Ok del Cda alle superdeleghe per Maggioni. Dg Rai punta a riaprire dialogo con Sky.

Ok del Cda alle superdeleghe per Maggioni. Dg Rai punta a riaprire dialogo con Sky.

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Fonte: Ansa

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Televisione
  mercoledì, 02 settembre 2015
 22:16

Ok del Cda alle superdeleghe per Maggioni. Dg Rai punta a riaprire dialogo con Sky.  Parte con il viatico unanime del cda l'era Maggioni-Campo Dall'Orto alla Rai. Nella prima riunione i consiglieri approvano compatti - su indicazione del consigliere delegato del Tesoro Marco Fortis - le superdeleghe per la presidente: su proposta del dg, potrà firmare contratti fino a 10 milioni di euro nonchè le nomine dei dirigenti di primo e secondo livello delle direzioni non editoriali senza passare per il consiglio, che conserverà invece le sue competenze sulle nomine editoriali. In cda anche un'ampia disamina dello scenario competitivo in cui si muove l'azienda: numeri alla mano, in parallelo con gli altri servizi pubblici europei, il dg spazia dalla situazione economico-finanziaria al modello di 'control governance' ai palinsesti, annunciando poi l'intenzione di riaprire il dialogo con Sky dopo la rottura del 2009. Un'ipotesi alla quale la tv di Murdoch guarda «con interesse».

La decisione sulle deleghe rafforzate per la presidenza è in continuità con la gestione Tarantola-Gubitosi (quando ci fu però qualche maldipancia nel centrodestra) e in linea con le indicazioni del governo, che dei maggiori poteri per i vertici della tv pubblica ha fatto uno dei punti di forza della riforma approvata al Senato e in arrivo alla Camera: quando diventerà legge, all'attuale dg nominato con la Gasparri andranno le prerogative previste per il futuro amministratore delegato. Il cda incassa comunque l'impegno di presidente e dg a tenerlo «costantemente informato»: la parola che riecheggia di più al settimo piano di Viale Mazzini è «condivisione», racconta Arturo Diaconale. «Non vuol dire consociativismo, nè essere d'accordo sempre e comunque, ma confrontarsi», avverte il consigliere eletto con i voti di Forza Italia, contrario al ruolo «marginalizzato» al quale il consiglio è stato relegato «all'epoca del governo tecnico di Monti».

Se il report sulle spese continuerà ad avere cadenza trimestrale, come nella vecchia gestione, gli atti sulle nomine decise dal tandem presidente-dg saranno depositati in cda alla prima riunione utile. Clima «costruttivo», dunque, ed «idilliaco», raccontano i presenti, complice probabilmente anche l'assenza del capitolo nomine, che pure avevano tenuto banco nelle indiscrezioni della vigilia: per gli avvicendamenti «non c'è fretta, non avverranno troppo in là ma ci saranno solo una volta messo a fuoco lo schema di gioco», promette Campo Dall'Orto in un'intervista al Foglio cui affida il suo progetto 'modello Sacchi' per il futuro della Rai. Prima la missione, insomma, poi i nomi e i talenti.

Una «discontinuità» i cui primi effetti si vedranno «tra marzo a maggio» e che punterà a trasformare l'azienda «da broadcast a media company», superando «la dittatura degli ascolti». Un'inversione di tendenza rispetto al passato potrebbe arrivare già nei prossimi giorni: se Mediaset cripterà effettivamente dal 7 settembre le tre reti ammiraglie (Rete4, Canale 5 e Italia 1) su Sky in caso di mancato accordo remunerativo sui diritti di ritrasmissione, la Rai potrebbe risalire di qualche gradino nel telecomando della tv di Murdoch, piazzando Rai4 in una posizione pregiata come il canale 104 (il candidato al numero 105 sarebbe Sky Uno, al 106 Fox).

Un'ipotesi destinata a prendere corpo, visto che a Sky non hanno alcuna intenzione di pagare per i canali di Cologno Monzese, come ha spiegato qualche giorno fa l'ad Andrea Zappia, e guardano con interesse a un'eventuale proposta formale di Viale Mazzini. La prossima riunione del cda è fissata per il 24 settembre. Intanto, in nome del «gioco di squadra», come lo definisce Giancarlo Mazzuca, i consiglieri promettono di raggiungere un accordo anche sulle ambite stanze del settimo piano: si troverà una «soluzione operativa e concreta», spiegano fonti del consiglio, «basata sul buon senso»

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