Caso Mentana, Tg5 e Videonews scioperano il prossimo 17 Febbraio

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Fonte: unita.it / ANSA

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Televisione
  martedì, 10 febbraio 2009
 00:00
Non vedevano l'ora. Fuori dallo Studio 2 del Centro Palatino, dove tra poche ore sarebbe dovuta andare in onda la puntata di Matrix, c'è rabbia, c'è sconforto. E una sola convinzione. Mentana? Non vedevano l'ora di farlo fuori. I redattori sono tutti qui, convocati alle 16 dal comitato di redazione, sdegnato per la sospensione del programma condotto da Enrico Mentana. Lunedì sera, quando uno di loro ha incontrato Mentana in ascensore con il contratto in mano pronto a rassegnare le sue dimissioni da direttore editoriale, è partito il totoscommesse. «Domani non andiamo in onda», diceva qualcuno. Una previsione per nulla scontata visto che la scelta di Mentana riguardava esclusivamente la direzione editoriale, non la conduzione del programma che aveva ideato nel 2005.

Invece, è andata come sappiamo. Una lettera a firma di Claudio Brachino comunica alla redazione che Matrix è sospeso, fino a data da destinarsi, per le dimissioni del «conduttore». All'assemblea sono arrivati in tanti, non solo quelli di Matrix, ma anche quelli del Tg5 e in collegamento da Milano anche quelli di Studio Aperto e Tg4. Risultato: stato di agitazione immediato e sciopero il 17 febbraio per la  i giornalisti del Tg5 e di Videonews, la testata a cui fa capo il programma.
 
Nel documento approvato dall’assemblea, i giornalisti del Tg5 e di Videonews «respingono con forza la decisione dell’azienda di sospendere il programma Matrix, realizzata in modi e tempi inaccettabili» e si impegnano «a non occupare gli spazi di Matrix finché il programma resterà sospeso».
 
Dicono che le urla di Mentana dal suo ufficio al terzo piano, ieri sera, la guardia giurata le abbia sentite fin giù all'ingresso. Guardava il Grande Fratello scorrere sul teleschermo, e non poteva accettare che il suo nome stesse là, tra quelli che dovrebbero decidere e che non contano nulla di fronte alla dittatura dello share.

Poi ci sono i maligni, quelli che sostengono la tesi del piano B: Mentana avrebbe già in tasca un contratto con Sky, per questo si è potuto permettere questo colpo di testa. Ma chi in questi anni ci ha lavorato fianco a fianco, non ci crede. Pensano piuttosto che la sua sia stata una scelta dettata dall'indignazione, che si aspettasse il rifiuto delle dimissioni da parte dell'azienda. Invece no, a Mediaset non vedevano l'ora.

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