Lucilla Agosti: ''I miei prof di Academy? Piu' tosti di Mara Maionchi''

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Fonte: La Stampa

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Televisione
  giovedì, 16 aprile 2009
 00:00
Lucilla AgostiLa «bionda anomala» arriva abbracciata al fidanzato, un paio di shorts sulle gambe lunghissime e un cagnino al guinzaglio.

Lucilla Agosti ha grandi occhi azzurro cupo e portamento fiero da ballerina, come si conviene alla neo-conduttrice di Academy [leggi il commento di Kaos], talent show tutto dedicato alla danza che parte su Raidue sabato 25 (ma la striscia quotidiana con i provini è in onda già da lunedì).

Milanese, trent’anni compiuti da poco, conduttrice radiofonica e televisiva soprattutto di programmi musicali (come quel Dopofestival 2008 che l’ha fatta conoscere al grande pubblico) e attrice di teatro, ora pure ballerina?
«Quando il direttore di Raidue Marano mi ha proposto Academy mi è venuto da ridere, perché io la danza l’adoro, l’ho sempre praticata fin da quand’ero una bambina iperattiva e i miei mi tenevano buona solo facendomi muovere tutto il giorno».

È la primavera della danza, questa. In contemporanea ad Academy parte su Sky Vuoi ballare con me con Lorella Cuccarini. Sente l’ansia del confronto?
«No, assolutamente. Sono programmi molto diversi: il suo è un gioco tra genitori e figli, un vero reality dove a vincere sarà il personaggio più televisivo. Il nostro, fin dal titolo, vuole essere un confronto di talenti. Non a caso in palio c’è una borsa di studio per una vera accademia».

Insomma vi siete scambiati i ruoli, Sky fa il programma nazionalpopolare e Raidue quello di nicchia?
«In un certo senso... Anche se spero che non sia di nicchia ma che si appassionino in tanti».

Puntate a ripetere l’effetto X Factor?
«Magari! Certo per me la danza è ancora meglio del canto: mettendo in gioco tutto il corpo spiccano di più le personalità».

I professori sono severi come la mitica Alessandra Celentano di Amici?
«Eh, mi sa di sì, d’altronde non a caso la danza è simbolo di disciplina, anzi forse è l’unica isola di disciplina rimasta... All’inizio i professori sembravano un po’ intimoriti, ma già si stanno scaldando. Luciana Savignano è la più zen, Raffaele Paganini invece è durissimo e anche Little Phil dà delle bastonate mica male... L’altra sera ero ospite a X Factor e dietro le quinte scommettevamo: “Vedrai che diventeranno peggio del trio Maionchi-Morgan-Ventura”».

A proposito di Morgan, s’era tanto parlato di un vostro amore...
«Tutto inventato! Siamo amici, amicissimi da quando eravamo ragazzi e niente più. D’altra parte mi avevano anche appioppato Eros Ramazzotti e invece...»

Invece?
«Invece, come ha visto, è capitato uno che con il mondo dello spettacolo proprio non c’entra».

Com’è la «bionda anomala» in amore?
«Io mi dò al cento per cento e pretendo altrettanto. Non mi piace l’ambiguità, l’elasticità porta solo guai. Credo nella chiarezza a ogni costo».

Un tipo esigente, par di capire.
«Con me stessa e con gli altri. Vivo sola da quando ho 18 anni. A 16 ho deciso che volevo dedicarmi al teatro, i miei erano un po’ inquieti, ma mi hanno detto: “Vai pure, basta che ti mantieni da sola”. Certo gli pareva che un impiego in banca fosse molto più stabile».

E invece di questi tempi mi sa che ha avuto ragione lei.
«Precaria per precaria, almeno faccio quel che mi piace! Il teatro è il mio grande amore, non lo abbandono mai troppo a lungo. Mi manca l’atmosfera del palcoscenico, le prove, soprattutto sentirmi in bocca parole che non sono le mie e entrare nella visione del regista. È un’opera d’arte collettiva».

Come la mettiamo con le primedonne?
«Ci sono, certo, ma all’interno di regole, equilibri in scena da rispettare. Anche in tv mi piace sentire che il gruppo funziona, è esaltante, sei parte di qualcosa di più grande di te. Non per nulla i miei amici dicono che sono una sessantottina mancata...».

Il grande successo di pubblico lo deve al Dopofestival, anche lì un lavoro di gruppo riuscito?
«Certo. Sapevo che era una carta importante, da giocarmi bene, ma in realtà non ho mai avuto ansia e mi sono goduta ogni attimo, proprio perché ero sicura dei miei compagni di viaggio, Elio e le Storie Tese».

Poi però la carta non se l’è giocata subito.
«No, avrei dovuto fare il Festivalbar con Mediaset che poi è saltato. Così sono stata ferma per un po’ e per un’iperattiva come me non è facile, senza contare che non sono così famosa da potermi permettere di stare lontana molto dalla scena. D’altra parte nessuna proposta mi piaceva...».

Lei si vedeva solo in un contesto musicale?
«No, mi piace mettermi in gioco, provare strade nuove, ma devo anche sentirmi in armonia con il mio istinto. Insomma questo Academy è perfetto».

E nel futuro?
«Mi piacerebbe condurre il Festival di Sanremo e poi aspetto la grande occasione al cinema: non sono ancora così connotata televisivamente da non potermelo più permettere. Non sono, per dire, Simona Ventura, che in un film è sempre lei, non può fare un altro personaggio».

E in tv la Ventura le piace?
«Mi piace moltissimo nell’Isola dei famosi, lì è perfetta».

Chi altri le piace?
«La signora Bignardi. Una grande intervistatrice. Come Victoria Cabello. E poi Rocco Tanica, dissacrante, ironico, intelligentissimo. Matrix mi piaceva con Mentana, adesso un po’ meno. Ma il mio numero uno è Chi l’ha visto».

Cosa non le piace invece?
«Non sopporto la tv urlata, come Uomini e donne. E trovo Fabio Fazio un po’ troppo malleabile come intervistatore: per esempio con Carla Bruni, va bene, è la signora Sarkozy, ma qualche domanda più diretta poteva sopportarla eccome. Si sente che è un tipo forte, vorrei che la facesse vedere, questa forza. È anche un dovere nei confronti del telespettatore».

Lui ha delegato il ruolo del poliziotto cattivo a Luciana Littizzetto..
«Ah, ma non sempre si può delegare alle donne. Questi uomini devono imparare a prendersi le loro responsabilità».

Raffaela Silipo
per "La Stampa"

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