Agcom, sanzioni in arrivo a Tg4, Studio Aperto e TgLa7 per mancato equilibrio

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Fonte: Ansa

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Televisione
  giovedì, 24 gennaio 2013
 06:00

Dopo i richiami, arrivano le prime sanzioni dell'Agcom per violazione della par condicio in campagna elettorale. Il Consiglio dell'Autorità ha deciso di sanzionare il Tg4, Studio Aperto e TgLa7 per il mancato riequilibrio delle presenze delle forze politiche, dopo gli ordini inviati la scorsa settimana.

A favore il presidente Marcello Cardani e i commissari Maurizio Decina e Francesco Posteraro, contrari i commissari Antonio Preto e Antonio Martusciello.

«Non condividiamo i provvedimenti sanzionatori, fondati sul criterio delle sole edizioni principali dei telegiornali - hanno spiegato i due membri indicati dal Pdl -. Un eccessivo irrigidimento dei criteri di valutazione comporta il rischio di una limitazione dell'autonomia editoriale delle testate».

Il consiglio ha comminato una sanzione di 60 mila euro nei confronti del Tg4 e di 40 mila euro nei confronti di Studio Aperto.

La scorsa settimana l'Autorità aveva rilevato nelle edizioni principali dei due tg l'eccessiva presenza del Pdl rispetto a tutti gli altri soggetti politici. Sanzione di 100 mila euro per i Tg di Ti Media, nei confronti dei quali è stata evidenziata una sovraesposizione di Mario Monti, Movimento 5 Stelle, Rivoluzione civile ed una scarsa presenza di Pdl e Pd. Emanati, inoltre, nuovi ordini di riequilibrio che, in caso di mancata ottemperanza, potrebbero portare la prossima settimana a nuove sanzioni.

Riguardano ancora una volta i Tg di TI Media, compreso il TgLa7, per il poco spazio concesso ai piccoli partiti e all'Udc in particolare, il Tg3, per la scarsa presenza del Pdl, e SkyTg24 per una sovraesposizione del Movimento 5 Stelle e una sottorappresentazione di Idv, Fli e Udc.

«Il nostro tg è stato sanzionato dall'Agcom per aver dato troppo spazio a Grillo, a Rivoluzione Civile di Ingroia, a Monti e troppo poco a Pd e Pdl. Felix culpa. Come farmacisti siamo scarsi - ha commentato il direttore del TgLa7, Enrico Mentana -. Pensiamo di non dover prendere lezione nè dai partiti politici, nè dall'Agcom, con tutto il rispetto, su come trattare le notizie. Se un politico si butta dalla finestra non possiamo far buttare tutti gli altri dalla finestra per par condicio».

«Attendo di leggere le motivazioni dell'Agcom, ma avendo davanti i numeri dei tg ho la coscienza a posto. Lo escludo nel modo più assoluto, abbiamo cercato di ottemperare a quanto richiesto. Da quanto è arrivato l'ordine, tutte le edizioni principali del Tg4 vedono una predominanza del Pd sul Pdl, con una punta nelle edizioni delle 14 che vedono il Pd al 42,7% contro il 26,9% del Pdl. Per quanto riguarda Studio Aperto, dal momento in cui l'Autorità ha inviato l'ordine, nell'edizione delle 12.25 il Pd è al 32% contro il 34% del Pdl, ma alle 18.30 il Pd sfiora il 50% contro il Pdl che non arriva al 10%. Tutti gli altri soggetti politici sono stati ampiamente rappresentatiCredo che i nostri numeri siano in perfetta regola - afferma il direttore di Tg4 e Studio Aperto, Giovanni Toti -. Sono convinto che questa autorithy, data anche la situazione generale del panorama informativo, molto più equilibrato e polifonico rispetto al passato, stia interpretando la legge su par condicio in modo francamente molto discutibile. Emana ingiunzioni e ordinanze talmente puntigliose e stringenti da risultare quasi ottuse e da ledere anche la libertà delle redazioni di fare scelte editoriali. Si applica la par condicio in modo tanto rigido da rendere la legge quasi incostituzionale, perchè viola l'articolo 21 della Carta».

«Respingiamo le sanzioni ingiustificate dell'Agcom a Mediaset in tema di par condicio e annunciamo immediato ricorso». Lo dice Gina Nieri, consigliere d'amministrazione di Mediaset. «i dati su cui si basano le sanzioni dell'Autorità dimostrano, al contrario, il rispetto dell'equilibrio nell'informazione politica dettato dalle norme di riferimento». «Ancora nel 2010, in occasione delle elezioni regionali - ricorda Nieri - il giudice amministrativo aveva confermato la pronuncia della Corte costituzionale che ribadiva la correttezza della distinzione normativa tra 'comunicazione politica' ovvero gli spazi cronometrati riservati ai partiti e l0informazione politica', esercitata nei tg e nei programmi di approfondimento. In quest'ultimo caso - spiega ancora il consigliere - non è concepibile distinguere tra singole edizioni dei telegiornali, ha molto più valore l'equilibrio informativo complessivo. Entrare nel merito di ogni singola edizione è indebito, non è previsto da alcuna norma e lede la libertà editoriale delle redazioni»

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