Continua il botta e risposta tra Striscia e Telefono Antiplagio

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

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Televisione
  giovedì, 25 settembre 2008
 00:00
Botta e risposta a suon di comunicati stampa tra l'associazione Telefono Antiplagio e Striscia la Notizia, la trasmissione di Canale 5, di seguito pubblichiamo i due interventi giunti in redazione.

"E' iniziato ed e' gia' finito il processo per diffamazione promosso da ''Striscia la notizia'' e RTI contro Telefono Antiplagio, associazione cagliaritana che da 15 anni denuncia le truffe degli operatori dell'occulto e gli abusi nei ''media''.

Antonio Ricci e Piersilvio Berlusconi, rappresentati dagli avvocati Salvatore Pino e Stefano Longhini, avevano querelato Giovanni Panunzio ed Alfredo Barrago, difesi dagli avvocati Luigi Concas e Pasquale Dessalvi, per aver: ''Offeso l'onore e la reputazione di RTI spa, asserendo in un comunicato del 22/9/02 che il programma ''Striscia la notizia'' fosse oggetto di numerose segnalazioni da parte di telespettatori, tanto che il Telefono Antiplagio aveva deciso di istituire un Osservatorio-Garante al fine di vigilare, tra le altre, anche su detta trasmissione; ed inoltre che ''Striscia la notizia'' fosse stata condannata dall'Antitrust per pubblicita' ingannevole (in relazione ad una pubblicita' sui fiori di Bach) proprio a seguito di una denuncia di Telefono Antiplagio''.

Il Giudice del Tribunale Penale di Cagliari, d.ssa Maria Gabriella Muscas, ha deciso il non luogo a procedere per inammissibilita' della querela, dando ragione ai legali di Telefono Antiplagio. Giovanni Panunzio ed Alfredo Barrago hanno sempre respinto le accuse: la condanna dell'Antitrust riguardava la telepromozione di un preparato omeopatico prodigioso, con testimonial il Gabibbo e le veline, su cui Striscia non ha mai dato spiegazioni. Mediaset, dal canto suo, ha commesso un errore: la procura speciale conferita all'avvocato Longhini per agire a nome di RTI non era valida in quanto non conteneva l'oggetto ne' il fatto a cui si riferiva. ''Striscia la notizia'' sostiene da sempre di non aver mai querelato nessuno, l'unica eccezione a quanto pare e' Telefono Antiplagio: il tg umoristico di Canale 5 infatti ha denunciato l'associazione sarda in altre quattro circostanze, tre in sede penale, una in sede civile."

Pochi minuti dopo ecco la risposta direttamente dall'ufficio stampa del tg di Antonio Ricci:

"Panunzio e Barrago non hanno vinto il Processo e sono scappati avvalendosi di un cavillo procedurale.  Il Panunzio aveva affermato che “Striscia La Notizia” era stata condannata per aver trasmesso una pubblicità ingannevole, ma la verità, confermata dall'autorità garante che subito aveva smentito il Panunzio, è che Striscia, non solo non è stata mai condannata, ma nemmeno sottoposta ad alcun procedimento per pubblicità ingannevole. Si tratta solo di una delle numeraose diffamazioni perpetrate dal Panunzio nei confronti di Striscia la Notizia e il tribunale civile di Arezzo ha già sequestrato e chiuso un sito di Panunzio imponendo di pagare le spese legali cui è stato condannato."

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