Caso Mentana, lo sfogo del conduttore: ''Mai chiesta la prima serata''

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Fonte: corriere.it

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Televisione
  mercoledì, 11 febbraio 2009
 00:00
Enrico Mentana rompe il silenzio. A 48 ore dall'annuncio delle dimissioni (fatto la sera della morte di Eluana Englaro) immediatamente accettate da Mediaset, che ha anche sospeso Matrix, il giornalista conduttore si sfoga e in una lettera inviata al direttore di Libero Vittorio Feltri dà la sua versione dei fatti. «Se Mediaset vuol cacciarmi comunque, che lo faccia: basta che non si nasconda dietro i cavilli»: è uno dei passaggi della lettera. Nella missiva, che sarà pubblicata giovedì su Libero, Mentana spiega «come sono andate davvero le cose» e come le ha vissute «in prima persona».
 
Il giornalista racconta che la sera della morte di Eluana non chiese lo spostamento in prime time di Matrix al posto del Grande Fratello ma che fece tre proposte: «Aprire nel programma (il Grande Fratello, ndr) una o due finestre del Tg5; oppure inserire attorno alle 22 dieci minuti di Matrix; o infine chiudere il Grande Fratello non alle 24, com'era previsto, ma un'ora prima, così da trasmettere una puntata di Matrix in grado di essere seguita da un pubblico meno sparuto». Tutte e tre furono bocciate, spiega Mentana. Seguì l'annuncio delle dimissioni.

«DISSENTIRE VA BENE SCONFESSARE NO» -  «Quella di Enrico - è la replica del direttore generale Informazione Mediaset Mauro Crippa - è una ricostruzione sostanzialmente vera ma certamente parziale. D'altronde, mentre lui si occupava solo di Canale 5, quella sera io ho tenuto conto dell'insieme delle tre reti. Resta il fatto - sottolinea Crippa - che si può dissentire da una scelta editoriale che, peraltro, si è dimostrata lungimirante ma questo non ha nulla a che vedere con una sconfessione pubblica e radicale, accompagnata da una dissociazione a mezzo stampa e culminata con le dimissioni».

«I SOLDI NON SONO UN PROBLEMA» - «Non sono inquadrabile tra gli adepti della tv del dolore, né mi sono accanito con trasmissioni su trasmissioni intorno al caso di Eluana: anzi - ci tiene a sottolineare Mentana nella lettera a Feltri -, negli oltre tre anni di vita di Matrix me ne sono occupato una sola volta, venerdì scorso, quando la vicenda era diventata un affare di Stato per lo scontro tra governo e Quirinale». Quanto all'affaire dimissioni Mentanaa sottolinea anche di non aver «mai sentito, né quella sera né dopo Confalonieri o Pier Silvio Berlusconi. Mi ha chiamato, invece, il direttore del personale, per preannunciarmi che l'azienda riteneva concluso il rapporto di lavoro con me, a causa delle mie dimissioni da direttore editoriale. Per la verità - chiarisce il giornalista - la mia qualifica contrattuale è di direttore ad personam, quindi è evidente che la qualifica editoriale non ha alcun contatto con il mio ruolo operativo di responsabile e conduttore di Matrix. Ma se Mediaset vuol cacciarmi comunque, che lo faccia: basta che non si nasconda dietro i cavilli. I soldi non sono un problema - scrive Mentana - la forma sì. E anche la sorte di chi sta lavorando con me al programma, e ha appreso della sua sospensione da una lettera di due righe».

«SKY? UNA BALLA» - Nella lettera a Feltri, Mentana spiega di aver deciso di dire la sua dopo aver visto che «il racconto dell'accaduto, passaggio dopo passaggio, si allontana sempre più dalla realtà, quasi sempre in buona fede; anche se c'è pure qualche mestatore all'opera per mettere in giro balle e veleni assortiti (come la voce su un mio contatto o addirittura contratto con Sky)». «Non so se ho sbagliato - scrive ancora Mentana -, in tutta onestà non lo credo».

Nel chiudere la lettera a Feltri, il giornalista si augura «di aver dato qualche elemento in più a tutti per giudicare, con l'inevitabile senno di poi, se ho fatto bene o male, se ho fatto fallo o no, se merito il cartellino rosso o no. Senza vittimismi, senza avvolgermi nel tricolore, e spero senza fare troppo la primadonna» (chiaro in ques'ultimo passaggio il riferimento alle parole che a Mentana avrebbe riservato il premier Berlusconi nella tradizionale cena con gli alleati ad Arcore).

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