Ilaria D'Amico: ''L'Auditel va' rivisto, conta di pi l'indice di gradimento''

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Fonte: AGI

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Televisione
  lunedì, 29 settembre 2008
 00:00
"L’Auditel, cosi’ come e’ fatto, non va bene, “credo che abbia bisogno di essere rivisto, perche’ se e’ vero che il campione di riferimento non e’ piccolo, e’ anche vero che il target va discusso. E’ mai credibile che ieri, tanto per fare un esempio, una partita di calcio cosi’ importante come il derby di Milano sia stata vista da appena un milione di telespettatori, come i dati oggi ci dicono?”.

 

Lo afferma Ilaria D’Amico, volto noto della televisione satellitare SKY ed anche di La7, rete per la quale si accinge a condurre da mercoledi’, e per nove puntate, la quarta edizione di ‘Exit-uscita di sicurezza’, presentata oggi in conferenza stampa.

Un incontro durante il quale e’ stato toccato anche il tema degli ascolti tv: La7 raccoglie, stando all’Auditel, il 3 per cento di share, e sinora ‘Exit’ ha avuto un consenso di pubblico in linea con l’andamento generale della rete, il che suona positivo per i vertici de La7. Ma cio’ non toglie che all’Auditel si guardi storto e si chiedano correzioni di rotta negli indici.

E infatti sia il direttore di rete, Lillo Tombolini, che l’amministratore delegato di Telecom Italia Media (editore della rete), Giovanni Stella, hanno aggiunto che “il tema del futuro della televisione, ma anche di altri media, sara’ la misurazione corretta negli ascolti”. La svolta sarebbe rappresentata dall’indice di gradimento, hanno sottolineato la D’Amico, Tombolini e Stella. Un indice importante - ha poi sottolineato l’ad - per il meccanismo industriale e commerciale che porta gli investitori pubblicitari a scegliere in un modo o nell’altro”.

"E - ha aggiunto Tombolini - considerare anche l’ascolto dei break pubblicitari, perche’ non cambiare canale al momento dell’interruzione significa che il programma piace e si preferisce restare sulla rete anche durante quei minuti."

 E tornando al tema delle implicazioni industriali e commerciali, Stella ha sottolineato che “l’Auditel non e’ una scienza che ha lo scopo di rappresentare in forma neutra certe cose, perche’ in realta’ muove un business notevole”. L’ad di Telecom Italia Media ha quindi chiuso l’argomento con una battuta: “Io faccio parte anche del Consiglio di amministrazione dell’Auditel e non sanno quello che li aspetta…”

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