Tra poco a Chiambretti Night le opinioni di Fede e Costanzo sul caso Mentana

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Fonte: Apcom

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Televisione
  martedì, 10 febbraio 2009
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Le dimissioni di Enrico Mentana dalla carica di direttore editoriale di Mediaset per la mancata messa in onda, ieri sera, di uno speciale sulla morte di Eluana Englaro su Canale 5 in prima serata, non convincono due pesi massimi delle reti del Biscione come Maurizio Costanzo e Emilio Fede. Ospiti di Chiambretti Night che per una notte ha rinunciato a "nani e ballerine" per parlare delle ripercussioni televisive del caso Englaro,i due giornalisti si sono trovati d'accordo su un punto: dietro all'abbandono dell'ex direttore del Tg5 c'è altro, altrimenti un addio così improvviso non è giustificato.

Entrambi hanno citato i precedenti, primo fra tutti quello della morte della morte di Alfredino Rampi, il bambino caduto in un pozzo a Vermicino e seguito nella sua agonia da una lunga "e irripetibile" diretta televisiva a reti unificate che non aveva precedenti. "Certamente anche io avrei avuto voglia di chiedere la prima serata se fossi stato nei panni di Mentana, ed è probabile che mi avrebbero detto no", ha detto Costanzo durante la registrazione in onda stanotte su Italia 1. certo è ha continuato il giornalista che gli ascolti record di ieri del grande fratello, 22 per cento di share, forse meritano "un ulteriore riflessioni e le stesse dimissioni di Mentana fanno venire il dubbio che ci sia altro dietro". "Nessuno vuole fare il lavoro dell'altro ha continuato- ma si dovrà sapere cosa è successo".

Sulla stessa linea il direttore del Tg 4 al quale Mediaset ha affidato ieri sera il compito di gestire la diretta in prima serata mentre su Canale 5 andava in onda regolarmente il reality show. "Mentana - ha detto Fede - l'ho messo in video io per la prima volta quando ero direttore del Tg 1, è bravissimo, l'ho sentito ieri sera, mi ha detto che non aveva nulla contro di me". Quanto alle dimissioni il giornalista ha detto che non le capisce: "Si chiarirà cosa c'è prima, cosa c'è dopo e soprattutto cosa ci sarà domani". In ogni caso se fosse al posto di Mentana, Fede ci ripenserebbe e comunque la sua linea è che "se ci sono problemi in famiglia si risolvono in famiglia".

A favore del conduttore di Matrix si è schiarito invece Pietro Sansonetti, ex direttore di Liberazione, secondo il quale "Mentana ne esce bene". "Io - ha ricordato - quando ho avuto problemi con il mio editore mi sono attaccato alla poltrona e mi hanno dovuto cacciare. In Italia chi si dimette è da benedire". Anche il cardinale Ersilio Tonini, si è schierato dalla parte di Mentana. "Io sono con lui. Non è un servo, secondo me ha fatto bene". In ogni caso, ha osservato lo stesso Chiambretti, alle 22 di ieri "Ha deciso di dimettersi soltanto, pare, dalla carica di direttore editoriale". Più che un moderatore, ha infine osservato il critico televisivo Gianluca Nicoletti, Chiambretti è sembrato un notaio intento ad aprire il testamento di Mentana di fronte a due potenziali eredi come Costanzo e Fede.

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