Franco Ligas: ''Il tifoso oggi vuole solo il commento fazioso della partita''

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Fonte: Digital-Sat (original)

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Televisione
  martedì, 30 dicembre 2008
 00:00
In attesa che il grande sport torni ad essere protagonista in tv, vi proponiamo alcune domande che abbiamo posto qualche settimana fa a Franco Ligas (nella foto), noto volto della redazione Sport Mediaset, intervenuto a Siena nei festeggiamenti del quarantesimo del gruppo stampa locale.
 
Quarant’anni di sport ad alto livello raccontato in televisione, quali i suoi inizi?
“La mia carriera parte nel 1976 a Firenze con una  intervista per la locale TeleLiberaFirenze a Panatta e Pierangeli durante Italia-Polonia valida per i quarti di finale di Coppa Davis e ammetto che lavorare in quegli anni non era affatto facile, non c’era la sicurezza che in effetti quello che raccontavi sarebbe poi andato in onda potevano esserci problemi di trasmissione, di ripetitori, addirittura era a volte lo stesso telecronista che doveva andare a vendere i prodotti alle emittenti”
 
Poi nell’ 1984 il suo passaggio alla Fininvest, quella che oggi è conosciuta come Mediaset
“La mia prima esperienza milanese in Fininvest è del 1984 per commentare il pugilato, il  match era valido per il campionato italiano fra Scarpecchi e Jimenez. Mi ricordo che comunque a quei tempi non potevamo trasmettere in diretta, ma la trasmissione venne montata  nella notte e spedita ai vari centri in tutta Italia per essere trasmessa il giorno dopo.  Successivamente negli anni ho avuto la fortuna di girare il mondo e raccontare altri grandissimi eventi anche di ippica,  sempre tennis, boxe, e tanti altri sport tra cui il calcio.....”

Veniamo ad oggi, parlando dello sport più seguito dagli italiani: l’anno scorso Mediaset ha introdotto la novità del “telecronista schierato” durante le partite, cosa ne pensa?
"Dai dati delle schede del digitale terrestre Premium che Mediaset ha venduto, mi dicono che ci sono più persone che si abbonano per ascoltarsi le dirette con il telecronista “fazioso” rispetto a quelle che scelgono l’istituzionale. Il tifoso oggi vuole sentire un telecronista che sia incondizionatamente a favore della propria squadra, che sia sempre schierato, che veda sempre l’errore dell’arbitro contro la propria squadra, e dunque paradossalmente sono riconosciuti come più popolari i pur bravi Pellegatti, Recalcati, Auriemma, Zampa, Bonino rispetto alle altre nostre voci superpartes."

Alcuni si lamentano del poco spazio che viene riservato dalle trasmissioni sportive sul campionato come Controcampo o Domenica Sportiva alle squadre cosiddette minori….
“E' una legge di mercato, bisogna fare delle scelte in base agli ascolti, ci sono dei periodi di garanzia in cui Rai e Mediaset devono sempre garantire un ascolto minimo dei loro programmi e lo sport non può esimersi da questa regola della ricerca dei  maggiori introiti pubblicitari."
 
Un ruolo importante ce l’hanno anche le tv locali che già alle 20.30 propongono servizi e interviste tanto da informare già in maniera completa il tifoso.
“Non c’è  solo quel fattore, con la moltiplicazione dell’offerta tv, il tifoso di qualsiasi squadra grande o piccola che sia segue comunque già la partita in diretta attraverso il satellite (Sky) o il digitale terrestre (Mediaset o La7). In seconda serata solo parlando di Inter, Milan, Juventus, Roma e Napoli riusciamo a mantenere certi standard."

Spesso tra DS e Controcampo usando un termine calcistico sembra che ci sia una “marcatura a uomo”
“Siamo costretti a farlo, analizzando i dati che l’Auditel rileva domenicalmente minuto per minuto abbiamo notato che, non appena vengono trasmessi  i servizi sulle altre partite, l’ascolto cala decisamente e se De Luca sta continuando a trattare delle big, il nostro share scende a livelli da non poter più garantire quanto promesso agli inserzionisti ed allora è fondamentale capire cosa sta facendo il tuo avversario nello stesso momento in onda”

Intervista realizzata da
Simone Rossi
per “Digital-Sat.it”

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