Mtv Italia, due speciali di True Life su Afghanistan e immigrazione clandestina

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

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Televisione
  venerdì, 09 gennaio 2009
 00:00
Mtv Italia, per la prima volta nella sua storia, decide di raccontare una realtà importante del nostro tempo come la guerra in Afghanistan.

Lo fa, come sempre, dando voce direttamente ai ragazzi, ed entrando in luoghi e contesti che difficilmente si sono visti in altri programmi televisivi.

“True Life: Afghanistan in prima linea” è uno speciale in onda su Mtv Italia venerdì 9 gennaio alle ore 22.30 che racconta la guerra in Afghanistan attraverso gli occhi di un militare italiano e di un marine. Gian Micalessin, giornalista e reporter di guerra da oltre 20 anni, ha realizzato questo particolare ed esclusivo documentario vivendo “embedded” per Mtv fianco a fianco con i militari per alcune settimane.

Lo speciale descrive la missione di pace ISAF come non la vediamo nei telegiornali: come vivono i nostri soldati, cosa mangiano, cosa pensano del loro lavoro, quanto gli costa stare lontano da casa e dagli amici, cosa faranno con i soldi guadagnati in missione? Cosa è per loro la guerra? La vita nei campi avanzati della missione ISAF in Afghanistan viene spiegata grazie all’esperienza di Luca e Josh, due giovani soldati, italiano il primo, americano il secondo.

Luca Cacciapuoti di Napoli è un Caporale della Compagnia Aquile 66° Reggimento Fanteria Aeromobile Trieste Brigata Aeromobile “Friuli”, ha 22 anni e nella vita dice che vuole continuare a fare il soldato, andare in missione e aiutare la gente. Spiega Luca: “Noi facciamo cose diverse dagli altri, io mi sento migliore a molti ragazzi perché posso dire che quando sono stato in Afghanistan ho fatto questo, quando sono stato in Iraq ho fatto quest’altro. Cose che molti ragazzi dell’età mia non fanno. Sono più comodi buttati a casa, o al bar, o a giocare alla playstation. Questa vita è basata molto anche sui sacrifici che fai. Però quando lo fai e ti giri e vedi quello che hai fatto ti senti molto fiero di averlo fatto”.

Josh Wicka è un soldato dell’Alpha Company 1st Battalion, 6th Marine Regiment, 24th Marine Expeditionary Unit, ha 23 anni e dopo 4 anni di servizio militare volontario sta per iscriversi all’università per studiare biologia marina. “Quando ti arruoli nei marines abbiamo una sorta di accordo. Ti pagano i 4 anni di college, ti pagano i libri e ti mantengono per tutto quello che riguarda la tua vita come studente”, dice Josh. “Quindi il mio college sarà già pagato quando finirò. Tutto il denaro che guadagno qui posso utilizzarlo per fare quello che voglio”.

“True Life: Afghanistan in prima linea” è un’occasione unica per intrufolarsi in due campi militari nel cuore dell’Afghanistan, senza discussioni politiche o commenti. Solo storie reali, vissute in prima persona, da cui esce una visione molto diversa e forse più vera di un tema affrontato sempre con gli stessi canoni.

Lo speciale è stato realizzato grazie alla collaborazione dell’Esercito Italiano, del  colonnello Carmelo Abisso e dell’ufficio pubblica informazione di Herat.

A seguire alle 23 sempre su MTV Italia, “True Life: Lampedusa porta d'Europa” è uno speciale che racconta l'immigrazione clandestina vista dagli occhi dei ragazzi di Lampedusa, dei volontari che lavorano sull’isola e dei migranti, persone che da prospettive diverse vivono ogni giorno questo fenomeno. Una descrizione corale realizzata in occasione dell’inaugurazione a Lampedusa del monumento Porta di Lampedusa – Porta D’Europa di Mimmo Paladino.

Ad esplorare uno dei temi più discussi della realtà italiana è la voce di Marco, un ragazzo milanese che a Lampedusa ci arriva per condividere lo spirito del monumento di Mimmo Paladino: non dimenticare le migliaia di persone che attraversando il mare in cerca di un lavoro hanno perso la vita, ma anche per incontrare personalmente dei ragazzi che sono arrivati a Lampedusa via mare e che si trovano al Centro di Accoglienza Temporanea di Lampedusa.

Con Marco anche la voce di Herbert, un ragazzo di Nairobi che parla degli africani che decidono di restare nel proprio paese e quella di ragazzi che a Lampedusa ci vivono o ci lavorano. Un mediatore culturale, un operatore socio-assistenziale, un sottotenente di vascello che per la Guardia Costiera pattuglia il mare e soccorre i migranti in arrivo dalle coste africane, una dottoressa di Medici Senza Frontiere.

E infine Filippo, un ragazzo che a Lampedusa ci è cresciuto, dell’immigrazione clandestina vive da vicino tutta la complessità e ha delle speranze ben precise: “Spero che quando ci sarà un prossimo G8, G7, G9 o checchessia o comunque quando si riuniranno i nostri capi di governo, i nostri capi di stato metteranno un po’ da parte gli investimenti per quanto riguarda le armi e tutto il resto e magari investiranno ma in maniera forte per lo sviluppo di queste popolazione perché poi alla fine parte tutto da lì. Per cui credo, cioè spero che loro vadano a risolvere il problema aiutando queste persone direttamente sulle loro terre perché hanno il diritto di crescere lì, hanno il diritto di sviluppare le loro terre e la loro dignità nel restare sulla propria terra al fine di poterla salvare. Io penso che sia la cosa principale. Per cui, mentre in qualche modo si cerca di risolvere il problema, penso sia un nostro dovere accogliere. Accogliere e dare un minimo di sicurezza a queste persone che comunque bussano a chi ha molto di più rispetto a loro. E nel contempo agire più a lungo termine per poter dare benessere nella loro terra”. 

Lo speciale è stato realizzato grazie alla collaborazione di Amani Onlus, Arnoldo Mosca Mondadori, Alternativa Giovani Onlus, Koinonia Community, Medici Senza Frontiere, Corpo delle capitanerie di porto Guardia Costiera e del Centro di primo soccorso e accoglienza di Lampedusa.

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