Il Moige a Gennaio premia Italia 1 e boccia Raiuno per ''Tutti pazzi per amore''

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Fonte: Digital-Sat (com. stampa)

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Televisione
  lunedì, 09 febbraio 2009
 00:00
Piovono critiche per Rai Uno a causa di ‘Tutti pazzi per amore’ e ‘Il bene e il male’ mentre arrivano i complimenti a Italia Uno grazie a film e telefilm molto graditi a bambini e genitori.
Grande Fratello: arrivano le prime contestazioni per il reality che giunge ogni anno come una perturbazione atmosferica fastidiosa nella programmazione di Canale 5. 
 
Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio Tv del MOIGE - Movimento Italiano Genitori in base alle 2.645 segnalazioni giunte, nel mese di Gennaio 2009, attraverso il numero verde 800.93.70.70 e il sito www.genitori.it, è Rai Uno la rete ‘out’ del mese, cioè quella meno gradita dai genitori per i propri figli minori.
 
Contestata sin dal mese di dicembre, la fiction ‘Tutti pazzi per amore’ ha continuato anche nel mese di gennaio a suscitare numerose proteste dai genitori. Pur essendo partita molto bene, infatti, raccontando una storia d’amore un po’ bizzarra ma credibile tra due vicini di casa - lui vedovo con una figlia e lei separata da cinque anni e con due figli - con il brio di una situation comedy e, a tratti, con la leggerezza di un musical, la serie ha tradito le aspettative di molti già dalla seconda puntata. «Oltre al sesso che diventa tema dominante della serie - spiega Elisabetta Scala, responsabile Osservatorio Media del Moige -, anche alcuni dei personaggi hanno suscitato perplessità, come le figure femminili che variano dall’amica che finge un rapporto sereno con un uomo che l’ha lasciata da tempo per non perdere l’immagine di donna che sa come “gestire un rapporto” amoroso, alla sorella di lei, viziata e capricciosa, che tratta il suo compagno come un burattino e che quando è da lui lasciata si dispera come una bimba che ha perso il giocattolo preferito. Chiudono il cerchio le colleghe di lavoro che solidarizzano nel dare consigli di seduzione e che vantano comportamenti emancipati senza che nessuna di loro possa essere modello di stabilità affettiva».
 
Male anche le figure degli uomini che o sono degli stupidi, utili solo a soddisfare i desideri sessuali femminili, o sono degli ingenui, insicuri e incapaci di conquistare una donna, oppure sono dei maschi tutta fisicità e vanità che vedono la donna solo come una preda. Anche questa volta, i figli appaiono come le vittime dei fallimenti, delle insicurezze, della noia e dell’insoddisfazione dei genitori e come succede sempre più spesso nelle fiction e nei telefilm, sono gli adolescenti a risultare ben presto più maturi dei genitori. Tutto il contesto, insomma, falsa la realtà, così come è già successo con ‘I Cesaroni’, creando non poca confusione tra i giovani, ancora non sono dotati di un maturo criterio di valutazione.
 
Peggiora la situazione di Rai Uno anche ‘Il bene e il male’: nonostante le poche puntate trasmesse sino ad ora, infatti, da subito si è evidenziata come protagonista principale della serie, l’ambiguità. Questa attraversa ogni personaggio e ogni storia. L’intreccio di vicende giudiziarie e investigative che i protagonisti (magistrati e poliziotti) cercano di portare a termine, inoltre, sono al limite della legalità e si crea così un’aurea negativa che avvolge le istituzioni dello Stato. Questa fiction sembra gettare ombre e dubbi su ogni cosa, compresa la ricerca della verità, spesso inseguita utilizzando mezzi scorretti. Non mancano, ovviamente, scene di violenza e immagini forti non adatte alla prima serata.
 
Proteste anche per ‘Mr. & Mrs. Smith’, con Brad Pitt e Angelina Jolie che tra inganni reciproci e colpi bassi si riscoprono innamorati anche se rivali nel loro lavoro di killer professionisti:  tutto il film è un’unica sparatoria intervallata da esplosioni, devastazioni ,distruzioni e morti, un frastuono di immagini e di rumori condito da un numero infinito di armi di ogni tipo imbracciate con disinvoltura. La sottile vena ironica non è stata sufficiente ad alleggerire le immagini, anzi ha reso tutto come un gioco quasi divertente e per ciò pericolosissimo per i minori che prediligono il genere d’azione. Non adatto alla prima serata.
 
Da segnalare, come unica nota piacevole di Rai Uno, ‘Ballando con le Stelle’: anche dopo tre edizioni, Milly Carlucci è ancora la stessa elegante e amabile padrona di casa che sa essere amica dei concorrenti e del pubblico nello stesso tempo. I vip che si mettono in gioco e in competizione tra di loro offrendo ciascuno le proprie caratteristiche di personaggi dello spettacolo per rendere più personali le proprie performance, piacciono molto al pubblico a casa e in particolare alle famiglie.
 
Positivo, invece, per il mese di gennaio il giudizio dato a Italia Uno, la rete Mediaset dedicata prevalentemente al pubblico dei più giovani. Particolarmente apprezzati sono stati ‘Twin Princess’, ‘La vita secondo Jim’, ‘Smallville’ e ‘Peter Pan’.
 
‘Twin Princess’ è stata gradita soprattutto per i suoi messaggi positivi, in particolare, quelli ecologico-ambientalisti attraverso i quali, per una volta, si è utilizzato il mezzo televisivo per educare i più piccoli a un bene comune che, in questo caso, è anche un bene dell’umanità intera.
 
‘La vita secondo Jim’ è invece una simpatica sitcom i cui episodi spesso raccontano storie spassose e mai volgari, che si concludono con un bel manifesto sulla reale vita matrimoniale che, nonostante le difficoltà e diversità tra i coniugi, vale sempre la pena di essere vissuta e in cui l’amore e l’unione tra i due prevale su tutto ciò che in fondo appare come “qualcosa di poco importante su cui farsi una risata”.
 
Ha riscosso successo, nonostante le repliche, anche ‘Smallville’, il telefilm molto amato sia da ragazzi che da ragazze che, attraverso avventure fantastiche e irreali, riesce a mettere in evidenza le doti umane e i valori del protagonista e dei suoi amici e il loro sforzo costante di difendere i propri ideali. Insomma senz’altro un messaggio positivo per i ragazzi ma la visione ai più piccoli è sconsigliata a causa della presenza di immagini e situazioni che possono spaventare.
 
Ultimo fiore all’occhiello per Italia Uno è ‘Peter Pan’, film dedicato ai più giovani ma ugualmente piacevole per tutta la famiglia in cui la famosa sindrome di Peter Pan, cioè dell’eterno bambino che è in noi, non è letta in chiave negativa ma sembra un invito a restare semplici e diretti anche nelle situazioni più difficili e a coltivare sempre sogni e ideali per i quali combattere a qualsiasi età.
 
Un capitolo a parte lo merita il ‘Grande Fratello’: le segnalazioni arrivate, sin dalle prime puntate, sono state tantissime e il programma, puntata dopo puntata, non smette mai di riservare sorprese negative dal punto di vista della volgarità, del turpiloquio e del trash, somigliando sempre più a un grande laboratorio mediatico creato per assoggettare le menti degli spettatori al consumo televisivo (e non solo), attraverso l’esaltazione dei loro piaceri materiali, delle loro debolezze e volgarità.
 
Il GF è ormai un vero e proprio sfruttamento di persone paradossalmente consenzienti per cercare di creare audience a buon mercato e, di conseguenza, introiti pubblicitari e facile guadagno.
 
Per tutti questi motivi l’Osservatorio Media del Moige ha pensato di dedicare a questa trasmissione uno speciale, riservandosi più tempo per analizzare le contestazioni degli utenti e lo stile dell’edizione 2009.
 

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