''Le ali'': la storia del sottotenente Gianfranco Paglia su Rai Uno

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

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Televisione
  domenica, 09 novembre 2008
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AliIl sottotenente Gianfranco Paglia scampa miracolosamente ad un attentato, ma nel tentativo di mettere in salvo i compagni, viene colpito da tre proiettili. Da quel giorno inizia la sua battaglia per riconquistarsi una vita felice e dignitosa. In onda questa sera alle 21.30 su Rai Uno.

LA STORIA:

Il 2 luglio 1993 a Mogadiscio il sottotenente Gianfranco Paglia scampa miracolosamente ad un attentato in cui perdono la vita tre soldati dell'esercito italiano in missione di pace. Ventitrè sono i feriti. Nel tentativo di mettere in salvo i compagni, Paglia viene colpito da tre proiettili, uno al braccio, il secondo ai polmoni, il terzo alla schiena che gli trancia di netto due vertebre. La diagnosi immediata, e la più ottimistica in quel momento, è: tetraplegia. Gianfranco, che è un ragazzo di poco più che vent'anni, resterà paralizzato alle gambe e non potrà più usare le mani, nemmeno per il lavoro più semplice, nemmeno per mangiare, se non con l'ausilio di protesi.

Ma Gianfranco non è solo. La sua vita è una lunga, felice storia d'amore, con Giovanna, la sua ragazza di sempre, che non lo abbandona mai, lo sostiene lungo tutta la durissima riabilitazione. "Le ali" è anche e soprattutto il racconto di questo amore.

Ma anche quello dell'amicizia tra Gianfranco e Antonio (personaggio modellato su quello reale di Francesco Liccardo) che amico d'infanzia, quando sa dell'incidente capitato a Gianfranco, abbandona il proprio lavoro, studia fisioterapia, si diploma e diventa il suo fisioterapista, lavorando ancora oggi ogni giorno con lui, le molte ore al giorno necessarie alla sua salute. 

Dopo la disperazione dei primi mesi, Gianfranco scopre una cura poco ortodossa a Mosca, presso un ex acrobata, che è rimasto paralizzato a sua volta dopo una caduta dal trapezio e si è ripreso grazie alla speciale fisioterapia che ha ideato. In Russia, dopo una durissima riabilitazione, Gianfranco recupera l'uso delle mani e la piena funzionalità degli arti superiori. Grazie a ciò, torna alla vita e a lavorare. Partecipa a nuove missioni all'estero, anche se sulla sedia a rotelle. Si sposa con Giovanna e ha due figli.

Nel film sono le parole del fisioterapista russo che gli danno la chiave per trovare la volontà e la forza di guarire: "Per volare non servono gambe, servono le ali" - da cui il titolo del film. È quello che Gianfranco farà, tornando a lanciarsi con il paracadute, da paraplegico, nell'anniversario del suo ferimento a Mogadiscio. Tornerà a volare, grazie all'imbracatura speciale creata per lui da una campionessa di paracadutismo sportivo. Esperienza provata oggi da altri disabili.

Anche se ha a che fare con l'eroismo il film non è la storia di un eroe. La più grande battaglia combattuta da Gianfranco non è quella di Mogadiscio, ma quella che ha combattuto ogni giorno per riconquistarsi una vita felice e dignitosa. Battaglia vinta, fortunatamente.

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