È morto Gian Luigi Marianini, star di ''Lascia o Raddoppia''

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Fonte: corriere.it

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Televisione
  lunedì, 26 gennaio 2009
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È morto Gian Luigi Marianini, popolare concorrente del quiz televisivo di Mike Bongiorno «Lascia o Raddoppia», a cui partecipò in qualità di esperto della storia della moda e del costume.

COLTO E STRAVAGANTE - Nato a Lanzo Torinese il 17 gennaio del 1918, Marianini nel 1956 è stato uno dei concorrenti più famosi della trasmissione, di cui vinse la finalissima. Professore, laureato in filosofia, giurisprudenza e diritto canonico, Marianini è diventato subito popolare tra il pubblico del piccolo schermo non solo per la sua cultura ma anche perchè stravagante, anticonformista e sempre con la battuta pronta. Dopo la parentesi televisiva, Marianini è divenuto direttore di diversi centri culturali e, forte della sua fama, ha partecipato a molti convegni e manifestazioni.

IL RITORNO IN TV - Alla fine degli anni '70 il ritorno sul piccolo schermo, in un nuovo quiz di Mike Bongiorno. Nel 1989 è approdato di nuovo in Rai, al fianco di Piero Chiambretti che lo ha scelto come figura storica della tv per il suo programma «Prove tecniche di trasmissione». Negli anni '90 il professore torinese è comparso di nuovo in un programma di Chiambretti, «Il laureato». I funerali di celebreranno martedì alle 15 nella chiesa parrocchiale S. Donato, a Vicoforte.

IL RICORDO DI CHIAMBRETTI - Gian Luigi Marianini «era davvero un personaggio unico, l'ultimo dandy vero, capace di rappresentare l'unione tra la tv della prima era, quella in bianco e nero, e il colore». Lo ricorda così Piero Chiambretti, artefice, come detto, del suo ritorno televisivo. «Lo volli accanto a me con Helenio Herrera e Sandro Paternostro, purtroppo scomparsi anche loro - dice il presentatore - perchè erano i modelli televisivi che più avevo amato da ragazzo e che mi avevano formato. Marianini era un uomo di grande intelligenza e di ottima cultura. Consacrato dalla tv unica, che andava in onda per poche ore al giorno e nella quale era forse più facile diventare una star, con grande dignità non scese mai sotto la linea che nessuno dovrebbe oltrepassare quando la notorietà cala. E poi accettò con entusiasmo di rimettersi in gioco nella Raitre di fine anni '80 e di partecipare a programmi in qualche modo rivoluzionari». «Era un principe dell'eloquio, un gran cerimoniere, dotato di notevole sense of humour - dice ancora Chiambretti -. E anche in età matura sembrava giovane, perchè aveva il cervello che andava a mille all'ora».

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