LA SINOSSI:
KF: Due cose: da un lato volevo scrivere una storia di tipo classico, su un Gruppo di persone in una casa isolate che vengono presi in ostaggio da sconosciuti. Dall'altro alto volevo anche scrivere una storia su un tema moderno come quello dei virus letali. "Nel Bianco" combina le due cose.
KF: Moltissimo, potrebbe accadere con estrema facilità. Come racconto nel romanzo, ci sono elevate misure di sicurezza che proteggono i laboratori, ma potrebbero sempre essere aggirate.
KF: Il set è stato ricostruito perfettamente: sembrava di essere dentro una vera casa scozzese, invece che nei dintorni di Berlino. Anche gli interpreti, benché non fossero fisicamente uguali ai personaggi che avevo immaginato, erano perfetti.
KF: L'autore è sempre preso da due sentimenti contrastanti: da un lato è in ansia perchè teme che la sua storia venga stravolta e teme che possano essere commessi degli errori nella trasposizione da letteratura ad immagine. D'altra parte, è molto eccitante vedere i propri personaggi prendere vita.
KF: In pratica, il pubblico fa entrambe le cose. Se hanno amato il libro vedranno il film, se gli è piaciuto il film compreranno il libro.
KF: Naturalmente io preferisco I libri! E la differenza, per me, è la stessa che c'è tra guardare una partita di calcio e giocarla!
L'intervista a Isabella Ferrari (Toni Gallo)
Sicuramente le caratteristiche di un personaggio di Ken Follet. Tony è una donna ostinata che non si arrende mai. Le difficoltà che deve affrontare mettono subito in luce la sua autorevolezza e la sua intelligenza. Eppure ciò che la rende unica sono la sua sensibilità, e il suo modo di amare così femminile.
Non avevo mai letto Ken Follet, pur conoscendo la sua fama. Quando ho letto "Nel Bianco" sono rimasta incatenata dal primo capitolo. La sua tensione narrativa non ti abbandona mai. Tutti i personaggi sono in continuo movimento, e la loro verità si modifica di pagina in pagina. Dopo, solo dopo, ho scoperto che l'autore è un amante di Shakespeare.
Quel giorno non ero sul set...Meglio. Quando giro le presenza sul set mi distraggono molto, figuriamoci con KEN FOLLETT! Abbiamo cenato però insieme in un noto ristorante di Berlino. Abbiamo riso molto, non abbiamo per niente parlato di Tony Gallo e del film, ma di politica italiana, di figli, ma soprattutto della sua band musicale.
Hai fatto parte di una coproduzione internazionale con attori provenienti da diversi paesi: è stato difficile?
Recitare in due lingue è stata chiaramente una sfida per me... Mi divertono le sfide. Fanno parte della mia professione.
La cosa più divertente di tutta la lavorazione. Gli occhi non sono più puntati su di te ma tutto ruota intorno alla neve. Se c'è abbastanza vento, o se c'è poco vento: E così ti senti finalmente libero.
C'è un forte legame con la realtà, se pur il racconto rasenta la fantascienza. Purtroppo è la realtà che è arrivata al limite della fantascienza. Il mondo e la sua natura ci appaiono in tutta la sua fragilità e l'uomo in tutta la sua incoerente tensione all'autodistruzione.