiarazioni dei giorni scorsi del sottosegretario Paolo Romani, Cappon ha ribadito la necessità di riformare la governance della Rai: «Da tempo sostengo che la 'governance' non è più adatta a sostenere i cambiamenti e mi fa piacere che questi temi inizino a essere ascoltati come dimostrano le recenti dichiarazioni del sottosegretario Romani». Quanto ai tempi della nuova governance, «tutto ciò che si può fare per la Rai - sottolinea Cappon - si deve fare per legge, che ha un iter talvolta complesso. Io ho posto un problema di carattere generale con una maggiore possibilità della gestione dell'azienda. Questo dovrebbe essere accompagnato da un equilibrio di rappresentazione delle parti».
 
Il direttore generale ha inoltre commentato il nuovo piano editoriale dell'azienda che «rimette in discussione molte cose, dopo anni di rendite di posizione del palinsesto». Ecco le principali novità: «abbiamo uno spazio di mezz'ora al mattino sulle Morning news regionali, per cui abbiamo fatto una selezione di giovani giornalisti dai requisiti professionali elevati. Avremo una vera seconda serata su Raitre e al Tg1 abbiamo dato l'obiettivo di portare l'approfondimento sull'informazione in prima serata, a partire da gennaio». Dalla ''testata ammiraglia" il dg si aspetta un mix di rigore e appeal, anche se «lo share rispetto a una media di rete del 21-22% avrà l'uno davanti». E ancora: il digitale che «due anni fa non esisteva mentre oggi, grazie al nostro forte impegno, siamo tra i protagonisti insieme a Sky» Quanto alla programmazione, mentre prima «c'erano solo due canali che non vedeva nessuno, ora ne abbiamo tre (Gulp, Rai Sportpiù, Raiquattro), che hanno già raddoppiato gli ascolti rispetto all'anno scorso con uno share di circa l'1% (non lontano dall'obiettivo del 2% per il 2012), cui si aggiungerà presto Raicinque».
 
In conclusione ha riservato una battuta anche al prossimo Festival di Sanremo, definendo «molto difficile e duro» il negoziato: «Dobbiamo ricondurre gli investimenti a una loro reale possibilità di successo. Abbiamo deciso di investire sull'Amministrazione perché riteniamo Sanremo un marchio di grande importanza. Ma si deve investire sul programma, non su manifestazioni collaterali per noi costose e che nulla aggiungono al Festival. Su questo, abbiamo avuto un incontro nei giorni scorsi, raggiungendo un'intesa di massima su cose sostanziali. Ma, come si dice, il diavolo è nei dettagli e l'accordo si deve ancora scrivere».

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