Vespa riapre Porta a Porta tra politica, cronaca, esodo biblico migranti e rischi terrorismo

Vespa riapre Porta a Porta tra politica, cronaca, esodo biblico migranti e rischi terrorismo

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Fonte: Ansa

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Televisione
  giovedì, 03 settembre 2015
 16:22

Vespa riapre Porta a Porta tra politica, cronaca, esodo biblico migranti e rischi terrorismoNella prima puntata come da tradizione ci sarà il Presidente del Consiglio? «L'invito è stato fatto, ma non mandiamo i carabinieri a Palazzo Chigi. Al momento non abbiamo idea di cosa faremo lunedì». Bruno Vespa, giornalista, scrittore, conduttore, già direttore del Tg1, riapre Porta a Porta, il talk da lui ideato, che torna con la 20/a stagione su Rai1 da lunedì 7 settembre con quattro puntate settimanali.

«Nella precedente stagione ha viaggiato - come ricordato dal direttore di Rai1 Giancarlo Leone - ad una media del 13,5% di share in seconda serata, in crescita dello 0.27% rispetto all'anno precedente».

Il record in prima serata è datato 14 marzo 2002, per il caso Cogne: 34,52% di share ed oltre 10 milioni di telespettatori, lo stesso numero di telespettatori più o meno della puntata sull'11 settembre. Prima di Natale il programma toccherà quota 2500 puntate, con all'attivo più di 10 mila ospiti. Il primo prime time annunciato cadrà a gennaio 2016 per celebrare il ventennale della trasmissione, nata il 22 gennaio 1996.

«Porta a porta è inimitabile, è come la settimana enigmistica: resta il talk show più riuscito e più visto del sistema televisivo italiano. Ed è cresciuto nell'ultima stagione, a dispetto del contesto di crisi dei talk», dice Leone in conferenza stampa a Viale Mazzini. «Da solo nessuno ci batte, ma ci battono insieme. Ci sono 200 concorrenti sui canali digitali», precisa Vespa, che spiega: «Negli anni la trasmissione è molto cambiata. Nessun tema oggi resiste 100 minuti ed allora abbiamo deciso di spezzare il programma. E se c'è un tema particolarmente impegnativo, lo alleggeriamo con un altro dopo».

Alla domanda su cosa si aspetti dalla prossima stagione, il giornalista risponde: «Per me è un miracolo che in Italia non ci sia stato un attacco terroristico, non credo in un altro 11 settembre perchè neanche se lo pianificassero gli riuscirebbe mai, ma temo un cane sciolto, un lupo solitario...».

Quali gli argomenti che saranno affrontati nelle prime puntate di Porta a porta?

«Tanti temi caldi, ma le notizie sono come ben sapete sempre in evoluzione. Tra quelli più scottanti quello sull'immigrazione, ma per affrontarlo al meglio servono più forze. Ci sono problemi di coordinamento aziendale - osserva Vespa -, tante volte vorremmo utilizzare gli inviati del telegiornale, ma poveracci, se devono coprire tutte le edizioni del tg non hanno tempo per noi. Allora dobbiamo mandare un nostro inviato, ma è molto complicato. Quindi per noi è un problema effettivo dare la copertura che vorremmo, e comunque qualcuno è già in giro».

Quanto alla riorganizzazione dell'informazione con la nascita delle newsroom, «anche questo sarà un problema in più: fare servizi diversificati per testata, ma bisogna prima vedere». Il direttore di Rai1 Giancarlo Leone interviene: «Avrà un impatto minimo sui programmi di informazione, mentre coinvolgerà i tg».

Il nuovo direttore generale Antonio Campo Dall'Orto ha annunciato che si uscirà dalla «dittatura degli ascolti» e che porterà «discontinuità culturale». Il commento di Leone?

«Campo dall'Orto, a differenza di Gubitosi, è uomo di prodotto e competente, ora mi attendo il meglio dall'azienda, poi declineremo gli indirizzi in programmi, ma Porta a porta, per i risultati che ha, non è messo in discussione».

Al centro dell'attenzione l'esodo biblico di migranti che investe L'Italia e l'Europa, i grandi fatti di cronaca, la crisi che colpisce i mercati mondiali, gli sviluppi della politica italiana e il percorso delle riforme del governo Renzi. In 20 anni 2.471 è il numero totale delle puntate tra seconde, prime e speciali di Porta a Porta andate in onda. Vespa dal 1990 al 1993 ha diretto il Tg1. La prima puntata di Porta a Porta, in onda il 22 gennaio 1996; ebbe tra gli ospiti Romano Prodi). Per la prima volta nella storia di un programma è intervenuto anche un papa, Giovanni Paolo II, con una telefonata in diretta (13 ottobre 1998)

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